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Recensioni Serie Tv

The award for best supporting role goes to: New York City

La protagonista indiscussa degli ultimi anni, l’attrice che nonostante la sua età è riuscita a rinnovare la sua immagine nel corso del tempo. Di chi sto parlando? New York City, ovviamente. Regina del grande schermo e, da un po’ di anni a questa parte, anche del piccolo.

 

 

Carrie Bradshow e le sue amiche ce l’hanno fatta riscoprire su tacco 12. Addio interni, benvenute esterne: club, lounge, atelier, attici. Tutto vero, tutto da sogno, tutto Manhattan style. Josh Schwartz l’ha capito e dopo l’avventura di OC e delle palme losangeline, ha portato i giovani protagonisti di Gossip girl nelle strade dell’Upper East Side. Spotted: central park, 5th avenue, Madison Avenue. Ma nell’ultima stagione ha capito l’importanza dell’intera città e si è aperto a Brooklyn, al village (NYU), al Lower East Side, agli Hamptons, a Nassau dedicando più della metà delle inquadrature a strade, ponti, bar, alberghi, giardini, disco. E il telefilm ne guadagna in palazzi e tramonti, billboard e vanilla skies. Una famiglia ricca, potente e famosa, un avvocato e la Big apple a fare da coprotagonista naturale. Questo era Dirty sexy money. Le immagini caricate di colori accesi, per esaltare l’Empire state building ed il Chrysler, e la festa di compleanno più assurda ed esaltante che si sia mai vista in tv, quella del gemello maschio Darling, che chiede di festeggiare con semplicità i suo sweet eighteen, con gelatai, fontane di cioccolata e un po’ di musica, con una piccola postilla chiudere al traffico il ponte di Brooklyn, interamente affittato per l’occasione.

Si raffreddano i colori, ma si scalda il thriller nella puntata finale della prima stagione di Fringe (J.J. Abrams), che stupisce alla potenza con le sue rivelazioni (rimbalzate dalla prima puntata), ma soprattutto riportando in vita (sottolineo “vita” per una città che muta, si muove e dialoga costantemente con turisti, businessmen, immigrati e residenti) le torri gemelle. Quello che non potè fare un supereroe come Spiderman (il trailer con la ragnatela tra le twin towers fu tagliato per non turbare gli animi degli americani) è riuscito a farlo Fox television, che ha raffigurato le torri, ancora lì, in piedi, all’interno di una dimensione alternativa alla nostra. Ed è sempre il blu e il grigio a dominare le scene del crimine di Csi: New York; uno sping off in netto contrasto con i gialli e i rossi della calda Miami, scenario degli ultimi delitti della serie. Non mi meraviglierei se nei prossimi Award ritrovassimo Micheal Bloomberg salire sul palco a ritirare il premio per la città numero uno al mondo e miglior attrice non protagonista della televisione. O protagonista?

Bibiana

"Shakespeare once wrote that life is about a dream, and that's exactly how i live my life. From one dream to the next."

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