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Blacklist (The)

The Blacklist: Recensione dell’episodio 3.01 – The Troll Farmer

Cos’è che dei Procedural ci stanca tanto già dal secondo episodio? La ripetitività (se non anche la prevedibilità) degli episodi e la consapevolezza che ogni storia è autoconclusiva e non lascia alcuna traccia memorabile dietro di sé.

Così, quando ho iniziato The Blacklist, immaginavo di trovarmi davanti qualcosa del genere. Il protagonista (Raymond Reddington) sembrava ben costruito ma, come per tutto il resto, non poteva bastare. Con mia grande sorpresa invece trovai sì un procedurale, perfettamente in linea con tutti gli schemi del genere, ma anche una sottotrama intensa e in parte originale. Sulle prime almeno si poteva parlare di sottotrama, già a partire dalla seconda stagione si è fatta sempre più corposa e ha scalzato senza troppi indugi la componente verticale ed ha invertito i ruoli.

E a confermare questa tendenza, dopo un finale di seconda stagione a dir poco esplosivo, arriva la premiere della terza stagione a riprendere perfettamente la storia lì dove ci aveva lasciato, completo di un breve riassunto intarsiato di dettagli già nuovi per permetterci di rientrare completamente nel vivo della vicenda.

The BlacklistRed e Liz sono in fuga dalle autorità, braccati non perché colpevoli (almeno per quanto riguarda Elizabeth) ma perché incastrati dalla Congrega. Già dai primi minuti rimango più che soddisfatta; non solo la trama fino ad ora non ha lasciato spazio a perplessità a vuoti, ma vedo anche un Red ‘nuovo’. Fino ad ora quel che più si poteva apprezzare di lui era la sua capacità di muovere i fili, di coordinare sempre tutti senza mettersi in gioco in prima persona, come un perfetto burattinaio; ma ora è diverso, è la reputazione, se non la stessa vita, della sua amata Liz ad essere in pericolo e per la prima volta lo vediamo concretamente in azione.

Non che sia stato un personaggio completamente statico fino ad ora, ma erano sempre situazioni più o meno di contorno e risolte in un arco di tempo relativamente breve. Quel che traspare invece da queste prime scene è un leone che si adopera a difendere personalmente Elizabeth in ogni modo possibile. E tuttavia Elizabeth, dopo un primo momento in cui non solo si affida in tutto e per tutto a Red ma sembra anche arrendersi, mostra sangue freddo e arguzia svelando un’evoluzione del personaggio non indifferente. Eccellente quindi lo sviluppo delle singole caratterizzazioni e delle loro interazioni; la metamorfosi è perfettamente riuscita senza snaturare Red privandolo dei tratti apparentemente cinici che tanto colpiscono.

The BlacklistPerfino lo spazio concesso ad ogni personaggio in gioco è perfettamente equilibrato; nonostante la vicenda centrale abbia effettivamente maggior spazio rispetto alle altre, troviamo anche il giusto ‘respiro’ per tutti i comprimari che al momento risultano divisi da Liz e Red. Da un lato abbiamo Dembe ed un losco individuo che cerca di minare la sua ritrovata tranquillità, sicuramente per arrivare a Raymond, mentre dall’altra abbiamo una veloce panoramica su quello che rimane della squadra di cui prima Liz faceva parte. Anche in questo trovo un’evoluzione; sono divisi dal dubbio e dal nervosismo, fino a diventare quasi incapaci di coordinarsi come una vera squadra.

Trovo poco chiara la mossa finale di Red: a che scopo vendere un ex alleato per far sì che ad Elizabeth venga dato il beneficio del dubbio da parte di un semplice agente? Prendere tempo? Per alimentare il dubbio che tutti nella squadra hanno già nei confronti della sua colpevolezza? O siamo davanti ad uno dei suoi amati doppi giochi? Resta una mossa poco chiara e che potrebbe cedere velocemente il passo alla banalità se giocata male. A concedere il beneficio del dubbio però per ora dobbiamo essere noi, vedremo cos’hanno in serbo.

Interessante anche la spinosa questione che riguarda il direttore della CIA; lo stesso che minaccia Dembe sembra lavorare per la Congrega, ma non si può dire soddisfatto della condotta del Direttore. Mi aspetto anche un ottimo svolgimento in questo senso, con la Congrega che finalmente si muove più concretamente ed esce allo scoperto; gli elementi per giocare su qualcosa di imprevedibile di sono tutte.

Le domande insomma sono moltissime e alcune di loro ce le portiamo dietro già dai primissimi episodi della serie; speriamo non tirino troppo la corda e svelino almeno qualcuno dei misteri che avvolge la trama. Il rischio di lasciare ancora troppi conti in sospeso è di stancare lo spettatore o intrecciare la trama fino a non essere più in grado di dare una spiegazione logica o che non presenti dubbi. È ancora presto però per trarre queste conclusioni e definirei il ritmo ottimo, adrenalinico, che quasi non lascia spazio per prendere un respiro. Una premiere sicuramente da ricordare come tra le più riuscite.

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3.01 – The Troll Farmer
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