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Flash (The)

The Flash: Recensione dell’episodio 1.09 – The man in the yellow suit

E capita che Barry Allen non sia più the fastest man alive.

C’era da sperarlo che prima di questa pausa ci regalassero l’episodio più bello della stagione e, per quel che mi riguarda, le speranze sono state ben riposte. C’è tanta roba in questo episodio, ma a palate così grandi che non si sa da che parte girarsi, tanto che anche davanti ad una lunga pausa festiva, ci regalano abbastanza interrogativi e dubbi da tenerci arzilli anche mentre ci ingozzeremo di cappone e crema al mascarpone.
Mi viene voglia di dargli delle pacche sulla schiena a questo telefilm e dirgli che è stato proprio bravo. Ha gettato bene le fondamenta creando scenari emozionanti e ora che si mette a costruire seriamente può farlo con libertà e sicurezza.

E’ Natale a Central City e la gioia e il calore dei buoni sentimenti aleggiano nell’aria. Ma solo per qualche secondo, prima di venire spazzati via da due distinti lampi di luce: uno giallo e uno rosso. Gli autori non vogliono perdere tempo nel farci sapere che A) per Barry il Natale sarà tutto tranne che allegro e B) che faremo finalmente la conoscenza dell’anti-falsh, dell’assassino dal lampo giallo.
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Io amo i miei protagonisti confusi e tormentati e c’è qualcosa di piacevolmente stuzzicante in Barry. Detta così sembra una cosa sconcia, lo so. Ma c’è una freschezza in Barry, una naturale leggerezza e purezza, probabilmente dovuta anche alla giovane età del personaggio, che rendono le sue sofferenze più comuni e ce le fanno sentire più vicine. Ti vien proprio voglia di andare lì a dargli un abbraccio e a dirgli di non piangere e che le cose andranno meglio. E non puoi non fare a meno di fare il tifo per lui quando finalmente si dichiara ad Iris, anche se è naturale augurargli di trovarsi qualcuno di meglio, magari qualcuna un po’ più sveglia. Così come la sua sincera disperazione quando va a trovare il padre in carcere fa stringere il cuore. Non ha ragione di sentirsi in colpa per quello che è successo, è ovvio, ma il dolore che traspare dalle sue lacrime è quello raccolto in 14 anni di di paura e confusione e frustrazione davanti a qualcosa di incomprensibile e di inimmaginabile e che proprio ora che è diventato più concreto, appare ancora più irraggiungibile. Insomma, Grant Gustin è ancora una volta straordinariamente bravo a mostrare tutta la vulnerabilità di Barry in questo episodio, così come tutta la sua forza che non deriva certo dai muscoli o dalla determinazione affilata in anni di sofferenze (hello Oliver!) ma proprio da quella luce che Joe ha sempre visto in lui. Scusate, vado a ritagliare qualche cuoricino da lanciare come coriandoli su questa recensione.

L’uomo in giallo fa subito paura. Saranno gli occhi rossi. Sarà la voce cattiva. Sarà che è grande e sembra saperla lunga. Fatto sta che da copione Barry ne prende un sacco ed una sporta e non sono i pugni quelli che fanno più male. Con tutto l’allenamento e la sua baldanza da ragazzo super veloce, ha trovato uno che se la ride mentre lui cerca di correre più veloce che può e ancora non è abbastanza.The_Flash109-03
La rivelazione sulla vera identità dell’antiflash è a dire il vero quasi telefonata. Come se non potesse che essere così. Ma la cosa più affascinante resta l’ambiguità del dottor Wells, che ammazza gente come se piovesse, ma che con Cisco e Catlin è gentile e buono come un papà. C’è del buono in lui, ma allo stesso tempo una luce sinistra che sembra mormorare “a mali estremi, estremi rimedi”. Perché una cosa sembra ovvia, Wells sarà pure un gran stronzone, ma dietro alle sue azioni si nasconde qualcosa di più, qualcosa di vasto di cui per ora noi vediamo solo gli sfumati contorni. Lo stesso Barry era da sua madre quando lei è stata uccisa. E siccome ancora lui non lo ricorda è evidente che debba ancora accadere. Che Wells fosse un uomo del futuro, o che per lo meno fosse in grado di muoversi attraverso il tempo lo sapevamo. Che sia proprio la super velocità, potenziata dal congegno rubato, a renderlo possibile? Che l’uccisione della madre di Barry e lo stesso scoppio dell’accelleratore siano solo un modo per il dottor Wells di “coltivare” il Flash del futuro? Può essere questa la ragione per cui non ha ucciso Eddie? O c’è molto di più? Questi sono gli interrogativi che si aprono davanti a noi e sono esaltanti.

The_Flash109-04Okay, forse l’elemento gestito con più incertezze è il ritorno di Ronnie sulla scena. L’incontro nel parcheggio è un po’ strano con lui che fa lo stalker poco convinto e Catlin che si nasconde dietro al muro con aria da “oh mamma! E’ questo il mio regalo di Natale?”. Insomma, se il mio fidanzato morto riapparisse con la capacità di darsi fuoco probabilmente mi esploderebbe il cervello. Ronnie è un po’ infilato in spazi stretti e cronometrati, ma devo dire che è bastato vederlo volar via in una scia di fuoco per far schizzare il livello esaltazione fino alle stelle. E poi si è dato da solo un nome ganzissimo, che gli si può rimporverare (i brutti capelli forse?)!? Sarà interessantissimo vedere come gli sceneggiatori vorranno giocarsela con lui: facendolo unire alla squadra o tenendolo come elemento esterno imprevedibile. In più il suo ritorno ci regala una scena Cisco/Catlin da far intenerire pure i sassi.

Che futuro vede il nostro dottor Wells? Che futuro immaginiamo noi per Barry & Co? Intanto abbiamo un po’ di tempo (TROPPO!) per pensarci e arrovellarci.
Io per ora vi auguro buone feste!

Gli ultimi flash:

– Per Natale voglio tutte le magliette di Cisco.
– Ma chi regala ad un tecnico di laboratorio un microscopio? Per altro, il microscopio più potente sul mercato non può certo essere quel cosino lì… e nel caso lo fosse, quante migliaia di dollari dovrebbe costare??

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