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Americans (The)

The Americans: Recensione dell’Episodio 2.08 – New Car

La settimana scorsa ho visto al cinema il film Noè e mentre guardavo questo episodio di The Americans il collegamento nella mia mente è stato quasi automatico. Mentre Elizabeth lasciava che Larrick uccidesse Lucia mi è saltato in mente Noè, che ascoltava le urla dell’umanità che affogava fuori dell’arca. Lacerato da quello che stava facendo ma allo stesso tempo aggrappato alla certezza che la decisione fosse giusta, che una causa più alta guidasse le sue azioni.

The_Americans_208-03Che la sanguigna Lucia dovesse avere vita breve era scritto, che dovesse però morire a questo modo, quasi per mano di Elizabeth, ci coglie totalmente di sorpresa. La scena è fortissima: mentre Elizabeth lentamente capisce quello che deve fare e abbassa l’arma, Lucia comprende il suo destino e la fissa con sgomento e rimprovero, mentre i suoi tentativi di liberarsi si indeboliscono piano piano fino a svanire nella morte.

Winny, nella sua recensione, aveva perfettamente sottolineato come il personaggio di Lucia fosse specchio e ombra di Elizabeth: una sua versione più giovane, piena di passione e fuoco. Ma se la sua semplice esistenza aveva portato Elizabeth a rivalutare alcuni aspetti di se stessa, è la sua morte un modo per esorcizzare quei dubbi? E’ il suo lato più emotivo quello che commette gli errori, che la porta ad esitare, mentre è solo la causa a doverla guidare, quello che è giusto fare per la madre Russia. Questo spiega a Philip in una scena perfetta in cui inciampa nelle parole cercando di fargli capire, cercando di convincere se stessa. Ma come possono le motivazioni personali essere così irrilevanti? Soprattutto quando ci troviamo nel mezzo di una missione particolarmente personale che ha il solo scopo di vendicare Hemmett e Leanne e di tenere al sicuro la loro famiglia.
In tutto questo scontrarsi tra sentimenti e doveri spicca particolarmente la figura dello spietatissimo Larrick che non risponde a nessuna ideologia o causa ma semplicemente al suo The_Americans_208-04volere e al portafoglio di altri.

Più ci addentriamo in questa stagione, più i contorni si sfumano e confondono. E gli sceneggiatori sono bravissimi a sballottarci da una parte e dall’altra, facendoci perdere punti di riferimento così che ogni decisione presa è giusta e allo stesso tempo sbagliata e non c’è nero o bianco e tutto quello che sta in mezzo sembra sempre di più un fangoso assurdo gioco. Lo capisce bene Stan, incastrato in una situazione senza via d’uscita, così come rimane bloccato nel suo garage di casa.

Philip e Henry intanto si comprano una bianchissima Camaro, una macchina che farà sentire chiunque la guidi “libero e potente”, macchina che incarna perfettamente tutto quello contro cui dovrebbero combattere. Nella prima stagione Philip li aveva solo guardato con desiderio quegli stivali da cowboy, ma ora la macchina la compra e la sbatte in faccia a Elizabeth cercando di convincerla che non c’è nulla di male nel trovare del buono nella vita che sono costretti a condurre. Quasi lo accarezza il suo bolide scendendo per andare ad incontrare il suo nuovo contatto (che in netto contrasto con la nonnaccia di ferro è giovane e belluzza), ma quando scopre che i falsi progetti rubati hanno causato la morte di 160 ragazzi, la guarda con disgusto e per un attimo ho paura che lo prenderà calci o peggio. Ma la macchina la tiene e la riporta a casa dove lo aspetta un’ennesima sorpresa. Henry è stato scoperto nella casa dei vicini dove si era intrufolato per giocare proprio a quel gioco che suo padre si era rifiutato di comprargli (io feci lo stesso per leggere i libri di Piccole Donne di mia cugina). Henry è davvero pentito di quello che ha fatto. Non ha mai potuto capire davvero perché i suoi genitori si opponessero così fortemente a quel gioco e cosa ha fatto di male in fondo? Non ha rubato o fatto del male a nessuno. E’ una persona buona ripete ancora e ancora tra le lacrime cercando di avere conferma daiThe_Americans_208-02 genitori. Ma le parole del figlio riecheggiano in Philip ed Elizabeth con una forza inaspettata.

Sono bravi o cattivi? Fare quello che devono li rende forse giusti? Amare la loro vita americana li rende cattivi? E che gli americani nascondano piani sbagliati sperando che le spie russe li trovino li rende malvagi? E sono nel giusto i russi che saltato ogni test di sicurezza prima di sfruttare le tecnologie rubate e causando l’affondamento del sottomarino?

Seguendo la stessa incertezza il povero autista trascinato nel bosco viene risparmiato, a differenza di quanto ci saremmo aspettati. E’ Philip a fermare la mano di Elizabeth. Lo stesso Philip che decide di non far ascoltare la registrazione a Marta, per proteggere i suoi sentimenti. Giusto o sbagliato? E i suoi gesti sono frutto di debolezza o di forza?

Purtroppo sono sicura che i nostri Jennings dovranno sbatterci duramente la faccia ancora e ancora per riuscire a capirlo prima della fine di questa stagione…

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