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Big Bang Theory (The)

The Big Bang Theory: Recensione dell’episodio 8.15 – The Comic Book Store Regeneration

Sarò sincero: per un buon quarto d’ora questo episodio mi stava annoiando. A differenza degli ultimi tre, molto più godibili, ci sono state battute meno dibbt i'm nakedvertenti (parere personale, ovviamente) nonostante qualche situazione intrigante come l’iniziale presenza di Barry Kripke (John Ross Bowie) che mette zizzania tra la coppia imperfetta Sheldon-Amy. In realtà, il lato geloso di Sheldon poco ha a che fare con Amy (guarda un po’) ma è incentrato tutto sul suo vecchio campo di lavoro, la teoria delle stringhe, ancora in esplorazione dal suo acerrimo rivale Kripke. Anche il siparietto Sheldon-Penny è comunque godibile, soprattutto nel momento in cui la bionda si surriscalda dopo aver scoperto dei rompicapi a cui la coppia di scienziati a sua insaputa l’aveva sottoposta soltanto per confrontare in laboratorio i suoi risultati e quelli ottenuti dai gorilla sugli stessi giochini. Anche se poche volte abbiamo visto Penny così arrabbiata, in fondo, l’intera situazione non è molto lontana da quelle a cui siamo abituati da ormai otto stagioni.

Nulla di speciale le scene con la presenza dell’attore Nathan Fillion, nel ruolo di se stesso, che Leonard e Raj incontrano in un ristorante. I due, grandi appassionati della bbt nathan fillionserie Firefly di cui l’attore è protagonista, sono all’inizio spaesati ritrovandosi davanti ad una persona che gli assomiglia molto. Il loro dilemma è quello di ogni fan che incontra il suo idolo: se questo si dimostra poco gentile e altezzoso, potrebbe rovinare l’immagine che se ne ha nella propria mente. Alla fine decidono di affrontarlo, e dopo una riluttanza iniziale da parte dell’attore che finge di non essere Nathan Fillion, i due riescono anche ad ottenere una foto.

Oltre a Penny, in questa puntata anche un’altra persona ha tutti i motivi per perdere le staffe. Howard, prima di affrontare il dramma finale, vero nucleo dell’intero episodio, si ritrova a fare i conti con Stuart che utilizzando i fondi e anche i mobili della signora Wolowitz ha di nuovo riaperto la sua fumetteria, rigeneratasi come indica il titolo dal sapore whoviano. Ora io mi chiedo: perché nessuno davvero prende le difese di Howard, tranne forse Bernadette? L’atteggiamento di Stuart, in generale, dà molto sui nervi mostrando di essersi appropriato di molte cose della vita Wolowitz e di averle usate a proprio vantaggio cercando di mascherare l’inettitudine della sua intera vita. Eppure tutto questo sembra sfuggire agli altri ragazzi della banda, che non sembrano dare molto peso a come si sia rigenerata questa fumetteria (o sarò io a dare troppo peso ad una faccenda tutto sommato non così importante). Tutta la tensione accumulata in passato sembra ormai scoppiare tra Howard e Stuart, e sembrava quasi che l’astronauta fosse intenzionato a fare persino dei pensieri sul possesso del negozio, fino alla fatidica telefonata che informa lui e tutti noi che la signora Wolowitz è passata a miglior vita.bbt wolowiz

Il punto essenziale dell’intera puntata e dei suoi minuti finali è tutto qui: lo scorso novembre ci era arrivata la notizia della scomparsa dell’attrice Carol Ann Susi, nel telefilm voce della madre di Howard, e tutta la crew di The Big Bang Theory in un comunicato aveva espresso tutto il loro rammarico per la perdita importante di un pezzo pregiato di questo cast. I siparietti comici tra i due erano uno dei punti forte di questo telefilm, a mio modo di vedere, e la sua mancanza sicuramente si farà sentire. In questa puntata, la tragica notizia porta ad uno scioglimento di tensione non indifferente: nessuno è più arrabbiato con nessun altro, sono tutti uniti nel dolore di Howard. Persino Sheldon mostra un po’ di cuore, ed è Penny stavolta a rovinare l’atmosfera con una battutaccia fuori luogo. I minuti finali quindi sono tutti dedicati alla reminiscenza di alcune occasioni in cui i protagonisti hanno interagito con la signora Wolowitz, ma sappiamo bene che gli elogi e il brindisi finale sono tutti per Carol Ann Susi, sappiamo bene che mai come in queste scene gli attori sono sinceri e hanno l’animo toccato perché ad averli lasciati non è stato un personaggio, ma, come loro stessi avevano dichiarato, ‘una persona costante risorsa di gioia e gentilezza con tutti.’

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