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Americans (The)

The Americans: Recensione dell’episodio 2.13 – Echo

This is the way the world ends / Not with a bang but with a whimper

Questo è il modo in cui finisce il mondo / Non con uno scoppio ma con un lamento

Vittima di un esaurimento nervoso che lo aveva costretto lontano dal lavoro, nel 1925 Thomas Sterns Eliot scrive “The hollow men” (gli uomini vuoti), triste componimento in versi dedicato all’incapacità dell’essere umano di affrontare il salto esistenziale a causa della debolezza della propria volontà. Di certo, Eliot non aveva in mente nessuna spy story ante litteram per cui sarebbe azzardato un qualsiasi collegamento con il season finale della seconda stagione di “The Americans”. Eppure, un labile filo lega il capolavoro di Eliot alle vicende di Philip e Elizabeth, di Nina e Stan, di Jared e Paige.

TheAmericans2x13larrickGli uomini vuoti di Eliot “si appoggiano l’uno sull’altro”, sono “forza paralizzata, gesto senza movimento”. Proprio come gli uomini impagliati della poesia, così Philip ed Elizabeth, in fondo, traggono la propria forza dal sostenersi a vicenda, dalla propria a volte burrascosa ma sempre indissolubile unione. Certo, le loro teste non sono imbottite di paglia, anzi. Sono piene di ricordi che la lontananza non ha reso meno dolorosi (la madre da accudire per Elizabeth, i bulli da affrontare per Philip), ma che li hanno formati rendendoli capaci di affrontare le innumerevoli difficoltà che nel loro mestiere inevitabilmente si presentano. Che si tratti di mandare al suicidio un contatto per recuperare l’agognata vernice radar assorbente o di convivere con il desiderio di autonomia di una quattordicenne abbastanza sveglia da capire che partenze nella notte non sono vacanze a sorpresa. Ma a cosa serve infine tutta questa astuzia ? Questo continuo mascherarsi ? Questo rincorrere il nemico di turno ? Non è forse una forza paralizzata ? Larrick è morto; il cattivo è stato ucciso; Paige e Henry sono salvi; Philip ed Elizabeth non sono stati scoperti. Eppure, la loro situazione non è cambiata. Una forza paralizzata perché impossibilitata a capire davvero le cose con la rivelazione che l’assassino di Emmett e Leanne non era altri che quel Jared che avevano tentato di proteggere e che, infine, muore sottolineando l’inutilità nonché l’insensatezza di quanto i due agenti avevano fatto finora. Un gesto senza movimento perché tutto lo sforzo fatto per proteggere Paige ed Henry non li ha spostati dal centro del pericolo visto che, nel finale, Claudia li ha informati che il loro prossimo compito sarà quello di portare proprio Paige in prima linea. Significativamente, la stagione si chiude con una cena che esteriormente è il ritratto rassicurante della famiglia media americana con tutti a tavola insieme. Ma pochi attimi prima abbiamo visto che, in fondo, siamo tornati indietro alla prima stagione con Philip che rifiuta di obbedire ad un ordine assurdo ed Elizabeth che, al contrario, crede che ciò che Paige cerca lo possa trovare in quella lotta da cui l’avevano tenuta fuori finora obbedienti ad una promessa mai rinnegata.

