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The Flash: Recensione dell’episodio 1.07 – Power Outage

Siamo ad un passo dall’attesissimo crossover di Flash con il suo mentore Arrow e anche in questo episodio sembra declinarsi il solito schema narrativo che finora è stato un po’ un mantra per The Flash, ossia il classico schema “da wrestling” (lo chiamo così perché era il tipico canovaccio di ogni buon incontro di wrestling che si rispettasse), ossia: un nuovo nemico, Flash che inizialmente le prende, problema da superare, brillanti idee e Flash che alla fine trionfa, ma qui c’è dentro un po’ di più, oltre alla storia che in sé è solo un palcoscenico per raccontare quello che è il vero stravolgimento di puntata, ossia un cambiamento di Barry che sia a livello cellulare che a livello mentale entra molto di più nel suo nuovo ruolo e l’approfondimento del rapporto con quello che anche qui avevamo in passato definito il suo secondo “padre putativo” dopo Joe (e con quello vero in carcere siamo a tre), il Dottor Wells.

theflash 107cBarry finora era stato un po’ un ragazzetto con superpoteri; certo, aveva combattuto nemici sempre più agguerriti, ma aveva affrontato tutto con una giocosità di fondo (peraltro da noi molto apprezzata) che ora viene, almeno a parole, spazzata via.  Perché “almeno a parole”? Perché a fine episodio ci viene sbandierato un nuovo Barry, cambiato nelle sue cellule, ma che si dichiara cambiato anche nella percezione del suo ruolo, più al servizio del prossimo. Ecco, questo è il passaggio che non mi è ben chiaro. Che vuol dire? A me era sembrato che già fosse al servizio del prossimo, disinteressato ed  eroico, sprezzante del pericolo per salvare la sua “bella” o tutta la cittadinanza inerme. E quindi, ora, in cosa sarebbe variato questo suo atteggiamento? A vederlo sembra più che altro che abbia accettato di non fare solo il salvatore della gente ma di sottoporsi di più buon grado anche agli esperimenti di Wells. Sarà sicuramente una cosa da approfondire, semmai vorranno farlo, nei prossimi episodi.

theflash 107eE parlando di Wells, si inserisce perfettamente l’evoluzione del rapporto di Barry con lui. Dopo molti episodi in cui l’avevamo visto nascondere certi segreti o atteggiamenti da villain, ora si trova costretto dagli avvenimenti a far emergere il suo lato “oscuro” anche di fronte agli altri o, quantomeno, una parte del suo lato oscuro. Il sacrificare il bullo dello scorso episodio per guadagnare tempo e poter risolvere la situazione e salvare il suo “giocattolo” Flash, sicuramente da i suoi buoni risultati, ma lo smitizza agli occhi di chi lo aveva sempre guardato in modo rispettoso e fideistico: Barry si trova davanti una persona che non sa chi è ed inizia a nutrire dei dubbi su tutto. Il quasi sacrificio di Wells nel finale (ma ne sarà stato veramente convinto?) però fa rinascere in Barry la fede sia nel suo mentore che in se stesso, consentendogli di recuperare i poteri e dimenticare, forse troppo velocemente, tutti i dubbi che gli erano sorti.

Wells è sicuramente un personaggio interessante, ben scritto e ben recitato, che si barcamena tra momenti in cui sembra un eroe pronto al theflash 107dsacrificio e momenti in cui il suo cinismo regna incontrastato, oltre a nascondere molti segreti in quel finto essere immobilizzato o nella sua segreta “stanza del futuro”. Ancora non si capisce bene quanto sia buono o quanto sia malvagio, quanto sia caritatevole con il prossimo e quanto sia spietato per poter raggiungere i suoi (eventualmente) nobili scopi. Tom Cavanagh riesce a caratterizzare molto bene sia i momenti più da guru del bene, sia gli scatti isterici o quando si trasforma in “genio del male”. Sono molto curioso di vedere come questo personaggio verrà approfondito.

Appurato anche in questo episodio che Caitlin e Cisco sono due perfette spalle di Barry per i momenti più distensivi e spensierati (saranno mai di più?) rimane un po’ in più tutta la faccenda ostaggi al dipartimento; certo, è funzionale a far vedere a Iris che The Flash non arriva sempre, a darle una prima mezza delusione, ma anche qui la cosa viene un po’ azzerata nel finale, theflash 107bcon scene semi sdolcinate e posticci tramonti alle spalle e quindi tutto quanto accaduto forse è stato un po’ tempo sprecato, con una caratterizzazione del “time criminal” abbastanza abbozzata e poco incisiva, mentre era molto più piena di senso e motivazioni quella del metaumano Blackout che non è cattivo per scelta ma per dolore  e necessità di nutrirsi. Poteva forse essere maggiormente approfondita questa anziché sprecare tempo con un sequestro di ostaggi in cui non avevamo minimamente timore per la vita di nessuno dei protagonisti.

Approposito di timore: forse si da troppa importanza alla preoccupazione di Barry sulla perdita dei poteri e si cerca di creare pathos su questo avvenimento, con un futuro che si modifica nell’ologiornale di Wells, quando, effettivamente, risultava evidente a chiunque (suvvia, la serie è incentrata su The Flash) che i poteri sarebbero tornati a fine episodio. Non era necessario costruire un pathos in questo modo, ma molta più importanza andava data al modo di recuperarli questi poteri.

Ma l’andamento, comunque, continua ad essere più che positivo, per questa serie che è assolutamente godibile ma che deve ancora crearsi una mitologia solida, ma siamo ancora al settimo episodio, c’è tempo.

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