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The Birth of a Nation, la recensione del film di Nate Parker presentato a RFF11

The Birth of a Nation

Titolo: The Birth of a Nation

Genere: drammatico

Anno: 2016

Regia: Nate Parker

Sceneggiatura: Nate Parker

Cast: Nate Parker,Armie Hammer, Aja Naomi King, Gabrielle Union.

When a man is denied the right to live the life he believes in, he has no choice but to become an outlaw.” ― Nelson Mandela

The Birth of a Nation è il film scritto, diretto e interpretato da Nate Parker, è stato presentato ieri alla Festa del cinema di Roma.
Vincitore al Sundace Festival, il film di Parker è una pellicola fortemente provocatorio e arriva in un momento storico ideale; cioè quando la lotta razziale in USA si è nuovamente infiammata e ancora una volta, come un secolo fa, gli afroamericani vengono  – anzi continuano – a essere uccisi solo ed esclusivamente per il colore della loro pelle.

Nate Parker, che firma anche la sceneggiatura, ci raccontano la storia dello schiavo e ribelle Nat Turner; dall’infanzia all’età adulta Nat, sarà guidato dalla fede. Indottrinamento religioso voluto proprio dalla sua padrona che gli vieta la lettura di altri libri, all’infuori della Bibbia, perché riservati solo ai “bianchi”. La religione diventerà centrale nella vita di Nat, tanto da trasformarlo in un predicatore, mandato con il suo padrone Samuel Turner – il suo amico di giochi d’infanzia – a predicare l’ubbidienza agli altri schiavi del sud. Saranno proprio queste peregrinazioni, le violenze subite dalla moglie e il ricordo del torto subito dal padre a sedimentare una certezza in Nat: la necessità di ribellarsi.

The Birth of Nation

Nate Parker è “Nat Turner” e Aja Naomi King è “Cherry” in una scena di THE BIRTH OF A NATION. Photo courtesy of Fox Searchlight Pictures. © 2016 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved

Il furore religioso si unisce a una presa di coscienza del profondo senso d’ingiustizia: meglio morire combattendo che vedere ancora bambini trattati come cani al guinzaglio.
The Birth of a Nation cambia le carte in tavole a differenza di film che l’hanno preceduto; non vuole illustrare  o fare luce sulla schiavitù, ma sceglie un punto di vista provocatorio. Una voce forte e chiara che non cerca la conciliazione, ma anzi mostra come la rivoluzione, la ribellione sia una miccia che accende la speranza e come la violenza, l’ingiustizia trasformino un uomo buono in uno che giustifica con Dio l’omicidio di massa.
La figura di Samuel Turner, fortemente ambigua è usata proprio come elemento innovativo nel racconto della vita e dell’epilogo della ribellione: è proprio lì dove manca il pugno di ferro, com’è il caso dei Turner, il vero seme dell’ingiusta della schiavitù ed è lì che Parker calca la mano e sottolinea come non esistono “padroni” buoni, se sono padroni di esseri umani.

Birth of a Nation

Armie Hammer e Nate Parker sul set di The Birth of Nation

The Birth of a Nation è violento – psicologicamente e fisicamente – com’è giusto o come ci aspettiamo che sia, non edulcora e non ci mette in pace con la coscienza; sebbene alcune scelte stilistiche come i rallenty e l’uso della musica, ne facciano un film dalla struttura classica, alcuni elementi come il sogno che attraversa la vita di Nat appaiono piacevolmente sperimentali.
E’ necessario dire anche che The Birth of a Nation è uno dei film più chiacchierati del momento per ragioni che esulano dalla pellicola stessa e che stanno gettando un’ombra sul lavoro di Parker. Il regista, attore, è stato, infatti, accusato e poi assolto di violenza sessuale nel 1999, durante il periodo del college; la questione è stata riportata a galla, anche perché la sua presunta vittima si è tolta la vita. Questa notizia a ridosso dell’uscita della pellicola ha generato non poche ripercussioni e un’accoglienza tiepida, rispetto all’attesa che era preceduta.
Sta allo spettatore decidere se una pellicola, ha vita propria o se deve essere valutata e quindi boicottata per le questioni penali del regista, quello che posso dirvi è che The Birth of Nation è un film sorprendente che dovrebbero vedere tutti.

  • Regia e Fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
4.2

Riassunto

Un film sorprendente e ambizioso. Da vedere!

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