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The Fall: Recensione dell’episodio 1.05 – The Vast Abyss

The Fall mi ha colpito sin dai primi minuti del pilot non tanto per il tema trattato, il serial killer è un soggetto abbastanza inflazionato, ma per il modo con cui si è voluto affrontare questo tema a cominciare dalla scelta degli attori al modo in cui sono stati tratteggiati i personaggi.
Il serial killer qui non è un vendicatore all’americana che cerca di sublimare i suoi istinti uccidendo le persone che commettono reati come Dexter, non è neanche un sociopatico disadattato alla vecchia maniera dal quale si viene messi in guardia nella prima infanzia, come spiega la patologa interpreta da Archie Panjabi alla nostra Stella, quando quest’ultima le chiede come educherà sua figlia per farla stare al sicuro. No, Paul Spector non è stato interpretato a caso da Jamie Dornan; l’obiettivo era di mischiare le carte e non proporre i soliti Jamie Dornanstereotipi triti ritriti sui serial killer e l’intento è riuscito in pieno nonostante bisogna dirlo, la serie soprattutto nelle sue battute finali, ha commesso qualche piccolo scivolone e ingenuità. Paul, infatti, viene schedato: campione del DNA, impronte digitali, alibi e terzo grado, solo per essere andato spontaneamente a informare la polizia della sua presenza nel video mandato in onda al telegiornale; questo mi è parsa una forzatura poco realistica. Perché la polizia fa un controllo così accurato su una persona qualunque ? Belfast non è un piccolo paese.  Ovviamente tutto ciò ha un senso, servirà come punto di partenza per la nuova stagione, poiché Paul, in questo finale di stagione, non viene preso con mio sconcerto. Sebbene Paul abbia fatto un vero caos durante l’ultimo omicidio, lasciando prove dappertutto e soprattutto lasciando in vita la sua vittima, Stella non riesce a prenderlo nonostante sia ad un passo dal capire la sua identità. The Fall parla di misoginia, di odio e avversione nei riguardi delle donne, tema sempre attuale purtroppo perché retaggio culturale di una società, di un mondo maschilista e violento. La serie affronta con intelligenza questo tema non appoggiandosi nella spiegazione dei fatti ai soliti luoghi comuni: le donne colpite da Paul sono donne moderne, libere e socialmente ben inserite, come lo è Stella che si sente colpita in prima persona come donna da questi omicidi. L’episodio culmina con una telefonata tra Stella e Paul che può essere ritenuto il fulcro dell’episodio. Mentre Paul arranca per sistemare tutti gli errori commessi: con la moglie, con la baby sitter e con le innumerevoli prove collezionate; Stella lo attira a sé con lo smalto rosso che lui usa per abbellire le sue “donne manichino”. Il The fall_105-cdialogo tra i due è The Fall_105-bemozionante e teso, bisogna fare un plauso a Jaime Dornan e Gillian Anderson che riescono a comunicare un’ampia sfumatura di emozioni recitando una scena al telefono, quindi, di fatto, da soli senza interagire fisicamente. Inaspettatamente, almeno per me lo è stato, come dicevo prima, la serie non termina con la cattura di Paul che invece lascia Belfast con la famiglia per iniziare una nuova vita; la seconda stagione, mi viene da pensare, avrà un impianto narrativo totalmente diverso. Se è vero che Paul ha chiuso con la sua carriera di serial killer (voi ci credete?), vedremo forse una caccia all’uomo?
Infine, tralasciando un momento la storyline principale, parliamo della trama marginale, poliziotti corrotti/mafia, che non ho apprezzato per niente. Cinque episodi, se pur di un’ora sono troppo pochi per raccontare due storyline che non s’intrecciano, in modo accurato. La trama secondaria ha finito per spezzare senza apportare particolare interesse alla narrazione per la superficialità con la quale è stata raccontata.

In conclusione, posso sicuramente affermare che io un paio di episodi in più li avrei graditi molto, proprio per concedere più respiro alle storie e ai personaggi; ho avuto quasi impressione che ci sia stata un’opera di taglia e cuci in post-produzione per riuscire a far rientrare il girato in cinque episodi. Appurato questo e un paio d’ingenuità come la coincidenza The fall_105-eche l’amica della patologa avesse conosciuto Paul all’università (siamo sempre a Belfast non in un paesino di poche anime!), la serie, come quasi la totalità delle serie prodotte da BBC, lascia il segno per lo sguardo con cui si avvicina a questo tema delicato, per il senso di soffocamento e ingiustizia che pervade tutta la serie e per la scelta, oserei dire geniale, degli attori protagonisti, ai quali sono stati cuciti addosso, ruoli realistici e per questo ancora più inquietanti.

1.05 - The Vast Abyss
1 stagione
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Maura Pistello

Fondatore/ Admin Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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