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The Americans abbatte il muro degli Emmys e guadagna cinque nominations

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Sembra che i giurati degli Emmy abbiano infine aperto i loro schermi e abbiamo finalmente dato uno sguardo a The Americans. Dopo tre stagioni passate a raccogliere tanto plauso dalla critica quanto silenzio dalla giuria degli Emmy, finalmente la serie targata FX è riuscita a guadagnare l’attenzione che merita portando a casa ben cinque nomination. E non nomination da poco: miglior serie drama, migliore attore protagonista (Matthew Rhys), migliore attrice protagonista (Keri Russell), migliore sceneggiatura (per il season finale “Persona non grata”), migliore attrice ospite (Margo Martindale). Un netto e sorprendente balzo in avanti se si considera che nelle passate tre stagioni la serie aveva avuto solo una nomination per migliore sigla e un premio a Margo Martindale (ma non per il ruolo in The Americans).

the Americans_301-3I primi ad essere sorpresi da questo risultato inatteso sono proprio i due showrunner Joseph Weisberg e Joel Fields e la protagonista Keri Russell. “Di tutti gli anni che ho passato ad indossare cappotti invernali, non saprei proprio dire perché questo sia quello buono”, ha commentato l’attrice riferendosi all’abbigliamento tipico della sua Elizabeth Jennings. “Il nostro show è come un incendio che cresce lentamente per un sacco di persone”, ha quindi aggiunto per concludere ironicamente sottolineando che tutti loro si sentono “come i bambini cattivi invitati ad una festa”. Una gioia simile non è una novità assoluta per la Russell che può vantare un Golden Globe nel 1999 per Felicity. Prima nomination in assoluto agli Emmy comunque per lei così come per Weisberg, Fields e Rhys. “Abbiamo passato così tanto tempo a convincerci che non sarebbe mai successo che ora è difficile spiegare perché sia invece accaduto” ha commentato Weisberg, mentre Fields ha provato a darsi una spiegazione notando che “viviamo in un tempo in cui ci vuole un bel po’ prima che una serie entri in sintonia con lo spirito della sua epoca”.

The Americans S04La quarta stagione della serie (che segue le vicende dei coniugi Philip ed Elizabeth Jennings, spie sovietiche sotto copertura nell’America degli anni 80 segnati dalla Guerra Fredda) ha visto un succedersi di svolte fondamentali che hanno portato alla morte di due personaggi importanti (l’affascinante Nina Krilova interpretata da Annet Mahendru e l’ex direttore della sede locale dell’ABI Frank Gaad a cui dava corpo e voce Richard Thomas) e alla deportazione in Russia della segretaria dell’FBI Martha Hanson (magnificamente recitata da Alison Wright). Ciononostante, ha ragione la Russell quando nota che “quest’anno la serie è diventata meno violenta e più concentrata sui rapporti interpersonali” per cui non sorprende che il suo momento preferito di questa stagione sia la reazione di Elizabeth alla scoperta che la figlia Paige (Holly Taylor) ha rivelato la vera identità dei suoi genitori al pastore Tim, riferimento del gruppo giovanile della chiesta frequentata dalla adolescente in crisi. Durante la stagione, più di una volta i due coniugi hanno progettato di ucciderlo senza mai passare dalle teorie alla pratica. “Lo abbiamo detto alla fine di ogni settimana, non ci posso credere che sia ancora vivo”, ha scherzato la Russell in proposito.

Se non bastasse questo a complicare cose, il finale di stagione ha visto Paige aggiungere altri problemi alla lista di quelli che devono affrontare quotidianamente quando ha mostrato di essersi innamorata di Matthew, figlio dell’agente federale Stan Beeman (Noah Emmerich), vicino di casa di quelle stesse spie a cui sta dando la caccia senza sapere che passa per casa loro ogni sera e gioca a squash con il suo bersaglio ogni settimana. Proprio il momento in cui Philip attraversa la strada furioso riportando a casa Paige mentre si scambia uno sguardo intenso con Elizabeth che li osserva dalla finestra è l’istante che riassume l’essenza dell’intera stagione secondo Fields. Una scena sola per dire tantissimo; solo serie di alto livello ci riescono. E finalmente l’hanno capito anche agli Emmy.

A questo link, la recensione dell’ultima stagione di The Americans

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