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The Flash: Recensione dell’episodio 1.17 – Tricksters

George Gamow era ricorso ad esso per spiegare nel 1928 il decadimento alpha, ossia l’emissione di un nucleo di elio da parte di un atomo radioattivo. Pochi anni dopo Max Born aveva capito come lo stesso principio fosse applicabile anche in altri campi della fisica teorica. Molti anni dopo la teoria ha trovato la sua applicazione pratica in molti dispositivi elettronici di uso comune come le memorie flash presenti nelle pen drive che quotidianamente ci si ritrova a collegare ai propri laptop. Si parla qui di un quanto mai contro intuitivo fenomeno della meccanica quantistica noto come effetto tunnel ossia, semplificando al massimo, la probabilità piccolissima ma non nulla che una particella superi una barriera che classicamente non potrebbe mai oltrepassare. Per dirla in altre parole meno precise ma più intuibili, la possibilità che Barry Allen passi attraverso un furgone fermo correndo a velocità più che supersonica.

TheFlash1x17BarryJoeA voler essere pignoli, la spiegazione che Wells da a Barry per convincerlo che può passare attraverso i muri non ha nulla a che fare con l’effetto tunnel (pur volendo ammettere che la super velocità sconvolga le leggi della fisica classica richiedendo l’intervento della meccanica quantistica, ipotesi molto campata in aria a dire il vero). Ed è una vera fortuna che sia così perché è grazie alle parole venate di ammirazione e nostalgia dello scienziato che Barry intuisce la verità che noi già conosciamo e che il salto indietro nel tempo ha nuovamente occultato. La perfetta descrizione di cosa si prova ad essere il “fastest man alive” è tanto vivida che solo chi l’ha sperimentata in prima persona può raccontarla come se fosse lo stesso Barry a parlarne. Ed è questa una prova più che sufficiente per convincere il nostro Flash che i sospetti sulle intenzioni nascoste del suo mentore non sono pensieri in libertà, ma fondate verità.

Barry non può che arrivare alla amara conclusione che quel Reverse Flash che ha fatto di lui un orfano privandolo anche del padre è quell’Harrison Wells che lo ha trasformato nell’impossibile che diventa possibile. Ci si potrebbe lamentare che troppo velocemente Barry passa da incondizionato ammiratore di Wells pronto a difenderlo a spada tratta da ogni infamante accusa a convinto sostenitore della sua colpevolezza accusando il suo ex idolo di essere il misterioso assassino di sua madre. Tanto convinto è Barry che è Joe a dover frenare la sua irruenza quasi bambinesca e temperare i suoi scatti verbali che tradiscono in modo così palese la sua rabbia delusa da mettere in allarme Wells (che convenientemente finge di averne frainteso lo stato d’animo). Eppure, questi eccessi sono coerenti con il personaggio del nostro integerrimo eroe. Come Joe ama ricordare, Barry ha il dono di vedere sempre il meglio delle persone e di aspettarsi sempre il bene da loro. Un inno alla speranza che lo ha sempre accompagnato e gli ha permesso di superare le mille avversità con cui si è dovuto confrontare (la morte della madre, il carcere per il padre, l’amore non corrisposto per Iris). Ed è Joe (da questo punto di vista perfetta figura paterna) a dover riportare Barry lungo i binari giusti perché solo seguendoli potrà affrontare la difficile sfida di confrontarsi con il possibile errore di essersi fidato stavolta della persona sbagliata e ciononostante essere comunque debitore nei suoi confronti.

TheFlash1x17EobardDebiti che Barry sta, in realtà, già pagando perché il Reverse Flash ha fatto nascere Flash (perché stavolta è la gallina a venir prima dell’uovo) per poter tornare in quel suo presente che è secoli avanti rispetto a quello in cui è costretto a vivere. Reverse Flash che è Eobard Thawne e non Harrison Wells. Perché, e qui sta la vera rivelazione di questo episodio, Eobard Thawne e Harrison Wells non sono la stessa persona che usa due nomi diversi, ma proprio due persone diverse dato che il primo ha rubato al secondo non solo il nome, ma il corpo stesso. Difficile capire la necessità di una simile scelta che ha però il merito di permettere diverse ipotesi sui rapporti tra Flash e Reverse Flash. Senza scomodare i fumetti volutamente evitati onde sfuggire a perniciosi spoiler sulla serie (che può comunque prendere strade autonome), il voler accelerare gli eventi ad opera di Eobard sostituendosi a Wells per accelerare la creazione e successiva esplosione dell’acceleratore lascerebbe pensare che Barry sarebbe destinato a trasformarsi in Flash affinché possa esserci in futuro il Reverse Flash.

Ma perché quest’ultimo poi torni indietro ad uccidere Nora Allen resta un mistero destinato a trascinarsi come fil rouge di questa prima stagione. Come problematico è capire quanto importante sia notare che il logo sulla tuta del Flash che combatte con Reverse Flash sia di colore diverso da quello sulla tuta di Barry come invertiti sono anche i colori delle scie. Vale la pena ricordare che le tracce ematiche ritrovate da Cisco indicano in Barry il probabile Flash presente sulla scena, ma il modo in cui i due velocisti appaiono sulla scena lascia pensare che entrambi vengano dal futuro e quindi apre alla possibilità che il Flash che Barry bambino vede non sia sé stesso, ma un suo discendente contemporaneo di Eobard Thawne.

TheFlash1x17HamillTante parole spese sui rapporti tra Barry e Wells e sulle identità dei Flash e Reverse Flash presenti la notte della morte di Nora sono una prova evidente di quanto poco interessante sia stato il caso della settimana. Non perché i due villain non recitino bene i loro ruoli o perché non siano, per la seconda volta di seguito dopo Captain Cold, dei meta umani (e stavolta Cisco deve anche rinunciare all’onore di inventarsi un soprannome come ironicamente sottolinea Caitlin). Ma solo perché l’idea di un folle psicotico che si diletta a impersonare un incrocio tra Unabomber e Joker (e la scena del party del sindaco ricorda quella a casa Wayne in The Dark Knight) e ricorre all’aiuto del figlio segreto per evadere dalla prigione di massima sicurezza ha poco di originale per essere davvero interessante. Appare, quindi, quasi un intervallo per staccare i flashback e le scene tra Wells e Barry ed offrire al secondo la possibilità di aumentare ancora i suoi già sovrannaturali poteri. Un intermezzo reso però simpatico dalla presenza di un Mark Hamill che si diverte a citare il “io sono tuo padre” che si sentiva dire da Darth Vader quando quasi quarant’anni fa vestiva i panni di Luke Skywalker. E che omaggia ancora una volta i fan delle serie tv più famose prendendo Breaking Bad come esempio di capolavoro. Fuori luogo, invece, il voluto plagio del “Silenzio degli innocenti” con James Jesse rinchiuso nella stessa gabbia nonostante non abbia la stessa letale pericolosità di Hannibal Lecter.

Dopo i fuochi pirotecnici di “Out of time”, anche questo episodio sembra un voler tirare il fiato come se si fosse accelerato troppo e fosse ora necessario fermarsi ad aspettare chi è rimasto indietro. Solo che qui siamo in “The Flash” e tutti vogliamo solo che la serie faccia quello che Barry sa fare meglio: correre.

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