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Big Bang Theory (The)

The Big Bang Theory: recensione dell’episodio 7.05 – The Workplace Proximity

Amy e Sheldon protagonisti di un nuovo ottimo episodio della sit-com nerd!

Prosegue senza timore The Big Bang Theory, una delle migliori sitcom di sempre (perché celebra i nerd e io sono nerd, punto) con un bell’episodio incentrato su Sheldon. Alcuni dicono che dà un’immagine negativa dei nerd. Non sono d’accordo. Ovviamente essendo una sit-com i personaggi sono portati all’estremo, per renderli imprevedibili, simbolici, perfetti per impersonare dei caratteri specifici che funzionano perché sovvertono il normale ordine del costume e delle consuetudini.

tbbt-705-03Ad essere precisi, “The Workplace Proximity” è incentrato su Sheldon ed Amy, dove il nostro amato fisico teorico dimostra meravigliosamente, come ai vecchi tempi, fino a che punto sia inconsapevole di come funzionano le relazioni umane. Il numero di situazioni che questa scelta riesce a mettere in campo mi fa sempre ribaltare dal ridere. Come, ad esempio, nel risultato che genera su Howard e Bernadette, in questa puntata. Dai, Bernie è tosta! Ovviamente quando la gang agisce in ensamble la comicità s’impenna. Mi è bastato il modo in cui Raj e Leonard osservano Howard che tenta di spiegarsi alla mogliettina è semplicemente fantastico. Del resto gli amici in fin dei conti sono un po’ bastardi dentro.  Come in questo caso. Differentemente da Sheldon, che invece sarebbe probabilmente il più buono di tutti, se avesse una qualche comprensione delle dinamiche sociali.

Spezzo una lancia a favore di questo sciroccato, perché non è altro che l’esasperazione del concetto del nerd che fatica ad integrarsi socialmente perché esterno a quelle dinamiche. È il classico nerd che non è semplicemente interessato ad uscire la sera, a fare amicizie, alle ragazze (o ai ragazzi se è per quello) e prova totale soddisfazione per le proprie passioni che includono tecnologia, giochi, serie tv, scienza. Ci sono persone così. Sheldon ne è la rappresentazione portata all’estremo.

tbbt-705-02Così come Leonard è il timido che ha avuto il distacco dei genitori. Se ripensate a quante gliene ha fatte passare sua madre… E così è un timido ragazzo che si è appassionato di mondi fantastici per evadere dalla quotidianità, ma anche della scienza che dà un senso di controllo e importanza. Oppure come Howard è in effetti quel ragazzo che essendo sempre stato molto vicino alla madre non ha sviluppato un senso estetico adatto ad una vita sociale frizzante, restando allo stesso tempo un po’ bambino. Oppure Raj, sensibile, al punto da non saper neanche aprire bocca di fronte a una donna per paura di un “no”. Quanti ragazzi conosciamo che non hanno il coraggio di parlare con una ragazza? Raj è semplicemente l’estremizzazione di questo “tipo”.

Le donne di TBBT non sfuggono a questa logica. Amy è la nerd repressa, Bernadette è la maniaca del controllo, Penny è l’istintiva aspirante attrice come milioni che riempiono Los Angeles. Sono estremizzate, ma partono da tipologie di persone che conosciamo benissimo. E proprio per questa loro eccessiva caratterizzazione, riescono allo stesso tempo a glorificare un genere e farci ridere nel farlo. TBBT è una serie d’amore verso i nerd. E lo fa con gusto, consapevolezza e stile. Con alcuni momenti toccanti durante le stagioni, che funzionano proprio perché amiamo i personaggi e li accettiamo per quello che sono.

Onestamente, spero che questa serie continui per molto, molto tempo. Meanwhile, 4 stelle a questo episodio.

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