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The Americans: Recensione della quarta stagione

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In uno degli episodi di questa stagione Oleg racconta a Tatiana l’ormai famosa storia del colonnello dell’Armata Rossa Stefan Evgrafovic Petrov che, il 26 Settembre 1983, in piena guerra fredda, decise di ignorare i cinque allarmi ricevuti dal sistema satellitare sovietico che monitorava il lancio di missili nucleari dagli Stati Uniti verso Mosca. Fidandosi più della sua logica (troppi pochi cinque missili in rapporto al potenziale bellico americano) che dell’imperfetta tecnologia sovietica, Petrov decise di segnalare un malfunzionamento del sistema evitando quindi che gli alti comandi, fedeli alla dottrina della distruzione muta assicurata, dessero il via ad una terza guerra mondiale e alla conseguente apocalisse nucleare. Petrov aveva ragione (ed infatti si scoprì che i falsi allarmi erano dovuti all’allineamento Terra – Sole – satellite in vicinanza dell’equinozio di autunno), ma la sua audacia era anche una prova inconfessabile delle debolezze dell’esercito sovietico. Solo dieci anni dopo la storia divenne nota e Petrov, redarguito e pensionato anzitempo, ebbe i giusti onori per aver permesso alla Storia con la S maiuscola di esistere ancora.

The Americans S04Non è per vantarsi della sua possibilità di accedere ai più riservati segreti militari che Oleg parla a Tatiana di questo aneddoto, ma piuttosto per dare sostanza concreta a quello che è, in fondo, il sottile fil rouge della quarta stagione di The Americans. Oleg vuole dare corpo al suo timore che il crollo dell’Unione Sovietica sia ormai già in moto e che quindi la sua missione, e più in generale di tutti i membri della Rezidentura, sia in realtà un inutile affannarsi che può solo far male. A che pro rubare i progetti di tecnologie avanzate se nessuno in patria potrà mai farsene qualcosa? Perché rubare virus letali per farli finire in mano a gente incompetente che potrebbe scatenare pandemie mortali per un errore banale come si domanda William? Perché distruggere l’unica amicizia sincera che si è riusciti a trovare dopo anni di falsità e mandare in pezzi una famiglia unita e amorosa solo per una chiave di accesso a tecnologie inutilizzabili come si interroga Elizabeth prima di tradire la fiducia di Young Hee? Perché sconvolgere la vita di un’innocente ingenua la cui unica colpa è stata quella di credere all’amore che nessuno le ha mai dato come si tormenta Philip quando deve far espatriare Martha? Per essere fedeli ad una patria astratta da cui sei rimasto tanto lontano da dubitare che sia ancora la tua? E se quell’ideale ricordo non esistesse più ormai? Avrebbe ancora senso lottare, ingannare, tradire, rischiare?

The Americans S04The Americans si è fatto sempre vanto di essere fedele ai fatti storici e di inserire le azioni dei suoi protagonisti in maniera coerente nel contesto reale degli anni in cui le vicende di fantasia si svolgono. E lo fa ancora anche in questa stagione che si svolge negli anni che precedono di poco l’avvento di quel Gorbaciov che con la sua politica di glasnost e perestroika darà il via inconsapevole al collasso dell’Unione Sovietica e alla fine della guerra fredda. In una guerra segreta che si avvia a essere persa, che ruolo possono avere persone come Philip ed Elizabeth, Oleg e William, Arkady e Gabriel? Pedine che per anni hanno accettato di lasciarsi muovere da giocatori lontani che si dicevano sicuri di vincere una partita i cui rischi stavano subendo i pezzi sulla scacchiera e non le mani distanti che pretendevano di sapere cosa stavano facendo. Ma che ora iniziano a rendersi conto di quanto hanno sacrificato e di quanto non sia più possibile accettare passivamente ogni comando. A questa tacita ribellione Philip era sempre stato portato dal suo imperativo morale di anteporre l’amore per la famiglia alla fede nella sua missione. Aver rivelato a Paige la loro vera identità di agenti sotto copertura ha reso più difficile mascherarsi ogni giorno, ma è la fine della storia con Martha, scoperta grazie all’intuito di Stan ed estradata in Russia da Gabriel e Arkady, che spezza definitivamente quel che resta della sua volontà. Sempre più Philip si reca agli incontri EST perché solo lì può aprirsi e rivelare il suo travaglio interiore. Magistrale in tal senso il suo discorso nel season finale quando confessa tutto il suo disagio per un lavoro che non ama più e che lascerebbe subito se non fosse che ritirarsi sarebbe possibile solo distruggendo la serenità della sua stessa famiglia. Per questo quando Gabriel alla fine proporrà ai Jennings di terminare per sempre la loro missione, Philip non sarà contento, anzi. Perché come pretendere che i suoi figli che sono in tutto e per tutto americani accettino di non esserlo più? Come chiedere loro di lasciarsi sradicare dalle loro vite perché erano il frutto di una menzogna?

