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The Flash: Recensionde dell’episodio 2.15 – King Shark

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The Flash ci regala un episodio con la presenza di tante guest star, un meta umano da sconfiggere e una rivelazione scioccante, che ci fa scoprire chi si nasconda dietro la maschera di Zoom

Sono sempre molto scettica quando vedo riapparire un personaggio, un cattivo o semplicemente una comparsa. Spesso mi sembra che quella scelta celi una incapacità di trovare nuovi sbocchi, che costringa la storia a tornare su strade già percorse, ritenute per questo più sicure e affidabili ma che, in realtà, tendono a rivelarsi alquanto ripetitive e per nulla interessanti. Avevo proprio questo timore quando ho visto il promo di questo episodio di Flash, in cui faceva la sua ricomparsa King Shark. Come si dice, ad ogni regola la sua eccezione? Ebbene, in questo caso ho dovuto ricredermi perché, malgrado l’avessimo già incontrato, questo metahuman non è stato affatto noioso o ripetitivo, proprio come non lo è stato nemmeno l’episodio stesso.

barry allenPer certi versi mi è sembrato di tornare all’inizio di questa seconda stagione, con un Barry nuovamente oppresso dai sensi di colpa, dalle cose che non può controllare e, malgrado la velocità sovrumana, dalle mete che non riesce a raggiungere. Barry Allen, come Diggle lo riprende, serio ma scherzoso, sembra essersi trasformato in un Oliver Queen, con tutto il peso del mondo sulle sue spalle. Se da un lato siamo abituati a sapere Oliver tormentato e combattuto, è più difficile e persino più doloroso vedere Barry in questo stato. Certo, è con leggerezza e ironia che affronta anche le situazioni più disperate, ma ormai siamo talmente affezionati al suo carattere spensierato che vederlo su un sentiero oscuro, una nuvoletta con pioggia e fulmini perennemente sopra la tesa, ci spezza il cuore.

Diggle e Lyla arrivano a Central City – evidentemente Oliver concede a Diggle le ferie maturate in questi quattro anni passati a lavorare come autista/guardia del corpo/Spartan – per controllare un struttura della A.R.G.U.S., dal momento che adesso che Amanda Waller è morta (spoiler?) è Lyla il nuovo capo dell’organizzazione segreta e sta a lei assicurarsi che tutto fili liscio. Peccato che, nemmeno cinque minuti dal loro arrivo nella città di Flash, King Shark non solo fugga dalla suddetta struttura governativa, ma addirittura uccida metà delle sue guardie (o forse è più corretto dire che se le mangia) e fugga, l’intento di uccidere Flash ancora primario tra i suoi obbiettivi del prossimo futuro. Vorrei poter dire che King Shark è la parte più interessante dell’episodio e di sicuro si fa notare, con un corpo gigante dalle sembianze di uno squalo, ma per una volta è la storia di un metaumano a fare da sfondo a tutto quello che accade a Central City, non il contrario.

the flashBarry, messo alle strette da Joe e Iris, confessa finalmente cosa lo affligge e racconta loro perché si sia comportato in modo tanto strano dopo il suo ritorno dall’Earth-2. Grant Gustin è un bravissimo attore e lo dimostra molto bene nel suo monologo, quando gli occhi gli diventano lucidi e non possiamo a fare a meno di commuoverci a nostra volta davanti alla sofferenza e al dolore che prova, davanti all’incapacità di fare altro se non andare avanti, cercando di dimenticare qualcosa di così traumatico e doloroso che, benchè in un altro universo, non può fare a meno di tormentarlo. Neanche a dirlo, mentre Barry deve vedersela con i suoi demoni interiori, Joe insiste perché socializzi con il nuovissimo membro della famiglia West, il ritrovato secondogenito Wally. Da un lato capisco la diffidenza dell’uno e dell’altro e non comprendo la necessità di far andare necessariamente d’accordo il figlio adottivo di Joe e il suo figlio naturale, quando è evidente che non hanno niente in comune se non una parentela di circostanza. Barry non è asociale, sta semplicemente reagendo nell’unico modo che conosce ad un grande trauma ed è comprensibile che piacere a Wally non sia primario nella sua lista di cose da fare. Nessuno sembra capirlo, se non alla fine, e questo crea un inutile e continuo incontro-scontro tra due ragazzi che, per quanto mi riguarda, meriterebbero di essere lasciati in pace e socializzare solo e quando ne avranno voglia!

the flashPensate a Caitlin. Anche lei è in uno stato di profondo dolore e rassegnazione – lo sarei anche io se 2/2 dei miei ragazzi fossero morti in circostanze tutt’altro che piacevoli. Cisco tenta di avvicinarla e quando non ci riesce inizia a fantasticare su Killer Frost, pensando che la dottoressa Snow possa ereditare qualcosa dell’atteggiamento ‘freddo’ della sua sosia della Earth 2. Il rapporto Cisco-Caitlin, per forza di cose, non emerge mai nel modo in cui dovrebbe, poiché è quasi sempre interconnesso ad altri personaggi che finiscono con l’interagire tra di loro, facendo si che loro due abbiano pochissimo tempo per confrontarsi da soli. Stavolta invece i due parlano, si confrontano, si capiscono, e le paure di Cisco vengono dissipale dalle rassicurazioni di Caitlin, che tutto ha in mente tranne che diventare una metaumana con la voglia di lanciare ghiaccioli contro la gente. Senza contare che, scientificamente parlando, senza il gene giusto non ne è neanche in grado.

La cooperazione del team Flash con Diggle e la sua dolce metà portano alla sconfitta di King Shark, ovviamente. Come accennavo prima si tratta di una storia talmente marginale che anche la risoluzione sembra arrivare troppo in fretta, la battaglia si esaurisce the flashnel giro di pochi istanti e non abbiamo nemmeno il tempo di comprendere quello che sta succedendo, perché il tutto è già esaurito. La battaglia contro l’ultimo brandello di Zoom rimasto a Central City, tuttavia, spinge Barry a capire che non è abbandonandosi al dolore che risolverà la situazione che si è creata e quindi, con un po’ di teatralità e un discorso degno di Giulio Cesare, afferma di non voler abbandonare la Earth 2 nelle mani di Zoom. Vorrei sottolineare che hanno passato buona parte della stagione a cercare di liberarsi di Zoom e adesso pensano di riaprire l’unico passaggio che c’è verso la nostra terra: solo io mi sento in dovere di far notare quanto stupida sembri questa cosa?

In ogni caso, adesso sappiamo chi si nasconde dietro la maschera, sappiamo che Jay Garrick è probabilmente molto più che semplicemente Jay Garrick e aspettiamo di scoprire cosa e come influirà questa rivelazione sul team e sul futuro di Barry e di entrambi gli universi (ormai qui manca solo il Millenium Falcon e possono viaggiare nelle galassie e maneggiare spade laser). Un bell’episodio, potente, anche se non esente da sbavature che, inevitabilmente, devono emergere prima o poi anche nelle migliori serie. La presenza di Diggle e Lyla non porta nulla di eccezionale all’episodio, che forse addirittura risente di questa invasione non necessaria di personaggi di cui avrebbe potuto benissimo fare a meno. Soprattutto in un momento in cui gli abitanti di Central City hanno già i loro problemi a cui pensare. Speriamo che non facciano troppi guai e che non si facciano ammazzare da Zoom. O forse adesso dovrei dire… da Jay Garrick?!

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2.15 - King Shark
  • Troppo tutto insieme
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