0Altre serie tv

The Astronaut Wives Club: recensione dell’episodio 1.01 – Launch

Anni ’60 e tanto (finto) entusiasmo sono gli ingredienti principali della proposta estiva di ABC. Sette donne, apparentemente perfette, sono protagoniste della scena. Splendidamente acconciate e cotonate, una schiera di attrici più o meno famose si cimenta nell’interpretare sette delle mogli più popolari d’America nello sfavillante periodo del boom economico. I loro mariti sono infatti gli astronauti del progetto Mercury, selezionati per far parte della prima missione spaziale statunitense e idolatrati come Dei da tutto il paese e dalle loro compagne . Fin dai primi minuti, lo show si pone come obiettivo quello di raccontare la vera storia di Alan Shepard e di sua moglie e le panoramiche iper reali dell’ipocrita società americana nazionalista di quegli anni ma, a mio avviso, cade molto nello stereotipo.

Tuttavia ho avuto il piacere di assistere ad un’interpretazione niente male da parte di Dominique McElligot (a me finora sconosciuta) interprete di Louise Shepard e The astronaut wives clubprotagonista assoluta della serie. Nel cast anche Yvonne Strahovski (per i fans di Chuck) e Odette Annable che personalmente ho adorato nel ruolo della più sveglia delle “astromogli”, Trudy Cooper.

In pieno stile anni ’60 la puntata scorre senza intoppi ma anche con zero dinamicità. Le tipiche torte di mele americane, le casette, le mogliettine fedeli, i sorrisi imbellettati di rossetto sono cose viste e riviste e, nonostante il fascino che quell’epoca indubbiamente ha, quelli rappresentati nella serie sono cliché strautilizzati. Dei sette spacconi mariti in questione solo uno sarà lanciato per primo nello spazio (da qui il titolo dell’episodio) e questo scatena la competizione tra le ragazze; ognuna di loro infatti vorrebbe vedere il proprio uomo schiacciare gli altri e guadagnarsi il titolo di “miglior essere umano” a vita. A farcela poi sarà Shepard ma non è questo il punto.

the astronaut wives clubLa storia infatti si concentra su queste decantate donne che, inaspettatamente, firmano un accordo con un noto giornalista per donare periodicamente alla stampa servizi fotografici e stralci della vita quotidiana degli astronauti dal punto di vista delle famiglie. Insomma occhi puntati sulle mogliettine che sono costrette in questo modo a stringere amicizia tra loro, o perlomeno a farlo per finta. Tutte con le proprie caratteristiche, ciascuna di loro rappresenta una sfaccettatura diversa del sogno americano realizzato e poi fallito. C’è chi come Trudy (Annable) ha una buona testa e possiede una mentalità moderna ma è soffocata in un matrimonio di facciata, chi teme l’umiliazione come Annie, balbettante, o Marge, chi come Rene (Stravhoski) si mostra sicura di sé e chi punta semplicemente ad essere la migliore con freddezza come Louise (McElligot).

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna? Sicuramente sì. Dimostrarlo? Questa serie ci prova. Gli uomini sono infatti qui rappresentati quasi come dei trofei da esibire, bravi bravissimi ma anche ingiustamente padroni del mondo. “Voleranno prima i maialiThe astronaut wives club delle donne” dice Marge all’amica Trudy. Fortunatamente oggi le cose stanno diversamente (o quasi) anche se non sembra mai abbastanza.

Uno spaccato di solidarietà femminile che presenta un panorama già spesso analizzato e anche parecchio stereotipato ma si salva per l’interpretazione. Nonostante un trama banale due/tre delle attrici protagoniste hanno qualcosa di interessante da dare che spero vedremo nelle prossime puntate.

Non ci resta che attendere.

Comments
To Top