Flash (The)

The Flash: Recensione dell’episodio 2.12 – Fast lane

the flash

Gli incroci improbabili tra serie tv e quotidiana realtà. Mentre in Italia ancora si discute se il Family Day sia stato o meno una pagliacciata, negli USA va in onda un episodio di The Flash che, a ben vedere, molto ha a che fare con la famiglia. Una mera coincidenza linguistica, a dire il vero. Perché non è certo di unioni civili o stepchild adoption che si parla, ma piuttosto di cosa si sarebbe disposti a fare per proteggere chi fa parte di quella che, discorsi politici a parte, è sicuramente il fondamento della vita personale di ognuno.

The Flash: Recensione dell’episodio 2.12 – Fast laneFast lane è senza dubbio uno degli episodi più deboli dal punto di vista adrenalinico e di azione che queste due stagioni di The Flash hanno visto finora perché l’improbabile uomo – catrame (tanto potente da cambiare la forma delle strade cionondimeno intrappolato per un anno intero sotto un esile strato di manto stradale nonostante dimostri subito dopo che ciò non sia un problema) e la sua bituminosa vendetta sono poco più che vignette per riempire gli spazi vuoti tra un dialogo e una confessione. E per offrire a Wells la possibilità di testare l’efficacia del suo mirabolante marchingegno tascabile per rubare la speed force di Barry (per quanto possa apparire ai limiti del ridicolo che questa portentosa energia si possa conservare in una siringa da iniettarsi in stile antibiotico). In realtà, proprio il caso della settimana (che, pur non essendo The Flash un procedural, non manca comunque mai) è la parte più debole di questo episodio, ma l’esilità di questa storia e le incoerenze di scrittura si lasciano perdonare perché chiara è l’intenzione degli autori di parlare di tutt’altro.

Costretto a metabolizzare l’inattesa partenza di Patty (ma proprio non era possibile rivelarle una verità che aveva già capito?), Barry cerca di stringere ancora di più i rapporti con quell’Harrison Wells di Terra-2 (si, lo sappiamo che è Terra-1 per te, Harry) che tanto gli ricorda la parte buona del suo doppelganger che magnificamente aveva svolto il ruolo di villain nella prima stagione. Perché il fake-Wells (chiamiamolo così per distinguerlo dall’attuale) era stato il cattivo manipolatore che aveva intrigato ai danni di Barry, ma è grazie a lui che un banale consulente scientifico della polizia di Central City è diventato l’eroe che conosciamo. the flashE non solo perché gli hai donato quella velocità che ne ha fatto il fastest man alive (ma con Reverse Flash e Zoom che lo sono come e più di lui non è forse il caso di cambiare questo refrain ?), ma soprattutto perché gli ha insegnato a credere in sé stesso e lo ha convinto di poter essere l’eroe che ispira la gente prima ancora che il velocista scarlatto che saetta per le strade alla caccia di meta umani cattivi (e che magari useranno il Tinder per meta umani inventato da Cisco con tanto di suoneria megalomane). Nel redivivo Wells, Barry non può fare a meno di vedere quel secondo padre putativo che ha perso, ma che spera di ritrovare nel burbero scienziato arrivato da un’altra dimensione. Una famiglia allargata è quella che Barry vuole ed in nome della certezza di averla ritrovata agli Star Labs (con Cisco e Caitlin fratelli ideali e Joe e Wells padri sui generis) che è disposto non tanto a perdonare, ma quanto a capire. Capire che nessun sacrificio è troppo grande se fatto per salvare un tuo familiare carissimo. Che sia un fratello come è successo a Cisco con Snart. O una figlia come farebbe Joe con Iris e come ha provato a fare Wells stavolta. Barry ora sa ed è questo sapere che lo convince che non basta chiudere le porte per tenere lontano Zoom. Perché Zoom (sempre impressionante la sua possanza fisica e l’outfit mostruoso) ormai non è il nemico di un mondo altro da loro, ma l’avversario mortale di quanto i nostri hanno di più vicino. La loro stessa famiglia. Ed un familiare non si chiude fuori dalla porta di casa. Lo si aiuta. Sempre e comunque. Anche a costo di fare l’inimmaginabile. Anche a costo di andare tutti insieme nella tana del mostro.

The Flash: Recensione dell’episodio 2.12 – Fast laneAd una conclusione uguale ed opposta (perché decide di andare via per sempre) era, d’altra parte, arrivato lo stesso Wells la cui improvvisa confessione è figlia naturale della scissione presente in lui tra la famiglia che ha sempre avuto e quella che ha inaspettatamente scoperto di avere. Perché un conto è la figlia vittima di Zoom per il cui bene ogni sacrificio è possibile, anche quello della propria integrità morale, un altro è tradire quel bambino testardo di dieci anni che insiste a mostrarsi come un secondo figlio la cui incondizionata e persino insensata fiducia non si può tradire. Perché un padre può essere imperfetto, incostante, burbero, bugiardo, ma non può fare a meno di essere quel che inevitabilmente è: un esempio. E a quel ruolo non cercato, ma imposto da un affetto nato anche contro la sua stessa volontà neanche il Wells di Terra-2 può e vuole rinunciare. Come, in un contesto diverso, si rende conto lo stesso Joe che, spinto dall’evidenza mostratagli da Iris, deve infine mettere da parte la recita dell’amico troppo cresciuto per riprendere il ruolo del padre che sa anche dirti a muso duro che stai sbagliando e non solo chiudere un occhio e pure l’altro per non dispiacerti. Una piccola nota che rende stavolta meno noiosa la storyline legata al ritorno di Wally West che era e tuttora resta la parte meno interessante e più inutilmente accessoria di questa stagione.

In famiglia si affrontano i problemi. In famiglia si va in viaggio. Anche se non è per una vacanza che i nostri stanno per partire, ma piuttosto per una rischiosa gita in un’altra dimensione, quel che è certo che il family day di The Flash ha avuto un significato univoco. Ed ora pronti tutti a partire verso un’altra Terra.

In attesa del prossimo episodio e delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

2.12 – Fast lane
  • Famiglie allargate
Sending
User Review
2.86 (7 votes)
Comments
To Top