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Recensioni Serie Tv

The Big C – 1.01 Pilot

Il canale via cavo Showtime si arricchisce di una nuova protagonista femminile. Accanto a Nancy Botwin (Weeds), all’infermiera Jackie Peyton e alle multipli personalità di Tara Gregson, conosciamo Cathy Jamison, interpretata da una strabiliante Laura Linney – credo una delle attrici più sottovalutate di Hollywood – madre devota, moglie perfetta, cui viene diagnosticato un melanoma che le lascia poche speranze di guarigione.

La reazione potrebbe essere quella di piangersi addosso e autocompatirsi o quella di reagire. Cathy, scontrandosi con alcune delle sue piccole quotidianità decide di intraprendere la seconda strada.

(Le immagini dell’episodio nella Gallery)

Dapprima una discussione con il fratello Sean, che lotta per l’ambiente vivendo da barbone e che l’accusa di essere una persona che sta sempre a giudicare, fa riflettere Cathy sul suo modo di essere, sul fatto di essere talmente perfetta e prevedibile da risultare noiosa.
Poi tra un figlio che fa scherzi di pessimo gusto e un marito casinista e pasticcione che è quasi come un secondo bambino, Cathy si rende conto che è ora di cambiare, di dare un taglio netto alla sua vita passata e di vivere quello che le rimane nel migliore dei modi.

E così ripaga con la stessa moneta le stupidaggini del figlio (la scena nella vasca che richiama il finale della quarta stagione di Dexter è una piccola chicca) e fa capire al marito che è lei quella che, da ora in avanti, si vuole divertire. Basta ossessione per le macchie sul divano, basta l’imposizione di non mangiare cipolle perché puzzano, basta giudicare il fratello per le sue scelte di vita. Cathy cambia radicalmente lasciando spiazzati tutti quelli che la circondano e che ormai sanno leggerla alla perfezione e prevedere le sue reazioni.

Cathy decide di non dire a nessuno della sua malattia, l’unico confidente diventa il giovane dottore che le ha fatto la diagnosi e che la ascolta e conforta nel suo processo di metabolizzazione della scoperta della malattia.

Nonostante il tema di fondo piuttosto pesante la serie si svolge alla solita maniera Showtime, con quella punta di cinismo e tanta ironia che ormai sono diventati un marchio di fabbrica. E se comunque alla fine della puntata non si rimane indifferenti e qualche riflessione sorge spontanea, decisamente non si ha un senso di pesantezza e tristezza.

A spadroneggiare su tutti c’è ovviamente una Laura Linney in gran spolvero che, se continua così, potrebbe far compagnia a Edie Falco e Toni Collette ai prossimi awards internazionali. La Linney riesce a dare al personaggio una miriade di sfumature che la rendono reale e completa sia nelle parti più comiche che in quelle prettamente drammatiche. La confessione e il pianto di sfogo con il cane della vicina ne sono un chiaro esempio.

Si inseriscono come parti decisamente più leggere le storyline della studentessa obesa Andrea, cui Cathy darà 100 dollari per ogni libbra persa, e della vicina “odiosa” Marlene, con cui, lasciando finalmente da parte la gentilezza e le buone maniere, riesce a stabilire un contatto umano (che paradosso!).

Tra le scene migliori, in quanto a dolcezza della storia, quella di Paul-Oliver Platt che addenta una cipolla per amore. Per quanto riguarda invece la “liberazione” di Cathy, oltre alla già citata scena del vasca da bagno, come non citare il vino rovesciato sul divano in accappatoio a ritmo di I’ll take you there di The staple singers’ e la visita al fratello finto impiccato con gli avanzi della cena.

Una serie da vedere? Sicuramente sì. Il marchio è di qualità, il cast è eccezionale con ancora una volta una ottima e talentuosa attrice cinematografica prestata al piccolo schermo e il tema di fondo viene affrontato con una coscienza quasi “sociale” del mezzo televisivo. A differenza dei telefilm in cui la gente muore o di quelli in cui i malati guariscono dopo 8 puntate senza problemi, qui il punto di vista è ben diverso.
Sappiamo della malattia di Cathy quasi dalla prima inquadratura e con lei seguiamo tutto il percorso psicologico che la porterà a sfruttare al meglio, con le persone che ama e cercando di tirare fuori la parte migliore di sé, il tempo che le rimane. Certo sembra scontato e banale, ma in quanti cercano di sfruttare appieno la propria vita come fosse l’ultimo giorno? La salute, la felicità, la famiglia sono scontatezze che ci rendiamo conto di avere solo nel momento in cui sono minacciate.

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