TheAmericans2x13carMa Paige può essere come loro? Cosa cerca Paige? Ancora Eliot fa parlare al suo protagonista di un mondo dove “vi sono voci che cantano nel vento più solenni di una stella che si dilegua”. Voci come queste sono quelle che Paige sta inseguendo. Partecipare alla manifestazione contro gli armamenti, sentirsi parte di un qualcosa di più grande di sé stessi, vedere qualcuno farsi arrestare in nome della propria causa, leggere nel sacrificio evangelico l’ispirazione per donarsi ad una missione che vada oltre il qui ed ora in nome di un domani migliore. Ma anche sussurri sempre più insistenti e meno indistinti che le dicono che la sua famiglia non è quell’isola felice da cui non vorresti mai partire. Se Henry è ancora troppo piccolo per mettere in dubbio il dogma dell’infallibilità dei propri genitori, Paige è ormai l’uccellino che anela a volare via dal nido perché questo è ciò che la sua natura impone. Più grande di Paige di due anni, anche Jared aveva provato a spiccare il volo imitando i propri genitori e seguendo l’amore per Kate (non sapremo mai se ricambiato o solo sfruttato dalla defunta spia). Ma Emmett e Leanne sapevano che non basta avere le ali per volare in quei cieli e hanno provato a fermarlo causandone la furia omicida. Altro sarebbe il percorso disegnato per Paige dall’onnipresente centro che comanda ai Jennings di preparare la figlia per quel volo. Memore forse della lezione di Jared e confidente nelle somiglianze tra lei e Paige, Elizabeth vorrebbe aderire alla richiesta, ma non così Philip. Perché, al contrario di quanto dice a Martha, Philip è il lupo che protegge i suoi figli, mentre Elizabeth la leonessa che vuole insegnare loro a cacciare. Probabile che questo scontro sarà uno dei temi portanti della terza stagione.

TheAmericans2x13arkadyAncora Eliot scrive “tra il desiderio e lo spasmo, tra la potenza e l’esistenza, tra l’essenza e la discesa, cade l’ombra”. Sembra quasi di leggere in questi versi il dilemma esistenziale che chiude la parabola di Stan e Nina. Ormai abbandonata da una moglie che forse non ama più, ma da cui non riesce a immaginarsi lontano; vittima del rimorso per l’aver ucciso l’innocente Vlad colpevole solo di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato; fedele al suo essere prima di tutto un americano che crede nella sua nazione e nel suo dovere. Stan si ritrova in questo episodio a dibattersi tra il desiderio di salvare l’amata Nina e lo spasmo di tradire la sua patria, tra la potenza di una nuova vita con una nuova donna e l’esistenza di una moglie che ancora lo conosce meglio di quanto lui riesca a nascondere, tra l’essenza del suo essere a suo modo un eroe americano e la discesa verso l’infamante condizione di traditore. Tra questi dilemmi, Stan decide alla fine di non scegliere. Porta avanti la missione assegnatagli da Arkady Ivanovich, ma l’ombra di un futuro tutto da riscrivere è troppo oscura per non restarne impauriti. Stan può solo dirsi dispiaciuto per quel che il suo rifiuto significa e restare lì immobile a guardare l’ombra scendere negli occhi di Nina mentre va via verso il suo destino di morte. Ma un’ombra di delusione scende anche su Arkady che a Nina era sinceramente affezionata, mentre è intrisa di tristezza quella che ammanta lo sguardo di Oleg. Due sono gli uomini che Nina ha amato. Due gli uomini che nei suoi occhi profondi si sono immersi tanto da perdere anche i propri riferimenti (la famiglia per Stan, la propria missione per Oleg). Due sono i nomi che probabilmente lotteranno nella terza stagione: Stan e Oleg.

TheAmericans2x13end“Questo è il mondo in cui finisce il mondo: non con uno scoppio, ma con un lamento” chiude Eliot la sua poesia. E questo è anche il modo in cui si chiude la seconda stagione di “The Americans”. Non con lo scoppio di una nuova missione che sovverta gli equilibri tra i due blocchi come, a modo loro, sono state le manovre per carpire i segreti dello Stealth, del codice Echo e della nascente rete Arpanet (germe della futura Internet). Ma con il lamento di Philip che con una voce appena percettibile sussurra ad Arkady che mai e poi mai farà di Paige una pedina nel gioco a scacchi tra le due potenze perché si, ci sono uomini che sacrificano sé stessi per la causa, ma no, nessuno sacrifica la propria famiglia. Un lamento appena sussurrato, ma che può far finire il mondo dei Jennings. Si, Eliot aveva ragione. Così finisce il mondo.

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