The Americans S04Domande che non possono avere una risposta. E che si pone con uguale intensità la stessa Elizabeth, il personaggio che più di tutti subisce una evoluzione radicale in forte contrasto con il carattere mostrato nelle tre stagioni precedenti. Aver detto la verità a Paige non ha migliorato il suo rapporto con lei, ma ha aperto una breccia in una fortezza che si sta sgretolando inaspettatamente come fosse un castello di sabbia in riva al mare. Come onde impetuose su Elizabeth si sono abbattute prima la consapevolezza di non riuscire ad essere una madre prima che un agente segreto; poi il dubbio di non sapere essere la donna di cui Philip aveva bisogno con l’invidia repressa nei confronti di una Martha che ha saputo mostrare un amore che sa anche perdonare l’inganno; quindi, il senso di colpa per l’aver tradito Young Hee e aver distrutto una famiglia incolpevole; infine, la paura che tutto sia stato inutile perché la missione potrebbe finire senza una vittoria chiara e con troppe perdite (Paige che ormai vede in lei un capo a cui riferire piuttosto che una madre con cui parlare, Philip che non riesce ad aprirsi con lei nonostante l’amore reciproco, Henry ignaro di tutto e ormai più a suo agio con Stan che con i suoi veri genitori).

The Americans S04La sensazione che tutto stia crollando pervade in diversi modi tutti i protagonisti di questa stagione portando alla rovinosa uscita di scena di molti di loro. Come Nina che trova una morte improvvisa proprio quando cerca per la prima volta di fare qualcosa per gli altri e perché lo ha deciso lei e non per obbedire ad un ordine che non condivide. Come Martha che aveva anche accettato le bugie di Clarke in nome di un amore puro a cui deve però rinunciare proprio per salvarlo da ogni rischio e a cui dirà addio con uno ultimo struggente perdono. Come Oleg che perderà del tutto i suoi atteggiamenti vanesi decidendo di rinunciare agli agi americani e ad una carriera promettente per tornare in Russia ad assistere la madre distrutta dalla morte del secondo figlio avendo ormai compreso la vacuità del suo incarico. Come Arkady che senza colpa alcuna che aver svolto il suo lavoro verrà espulso dagli Stati Uniti per un delitto che non aveva autorizzato. Come Gaad che con profonda delusione deve confrontarsi con il fallimento legato a Martha e con stoica rassegnazione accetta il pensionamento senza poter neanche godere di una ritrovata serenità perché agenti sovietici lo uccidono quasi per caso dopo un’operazione insensata. Come William, vero motore di questa stagione, che continua ad obbedire ad ordini che disapprova solo per mesta inerzia nella atroce disillusione di aver sprecato la sua vita solitaria. Non è un caso che gli unici a sfuggire a questa generale rovinosa caduta siano Stan, che inanella successi professionali (prima Martha, poi William), recupera un rapporto accettabile con Matthew, rinuncia alle pretese su Sandra, trova un nuovo figlio adottivo in Henry, e Paige, che seppure con difficoltà, riesce a metabolizzare la rivelazione sulla identità dei genitori adattandosi al ruolo di spia in erba (controllando il pastore Tim e sua moglie Alice) ma anche provando ad andare oltre (il nascente interesse per Matthew). Ciò che accomuna l’agente FBI e la figlia dei Jennings è che sono semplicemente americani veri. Non il frutto di una finzione, ma una reale identità che li salva da un crollo imminente perché le loro fondamenta non sono state edificate su un castello di bugie. Che siano un nuovo inizio?

Forte del rinnovo per altre due conclusive stagioni, The Americans archivia la sua quarta stagione dimostrando che i bassi ratings sono una grossa ingiustizia che non rende onore ad un cast di alta qualità e a sceneggiatori attenti ad ogni sfumatura dei loro personaggi. Doti innegabili che giustificano pienamente la promozione sicura con un voto giustamente molto alto.

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The Americans - Quarta Stagione
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