Bridge (The)

The Bridge: Recensione dell’episodio 2.01 – Yankee

The Bridge ritorna per una seconda stagione bruciata dal sole e io sono insolitamente felice di ritrovarlo. Dico insolitamente perché, pur avendo amato molto alcuni aspetti della prima stagione (la costruzione del rapporto tra i due protagonisti), avevo avuto parecchi dubbi sul suo ritmo e sull’ampiezza del suo panorama narrativo.

Prima di tutto mi ci era voluto un bel po’ per affezionarmi e apprezzare il personaggio di Sonya (molto più facile era stato con Marco) di cui avevo trovato la rappresentazione un po’ forzata e irrealistica; poi, mano a mano che i personaggi crescevano e mi appassionavano, l’organizzazione delle numerose trame mi era parsa un po’ dispersiva. Troppi personaggi, troppe vicende periferiche che in alcuni casi (come con Charlotte) rimanevano quasi totalmente slegati dalla vicenda principale.

The_Bridge_202-01Il finale di stagione poi era stato davvero insolito. Dopo i concitati avvenimenti sul ponte, la stagione si era protratta per ben altri due episodi che si erano dedicati a descrivere con pazienza le ripercussioni del dramma che aveva coinvolto e sconvolto tutti i personaggi. Non è certo così che funzionano le serie solitamente: siamo abituati al botto finale che lascia senza fiato nell’attesa spasmodica di nuovi episodi e invece The Bridge aveva fatto tutto il contrario lasciandoci alquanto disorientati. Ma devo dirvi che, per quel che mi riguarda, questo approccio diverso è stato molto apprezzabile. Non dico che lo vorrei per tutte le serie, ma gli avvenimenti del ponte, soprattutto per Marco, meritavano cautela e pazienza.

E questo primo episodio di stagione non è che il proseguimento di quella lenta onda d’urto che ha continuato ad allargarsi.
E’ passato un po’ di tempo dal season finale, ma ritroviamo i nostri personaggi proprio dove li avevamo lasciati. Con Marco incapace di accettare la perdita del figlio e l’abbandono della moglie e Sonya che a modo suo cerca impacciata e testarda di aggiustare le cose senza sapere bene come fare.

In verità The Bridge non sembra avere imparato molto dalle critiche mossegli durante la prima stagione e imperterrito continua a dipingere un ampio paesaggio che si allarga intorno a nuovi e vecchi personaggi, facendo presumere che anche quest’anno le linee narrative saranno molte. Impossibile dire fin da ora se il risultato sarà più compatto oppure no, però è innegabile che un discorso così ampio sia perfetto per creare la giusta atmosfera ed immergerci completamente in quel mondo di frontiera così duro e imprevedibile.

Altrettanto difficile è dire quale sarà il punto focale della stagione anche se i litri di sanguethe_bridge205-04 che aprono l’episodio sembrano un buon indicatore. La scena non è solo macabra ma ha anche un che di surreale irriverenza che va a materializzarsi nel personaggio di Eleanor Nacht (Franka Potente), una donna apparentemente innocua e posata che però va in giro a far tagliare orecchie alla gente senza battere ciglio e conclude le sue giornate in bagni di sangue. La scena finale, come l’iniziale, aggiunge mistero e incredulità mentre ci viene mostrato il corpo tatuato della donna che si ripulisce dal sangue come se stesse riemergendo da una trance omicida.
La sua presenza è strettamente collegata agli eventi della passata stagione ma è difficile capire come si dipaneranno le vicende intorno a lei.

Marco, come già detto deve vedersela con il dolore devastante della perdita e con la concreta possibilità che vogliano liberarsi di lui uccidendolo.
Sonya invece è ancora alle prese con l’omicida di sua sorella e con l’improvviso incontro con il fratello Jack Dobbs. Ancora una volta la vediamo gestire la situazione a modo suo, complicandola il più possibile. Non sono sicura che la storia avesse bisogno anche di questa tangente e per ora non possiamo dire quanto si allungherà ma mi è sembrato che gli autori, pur ricalcando uno schema passato, abbiano intenzione di addolcire un poco il personaggio di Sonya e di mitigare il suo autismo.

the_bridge205-03Continuiamo a seguire anche Daniel e Adriana (con la sorella scomparsa), che si rivelano sempre di più una coppia insolita quanto interessante e le vicende di Eva, che ancora una volta viene rimbalzata qua e là con l’aiuto di Hank (adoro Hank!).
Interessante e ancora incerta la figura del nuovo procuratore Pintado, che arriva sicuramente a smuovere le acque nel distretto di Marco ma chissà con quali risultati. Per fortuna per ora nessuna traccia di Charlotte (ma non mi farei illusioni).

Insomma, anche questo episodio The Bridge se la prende con calma, continuando a disegnare con cura i suoi personaggi principali grazie anche ad un ottimo cast, ma gettandone in pista altri, mentre prosegue a tratteggiare con maestria un ritratto duro e spietato di questa terra di frontiera.
Ancora troppo presto per giudicare come si svilupperanno le vicende e se l’intreccio sarà valido.

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