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Americans (The)

The Americans: Recensione dell’Episodio 2.07 – ARPANET

Ormai dovremmo esserci abituati o, quanto meno, aver smesso di sorprenderci per la profonda e sottile analisi psicologica a cui questa serie ci sottopone, puntata dopo puntata. Ancora una volta, purtroppo, non è così e ci ritroviamo immersi in drammi che hanno al centro della storia la paura, il sospetto e l’ideale per eccellenza che muove, un po’ involontariamente, la vita di Philip e Elizabeth dalla morte dei loro migliori amici: la vendetta. Un tempo la loro vita, proprio come le loro missioni, erano impeccabili, dove il margine di errore era talmente minimo da non venir neppure preso in considerazione. Con il procedere delle puntata questo senso di sicurezza viene a mancare e le persone coinvolte nelle loro vite sono per entrambi la prova che l’imprevisto e i sentimenti sono il nemico principale per la buona riuscita dei loro piani.

americans_207_3Spicca tra gli altri, in questo particolare contesto di menzogne e mezze verità, la dolce e (poco) ingenua Nina, che accetta di sottoporsi alla macchina della verità e dimostrare così all’agente di non essere una spia. Ma stessa definizione di spia, se volete la mia opinione, perde di spessore se applicata a Nina. Come può una ragazza così subdola ma allo stesso tempo così spesso vittima delle sue emozioni sperare di sopravvivere in quella gabbia di leoni? Prima si fida ciecamente di Stan, poi lo tradisce, poi lo porta a credere in lei, a farlo innamorare, prima di venire attaccata ad una macchina, giurando di non essere una spia del KGB. Il tutto con la supervisione del suo nuovo boy-toy, perso alla follia per questa cerbiatta dagli occhi scuri fin dalla prima volta in cui le ha posato gli occhi addosso. Ma proprio questo suo modo leggero, se mi passate il termine, di gestire le sue relazioni, le sue decisioni, la porterà presto a considerare se sia possibile vivere così e, domanda ancor più interessante, quanto a lungo. Di certo non per sempre, come giura a Beeman.

americans_207_2Elizabeth e Philip sono ancora sulle tracce degli assassini dei loro migliori amici, seguendo una pista dopo l’altra. Non è facile, non è una via semplice, soprattutto se ti porta a fidarti e ad affidare la tua vita nelle mani di persone inadeguate. Mi sfugge ora il suo nome – la mia memoria è momentaneamente sintonizzata sui nuovi personaggi di Game of Thrones, scusate – ma l’ubriacone con cui Philip è costretto a lavorare per copiare dei significativi dati non è solo un pericolo per se stesso ma per tutta l’operazione, quindi anche per l’incolumità dello stesso Philip e, per esteso, di Elizabeth. Ho tuttavia trovato intrigante l’introduzione, da parte dell’ingegnere non-so-chi, del concetto di rete internet, del viaggio virtuale di informazioni, con codici comprensibili per una fetta molto larga della popolazione, non più solo dei singoli residenti di un solo paese ed una sola lingua. Spesso gli intrighi delle spie e delle loro battaglie quotidiane vengono posti al primo posto, sorvolando sull’importanza di un periodo storico significativo come quello in cui la serie è ambientata. Un periodo non fatto, dunque, solo di guerra fredda e KGB ma di scoperte scientifiche e tecnologiche che avrebbero aiutato a gettare le basi della società moderna e della moderna tecnologia. Non è cosa da poco, badate bene.

americans_207_1Proprio come non da poco è la testa calda che si ritrova tra le mani Elizabeth, costretta a ricordare ad una ragazza poco più che adolescente quanto poco saggio sia uccidere persone per la pura vendetta se quest’ultime non hanno ancora esaurito il proprio scopo. Si tratta di un circolo infinito, in cui quello che colpisce è proprio l’evoluzione dei due protagonisti, come sempre a confronto con le loro paure e debolezze, ma che affrontano la propria crescita osservando i propri errori negli altri. Se vogliamo, è qualcosa di estremamente interessante e magnetico da guardare.

Un episodio molto significativo, a mio parere, che ci sospinge con consapevolezza verso un finale che, sicuramente, sarà con i controfiocchi. Si tratta infatti del filo conduttore di tutta la stagione che, man mano, ci porta a chiederci se davvero riusciranno (e riusciremo!) a trovare l’assassino dei loro cari amici o se saranno proprio loro a finire nel mirino.

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