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The Crazy Ones : Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Dopo averci fatto emozionare con Patch Adams e L’Attimo Fuggente, ridere fino alle lacrime con Mrs Doubtfire e con i suoi siparietti demenziali al Letterman Show, torna sul piccolo schermo dopo più di vent’anni con Mork & Mindy il mitico, l’unico, l’inimitabile Robin Williams!! Assieme a Sarah Michelle Gellar (Buffy) che vestirà i panni di sua figlia, la ditta Roberts+Roberts è una casa pubblicitaria che inventa the-crazy-ones-reviewspot bizzarri ma sempre alla moda. Basterebbero solo queste due righe per farci venire la bavetta e preparare i fazzoletti per asciugarsi le lacrime dalle risate ma qualcosa va storto, la macchina delle risate s’ inceppa. Le scenette comiche di sicuro non mancano nel corso della puntata, ma è proprio l’umorismo in sé a essere sbagliato. Sono il più sfegatato fan di Robin Williams e, dopo averlo visto questi venti minuti di debutto ho compreso alcune cose.

Visto e rivisto in mille programmi e film, Robin è un personaggio esplosivo, che per la maggior parte delle volte improvvisa sulle scene, ricevendo le risate dai suoi registi che non possono far altro che dare l’ok per quella scena fuori dal copione. La scena in cui Robin e Zach inventano la canzoncina sexy per il Mc Donald’s è di sicuro una sua iniziativa e, come si vede nei titoli di coda, gli altri attori non possono far altro che essere investiti da cotanta stupidità in un solo uomo, Forse è kcssper questo che il telefilm non decolla, c’è troppo Robin e gli altri personaggi sono solo dei piccoli tasselli che servono per coprire i buchi tra una battuta e l’altra.  La storia di per sé è originale, il fatto di aver messo un team così variegato può dar vita a una miriade di situazioni strane, il problema è vedere quanto reggerà il tutto senza avere (per il momento) una trama solida.

Il telefilm parte subito in quarta; il loro cliente più importante (Mc Donald’s) ha deciso di cambiare il suo spot pubblicitario e sembra stia dando un ultimatum allo studio se non gli presenta qualcosa di originale. Dopo mille scervellamenti, Robin (non ce la faccio a chiamarlo con il nome del telefilm scusate) affida la voce dello spot alla reginetta d’America, la sconosciutissima cantante di cui non ricordo il nome. Il problema però è che questa sembra voler fare un cambio d’ immagine, giocandosi tutto sulla carriera di cantante sexy e trasgressiva. Ci penserà Sarah a farle cambiare idea, perdendo la sua reputazione in un ristorante per convincere la cantante a tornare sui suoi passi.

La puntata ha un ritmo frenetico, le battute sono veloci e per star dietro alle facce di THE-CRAZY-ONESRobin devi stoppare la lettura dei sottotitoli per non perderti i suoi tiri demenziali. Sarah recita finalmente vicino a un personaggio che la eleva di livello, il suo personaggio è ben caratterizzato e per certi versi lontano dalla figura paterna. La cosa che stupisce molto è come, in tutta questa frenesia di battute, è stato tessuto il rapporto padre-figlia, unito dalla stima reciproca e da un affetto smisurato. Il duo funziona bene, da una parte c’è la razionalità e per certi versi la serietà, mentre dall’altra parte c’è, beh, c’è Robin Williams. I personaggi secondari devono però trovare il modo di trovare il loro spazio all’interno dei venti minuti del telefilm, Zach in particolare sembra quello che più vuole seguire le orme di Robin e che per il momento ha “attratto” di più. La cosa che mi è piaciuta è quando Sarah ha raccontato di come Apple, in un periodo in cui non avevano nulla da proporre al mercato, ma solo l’idea di voler fare qualcosa d’ innovativo si sia inventata lo spot The Crazy Ones, titolo del primo spot pubblicitario del signor Jobs, e che questo è stato un segnale di speranza per tutti quelli che non vogliono seguire gli schemi ma proporre le loro idee buttandosi nel vuoto, nella speranza che prima o poi , sotto di loro compaia una rete.

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Mi aspettavo di sicuro un pilot più marcato e caratterizzato, dopo aver seguito per quasi un anno Robin su Twitter su tutto il “dietro le scene” devo dire che le mie aspettative erano più alte. Diamogli un’altra possibilità, se non per Robin, per avere almeno prodotto comedy da seguire in quest’anno nel quale la commedia in America,non sembra essere decollata.

Stiamo tuned e carpe diem

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