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Big Bang Theory (The)

The Big Bang Theory: recensione episodio 7.24 – The Status Quo Combustion

La vera domanda da porsi al termine della settima stagione di The Big Bang Theory è se Lorre, Prady e Molaro avranno il coraggio di far tornare Sheldon dal suo viaggio formativo cambiato o sempre lo stesso. The Status Quo Combustion non è altro che la messa in scena della resistenza della stessa sitcom al cambiamento. Dalla seconda metà degli anni Novanta anche la sitcom ha dovuto sottostare alla legge della serializzazione, vero, ma i suoi personaggi, i loro caratteri, i rapporti fra i protagonisti, sono sempre rimasti immutevoli. Nella nuova tipologia di sitcom è concepibile che Leonard conquisti Penny molto tempo prima del termine della serie e persino che la sposi; è consentito a Raj di imparare a parlare con le donne e ad intraprendere relazioni sessuali; a Sheldon di accettare Amy; non è invece accettabile che gli equilibri fra i personaggi si spezzino, nemmeno con un Howard che ha elevato la propria posizione di scienziato sopra gli altri mediante un viaggio nello spazio o con Sheldon capace di pigliare una grandissima cantonata confondendo i centimetri con i metri.

vlcsnap-105680Quello che al contrario viene chiesto al dottor Cooper in questa puntata spezza ogni caratteristica fondamentale di The Big Bang Theory. Prima di tutto viene chiesto a colui che si ritiene la mente più brillante dell’Università (e non solo) di soggiacere alle regole dettate dagli altri e uguali per tutti, lui, mente che con un logico dispotismo ha sempre imposto agli altri il proprio pensiero, piegando all’occorrenza le regole della società ad un ragionamento superiore. In secondo luogo viene chiesto a Sheldon di essere indipendente, lui che invece fino adesso è stato visto e caratterizzato come un bambino nel corpo di un adulto, che ha bisogno anche solo di essere accompagnato da qualsiasi parte voglia andare. Quindi diventa molto significativa la decisione di farlo partire da solo e per di più utilizzando il trasporto pubblico, da sempre denigrato, oltre ovviamente a donargli un’improvvisa praticità (parte senza vestiti e spazzolino poiché tanto li può sempre comprare)  che fa a pugni con il personaggio di queste sette stagioni, ma che risulta trascurabile per la straordinaria situazione di crisi  in cui si trova il personaggio (e crysis è uguale ad opportunità).

In terzo luogo Penny e Leonard espellono Sheldon dal loro nucleo familiare, rifiutandolo come bambino o animale da compagnia (a seconda dei comportamenti) all’interno della nuova famiglia che andranno a creare, obbligandolo (ma questo forse lo vedremo il prossimo anno) a diventare definitivamente uomo, dopo anni passati ad avere un rapporto quasi viscerale con ogni simulacro di Famiglia (Leonard, gli amici, la madre); anche perché una famiglia vera non l’ha realmente avuta.

A fare da controcanto al tentativo di Sheldon di rimanere aggrappato allo status quo rappresentato da uno straccio di nucleo familiarevlcsnap-96681 ci sono tutti gli altri personaggi in scena: Howard si vorrebbe definitivamente allontanare dalla figura ingombrante della madre, affidandola a qualcun’altro; Leonard e Penny distruggono una famiglia e un nido per crearne di nuovi e solo per loro due; i problemi di comunicazione fra Leonard e la madre; Stuart distrugge l’unica casa che si ritrova, cucinando (una delle azioni che contraddistinguono maggiormente una famiglia, in netto contrasto con la perfetta cena preparata da Leonard a Penny). La distruzione della fumetteria rappresenta la distruzione della struttura che regge il gruppo di amici (di fatto solo Leonard non passa attraverso questa seconda casa, perchè lui, Sheldon o non Sheldon, è pronto a costruirsene un’altra. Stesso discorso per l’incipit della puntata: Leonard e Penny rimangono esclusi dal gruppo come se ormai fossero una cosa a sé stante).

Dall’altra parte Raj, da tempo espulso dal nucleo Bernadette-Howard (ma saltuariamente re-inserito) sogna di crearsi una famiglia tutta propria; pur ipotizzando un passo più lungo della gamba, le strade sembrano portare finalmente alla buona conclusione del progetto di Koothrappali, ma l’indiano è ormai diventato segno di fallimento e il suo accostamento con il destino di Sheldon non è certo quello che si augura agli amici per superare le difficoltà.

L’abbiamo detto già più di una volta di come The Big Bang Theory abbia virato in molte occasioni verso una narrazione Sheldon-centrica. Qui non è solo Sheldon a parlare, è la serie stessa. Già nella midseason, all’undicesimo episodio, The Cooper Extraction, Lorre e soci avevano analizzato la situazione della loro serie con una speciale puntata di Natale attorno alla struttura del what if: cosa sarebbe successo al gruppo di amici se Sheldon non fosse mai esistito ? Molti di loro non si conoscerebbero nemmeno e The Big Bangvlcsnap-99484 Theory non ci sarebbe. E’ questo il punto quindi: far cambiare o non far cambiare il personaggio principale di The Big Bang Theory, il perno attorno al quale nella maggioranza delle volte ruotano le puntate ? Uccidere Sheldon per farlo rinascere nuovo, diverso, o sempre simile a sé stesso come una fenice che muore fra le fiamme (della fumetteria) e rinasce dalle proprie ceneri  ? Rischiare o ripristinare lo status quo ?

“Le persone non cambiano” spiega Sheldon nell’incipit a The Hesitation Ramification raccontando una barzelletta sulla madre di Howard. Fra un anno sapremo se il fisico avrà avuto ragione o meno, nel frattempo è la fine delle trasmissioni gente (come evidenzia la maglietta di Sheldon quando Leonard gli comunica la decisione di non voler più vivere più insieme), già, ma quali ? Non ci resta che attendere che The Big Bang Theory riprenda come già lo conosciamo o, come sottolinea la nuova vita di Stuart, come sottolinea il dilemma di Sheldon di cambiare  indirizzo di studi, con una struttura diversa.

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