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The Americans: Recensione dell’Episodio 2.11 – Stealth

Ormai The Americans  è inarrestabile, malgrado la trama si lasci sfuggire quei tipici momenti di calma piatta, alternati ad altrettante riflessioni meramente filosofiche, che spesso non trovano nessun riscontro nella storia. Anche se l’azione manca, come in questo caso, gli spunti di certo non mancano e i personaggi trovano modo, ancora una volta, di riconfermare il proprio punto di vista, trovandosi di fronte a problemi, spesso, molto più difficili da risolvere della mera scelta di un vestito o, nel nostro caso, di un travestimento.

Vera protagonista della puntata è Nina, come mai centrale e in pericolo, nella sua attuale situazione. Dopo diversi tira e molla, le è americans_211_3ormai impossibile tirarsi fuori dalla situazione in cui si è cacciata. Prima spia per gli americani, ora spia per i russi, il suo intento è quello di far sì che l’agente Beeman la salvi dalla Residentura, solo per poter poi passare informazioni sugli americani ai suoi compatrioti. Arkady informa Oleg, la nuova fiamma della giovane spia, che la missione non è soltanto una missione ma anche l’unica chance che ha Nina per sopravvivere: il fallimento equivale all’espatrio e ad un processo per tradimento. La trama di Nina doveva pur condurre da qualche parte e, in un modo o in un altro, si sapeva che la ragazza non sarebbe andata a finire bene. Il suo carattere indomito e la sua testolina con un cervello che, grazie al cielo, funziona ancora le hanno si concesso la possibilità di tirarsi fuori da alcuni guai ma non dal guaio più grosso di tutti: il tradimento. E’ infatti vero che ha confessato di sua spontanea volontà ma è un crimine quello che ha lasciato trascrivere ad Arkady Ivanovich ed è per quel crimine che il KGB ce l’ha in pugno. Inutilmente Oleg si preoccupa per la sua posizione: ormai il gioco è fatto e solo la decisione di Beeman potrà porre fine a questa interminabile partita a scacchi.

Beeman che, dal canto suo, ha già abbastanza grattacapi a cui pensare. Ricordiamo infatti che, poco tempo prima, la moglie gli aveva americans_211_1confessato di essere sul punto di tradirlo, partendo con un uomo per un weekend lontano da casa. Appena tornata, Sandra si siede e domanda tristemente al marito se è questa la loro fine. Sarò moralista e perbenista, ma come si aspettano di far funzionare il loro matrimonio, entrambi a spassarsela in giro con persone diverse? Potrà restare un matrimonio di facciata ma, sotto sotto, lo sanno anche loro che è finita e non capisco che senso ci sia a farsi del male continuamente, domandandosi quale potrà mai essere la prossima mossa. Lo stesso Stan, primo e diretto responsabile delle azioni della moglie, non sa come agire, soprattutto visto che ama sua moglie ma ama anche la giovane donna che, in questo momento, rischia la sua vita alla Residentura. Insomma, dire che è tutto nelle sue mani è dir poco!

Un po’ sottotono, invece, è la parte riguardante le nostre fantomatiche spie. Elizabeth è ancora combattuta riguardo alla lettera affidatale dalla sua amica, morta in circostanze più che drastiche con la sua famiglia, e non riesce a decidersi se sia il caso o meno di dire la verità al figlio sopravvissuto. Il ragazzo, che è tutto meno che stupido, viene contattato dall’FBI – se ricordate, Stan aveva americans_211_2finalmente fatto due più due e collegato diversi elementi riguarda l’assassinio della famigliola – e diverse domande gli vengono poste circa due individui che lui, tuttavia, non conosce. Il suo coinvolgimento in questa storia è più che marcato, dato che si incontra con il supervisore degli stessi Jennings, Kate. Proprio quest’ultima viene torturata ed uccisa, senza dunque riuscire a rivelare nulla di quello che poteva o meno sapere del ragazzo proprio ad Elizabeth e allo stesso Philip.

Non che i due non abbiano già i propri figli a cui pensare, senza preoccuparsi di quelli degli altri. Paige è ancora particolarmente legata alla chiesa e chiede con insistenza di andare al ritiro estivo con i suoi compagni, ottenendo tuttavia un secco e deciso rifiuto da parte dei genitori. Come Elizabeth dice al marito, la chiesa controlla le persone, fin da giovani, e lei non vuole che questo accada anche alla loro bambina. Ma le opinioni cambiano e il rendersi conto di poter perdere i propri figli porta Elizabeth e Philip a riconsiderare la cosa e garantire a Paige, almeno il permesso per il sit-in. Io quella ragazzina mi aspetto di vederla finire male da un giorno all’altro: non è stupida ma ha questa fastidiosa abitudine di ficcare il naso in cose più grandi di lei. Spero solo che questo non la porti sulla ‘cattiva strada’, il che sarebbe un controsenso, dato che è tutta ‘casa e chiesa’.

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Katia Kutsenko

Cavaliere della Corte di Netflix, rinomata per binge-watching e rewatch, Katia è la Paladina di Telefilm Central quando si tratta di tessere le lodi di period drama e serie tv fantasy. Le sue uniche droghe sono: la caffeina, Harry Potter e Chris Evans.

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