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The Flash: Recensione dell’episodio 1.04 – Going rogue

Spinoff. Secondo l’onnisciente Wikipedia, nel mondo dei media, si definisce spinoff un film, una fiction televisiva, un fumetto, un romanzo, un videogioco ricavati elaborando elementi di sfondo di una serie o di un’opera precedente o traendo spunto da uno dei suoi personaggi secondari. La serie derivata mantiene le ambientazioni della serie madre, ma se ne può anche avere una propria continuity. Che “The Flash” sia uno spinoff di Arrow è noto. Che ce lo vogliano ricordare per la seconda volta in quattro episodi sorprende perché sembra quasi che gli autori siano insicuri delle capacità della serie di camminare sulle sue sole giovani e velocissime gambe. Dopo la rapida apparizione di Oliver Queen in persona nel primo episodio, stavolta è il turno di Felicity Smoak di correre in soccorso di questo spinoff recitando un ruolo quasi da coprotagonista.

TheFlash1x04felicityMa era davvero necessario questo fare l’occhiolino ai fan di Arrow? Si, ma anche no. Felicity, infatti, porta la sua esperienza con Arrow al servizio di un gruppo che solo da poco ha iniziato la propria missione di vigilanti di Central City. E lo fa ricordando loro l’importanza del restare uniti anche quando qualcuno di loro commette qualche imperdonabile errore o una sconfitta imprevista fa risaltare il vero peso del difficile ruolo che ci si è assunti. Se i primi tre episodi erano stati un rapido crescendo di gratificanti vittorie ottenute dopotutto con poco sforzo, lo scontro con Captain Cold segna, infatti, la prima battuta di arresto per quella che era stata finora una corsa trionfale. E a tirare il freno contribuisce in maniera sostanziale proprio quel Cisco che era apparso come il più affidabile aiuto per un amareggiato Barry ferito dalla scoperta che la fiducia nei suoi confronti non era stata immediata, ma piuttosto macchiata da una (comprensibile) ombra di sospetto verso quello che era uno sconosciuto. Sarà proprio Felicity a riparare la minima incrinatura del rapporto tra i due amici prima che divenga una insanabile frattura. Perché, comunque, in “The Flash” tutto avviene sempre con estrema velocità ed anche i possibili litigi (che siano tra Cisco e Barry o Iris e Joe) si ricompongono con la stessa rapidità con cui si rigenerano le cellule di Barry.

TheFlash1x04barryfeliConcedere a Felicity il ruolo di guest star è stata quindi una giusta scelta? Non del tutto. Sebbene la biondissima esperta di sistemi informatici svolga egregiamente il proprio compito di esperta consigliera, allo stesso risultato si sarebbe potuti arrivare anche senza questo intervento esterno. Che un supereroe e i suoi amici/aiutanti vadano incontro a inattese incomprensioni e cocenti delusioni è una tappa quasi obbligatoria nel percorso di ogni serie di questo tipo. Ma solitamente questi panni sporchi si lavano in famiglia ed il bucato alla fine torna candido anche se nessuno è venuto a spiegarti come farlo. Sembra, quindi, quasi forzata questa presenza di Felicity anche perché la sotto trama con il possibile legame sentimentale con Barry nasce con un finale già scritto proprio perché i due sono personaggi di serie distinte. Introdurla in questo episodio è quindi un superfluo ricordare ai fan di “The Flash” che non ci sarebbe questa serie se non ci fosse già stata “Arrow”. Lo sapevano già e sottolinearlo ancora può solo sminuirne il valore piuttosto che evidenziarne i meriti.

TheFlash1x04ciscoMeriti che continuano ad allietare anche questo episodio. E che possono sintetizzarsi in un voler mantenere un tono decisamente leggero quasi nel timore che approfondire temi delicati possa rallentare il ritmo di una serie che, fin dal titolo, fa della velocità la sua stella polare. I dialoghi tra Barry, Cisco e Caitlin durante i test agli Starr Labs, i sottointesi ironici nei tentativi di Barry di far desistere Iris dal suo blog sul fulmine, il gioco durante l’uscita della doppia coppia (con una menzione ad honorem per i cosplayer sfigati di Star Wars), le prove di velocità con cui Barry stupisce Felicity ricordano che “The Flash” è una serie che ha il pregio di non volersi prendere troppo sul serio. Scelta coerente con i suoi protagonisti che, sebbene dotati di un qualche superpotere (che sia l’incredibile velocità di Barry, l’intelligenza acuta di Caitlin o l’abilità tecnologica di Cisco), sono e restano comunque ragazzi che si divertono in quel che fanno. Istruttivo in tal senso lo scontro finale. L’adrenalinica tensione del possibile duello tra Cold e Cisco si scioglie, infatti, in un rilassante sorriso quando l’astuto bluff viene svelato.

TheFlash1x04coldLa presenza di Felicity costringe gli autori a dedicarle molto spazio che viene inevitabilmente sottratto al cattivo della settimana interpretato dal Wentworth Miller di “Prison break”. Pur nei limiti del poco tempo concessogli, Captain Cold (come sagacemente Cisco ribattezza Leonard Snart) riesce comunque ad emergere dall’anonimato proprio per il suo non essere un meta – umano e cionondimeno rivelarsi ancora più pericoloso per le superiori doti di stratega e la tranquilla spietatezza con cui elimina ogni potenziale ostacolo. Soprattutto Captain Cold è il primo avversario che Barry e i suoi alleati non riescono a fermare e che devono lasciare andare per evitare una umiliante sconfitta. Leonard riesce anche a strappare la scena finale a Harrison Wells e l’incontro con quello che sembra un meta – umano capace di controllare il fuoco lo rende il candidato al momento più probabile per quel ruolo di villain che ancora mancava.

“Going rogue” vive indubbiamente della presenza della guest star d’eccezione. Non così “The Flash” che, anche in un episodio messo al servizio di un personaggio estraneo alla narrazione, dimostra di essere un prodotto solido che può correre da solo. Uno spinoff, certo. Ma uno spinoff con una propria identità.

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1.04 - Going rogue

Spinoff

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Winny Enodrac

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1 commento

  1. Non concordo molto winny. Io credo che il grande pregio di Felicity sia quello di essere un personaggio completamente inventato e non appartenente all’universo DC eppure fondamentale sempre per i protagonisti, in Arrow come in Flash. Era chiaro che non sarebbe potuta finire a tarallucci e vino con Barry però io non mi aspettavo neanche un dialogo così schietto come quello sul treno che chiude l’episodio. Felicity è una sorta di coscienza, è la parte “umana” e sentimentale di Arrow e si conferma esserlo anche in questo caso. Non è vero che Barry avrebbe potuto capire da solo l’importanza del lavorare come un team, perché è vissuto senza genitori, con un padre in prigione e innamorato di una donna che non lo vuole, è emotivamente inesperto se vogliamo dire. E solo il personaggio di Felicity, e non l’algida Caitlin o Cisco il nerd, può indirizzare Flash sul valore del gruppo perché anche lei prima di Oliver era semplicemente una impiegata modello. Io credo che il senso sia questo, chi meglio di una donna “normale” (perchè ricordiamo che nel team Flash sono tutti futuri supereroi mutanti) poteva aiutare Barry Allen a capire le tradizionali meccaniche dei rapporti umani? Felicity Smoack. Bel crossover ma soprattutto bell’episodio, questa settimana stravince Flash e non è una caso che Emily Bett ne faccia parte…

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