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Drama Coreani

The Devil Judge: la giustizia in diretta – Recensione del drama coreano su Viki

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Basta un a prima occhiata a quelle toghe con nappe e ricami, un po’ saio, un po’ carnevalata, per capire che The Devil Judge sarà un drama parecchio sopra le righe.
Ci troviamo, infatti, davanti a una classica distopia in salsa coreana dove la legge viene amministrata in diretta TV grazie a una app che permette ai cittadini di spoilliciare sentenze e votare punizioni. Niente di strano considerato che il paese è guidato da uno youtuber esaltato e ammansito da una fondazione benefica il cui unico scopo è gestire grandi somme di denaro sfruttando proprio coloro che dichiara di voler proteggere.

Pandemie finte, squadristi esaltati che se la prendono con gli immigrati, becero populismo e una popolazione allo stremo sono gli ingredienti che fanno apparire Seoul come una sorta di Gotham City coreana, dove la speranza di giustizia è morta e l’unica strada percorribile rimasta sembra proprio quella della violenza e della vendetta.

Ed in effetti assomiglia un po’ a Batman il giudice. Apparentemente diabolico, protagonista di questo drama e interpretato da un Ji Sung molto a suo agio nella parte di nero antieroe. Kang Yo Han ha alle sue spalle un passato tragico di tutto rispetto: un padre violento, una famiglia mancante e un unico fratello buono e sfortunato che va in fumo in un misterioso incendio, lasciandogli in eredità una figlia con disabilità e una casa che sembra un castello gotico.

La sua vita sembra improntata all’autodistruzione nel tentativo disperato di farla pagare ai colpevoli del suo dramma, se non fosse per l’arrivo di Kim Ga On, un ragazzo pulito e onesto che a differenza di Yo Han ha trasformato la sofferenza della sua infanzia (anche nel suo caso le tragedie si sprecano deliziosamente) in sete di giustizia.

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In The Devil Judge la bromance scorre a fiumi

L’uomo indurito e amareggiato dalla vita quindi si incontra e si scontra con il giovane buono e ottimista. Un grande classico che non manca di emozionare. Soprattutto grazie all’intesa spettacolare dei due attori che, tra sfuriate e riappacificazioni, danno vita ad una bromance molto vivace. Sarà Yo Han a farsi contaminare dall’affetto e dalla rettitudine di Ga On? O sarà piuttosto il ragazzo a farsi trascinare nella lotta senza regole e pietà che Yo Han combatte disperatamente?

Sarà forse perché il set è lo stesso, o perché il trio (si aggiunge ai due protagonisti l’adolescente Elijah) forma piano piano una famiglia disfunzionale, ma questa parte del drama mi ha ricordato It’s okay not to be okay ed è quella probabilmente più riuscita. Le relazioni crescono lentamente e si fortificano e i quieti e rari momenti di serenità domestica sono il giusto contrappunto alla follia di questa storia.

Black Mirror scansate

Non ci vuole certo un attento osservatore per notare che parte dei temi e delle trovate di questo drama coreano traggano spunto dal telefilm inglese Black Mirror. Eppure è che chiaro che The Devil Judge non abbia alcuna intenzione di fare filosofia e di prendersi troppo seriamente.

I processi in diretta non sono neanche lontanamente credibili o sensati. Si susseguono in un crescendo di esagerazioni sfrenate che solo a volte riescono a raggiungere quel sottile equilibrio tra assurdo e grottesco in grado di impressionare lo spettatore.

In verità, soprattutto nelle fasi iniziali, tutto il baraccone intrattiene bene. Alcune scene risultano così deliziosamente folli da raggiungere quel livello di trash perfetto che sa divertire, ma anche offrire qualche buono spunto di riflessione. Purtroppo con il procedere degli episodi la posta in gioco si fa sempre più alta e il limite dell’assurdo viene spostato sempre più in là.

Ne è un triste esempio proprio il finale, che si schianta rovinosamente in scelte narrative davvero disastrose. Molto emozionante era stato il crescendo di tensione a cui avevano portato le rivelazioni sconcertanti (anche a se a volte un po’ telefonate) del penultimo episodio, ma il finale vuole proprio esagerare tanto da diventare il punto più basso di tutta la serie. Suicidi e tentati suicidi, incursioni ridicole in laboratori blindatissimi, bombe multiple, finte morti ripetute in un parossismo di baracconate. Il tentativo di riempire l’episodio di infiniti twist e scene eclatanti lo svuota di significato esasperando lo spettatore.

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Un cast ben scelto che brilla e si diverte ad interpretare personaggi esagerati

Se la sceneggiatura spesso e volentieri non convince, è il cast a tenere insieme la storia. Jin Young dimostra ancora una volta di essere un attore valido, soprattutto nei momenti più drammatici e il regista sembra voler usare questa sua abilità il più possibile (anche meno lacrime!). Lui è il centro emotivo di The Devil Judge, ma il personaggio di Ga On risulta spesso vittima delle sue stesse emozioni, dalle quali si lascia trascinare senza mai riuscire a mostrare vera decisione.

Ji Sung sguazza splendidamente nel ruolo del giudice divo. Sprezzante e sfacciato. Mefistofelico e tormentato. La cicatrice sulla schiena a forma di croce è un tocco di classe che resterà negli annali, assieme alle sue brutte toghe e alle numerose vesti da camera. Sempre magnetico e poliedrico, l’attore gestisce perfettamente tutte le sfaccettature del suo personaggio sfoggiando una chimica pazzesca con chiunque sia con lui sulla scena.

Jang Young Nam ancora una volta veste i panni della politica calcolatrice e spietata con disinvoltura e la stupenda Kim Min Jung (già vista e amata in Mr Sunshine) splende nella parte della sadica e folle arrampicatrice sociale, pronta a tutto pur di guadagnare potere. A lei va il premio di migliore attrice di questo drama. La sua Jung Sun A è forse il personaggio più riuscito di questa storia riuscendo a essere odiosa e adorabile allo stesso tempo.

Ottimi anche tutti i vermi di contorno, ricchi e mostruosi. Plauso speciale va a Baek Hyun Jin che come presidente youtuber è semplicemente rivoltante. Peccato per Park Gyu Young che ha poco spazio e viene usata principalmente come mero mezzo per creare il punto di rottura di Ga On. Nota dolente l’altissima mortalità tra i personaggi femminili di questo dramma.

The Devil Judge se preso con leggerezza può essere un drama divertente che, soprattutto nella sua prima metà, sa intrattenere con le assurde trovate. Come abbiamo detto si rovina nel finale volendo aggiungere tragedia alla tragedia e sfoggiando assurdità e esagerazioni che ad un certo punto stufano. Pasticciando il percorso e le relazioni dei personaggi.

3

The Devil Judge: la recensione

Smaccatamente esagerato

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