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Affair (The)

The Affair: Recensione dell’episodio 2.08 – 18

Nel guardare The Affair, il gioco che gli autori vogliono scatenare è una sorta di artistico “trova le differenze” tra le due versioni di una storia, ma non nel modo più semplicistico di quale avvenimento cambia, ma salendo di livello di introspezione nelle differenze psicologiche che determinano il ricordare in modo diverso e questo lo fanno legando solitamente l’episodio ad una tematica o ad una fase che le persone in oggetto passano.

the affair 208gIn questo ottavo episodio io credo che il sentimento principale sia l’auto commiserazione dei due coniugi separati da ormai diversi mesi, quasi un anno, andando a memoria. Dico questo perché nei due spezzoni di racconto, che hanno alcune parti in sovrapposizione, come da tipica struttura di questa serie, si evince che sia nel ricordare di Noah che in quello di Helen è l’altro coniuge ad apparire migliore, a differenza del passato, mentre l’io narrante, il POV della situazione, spesso di autodescrive nei suoi ricordi come peggiore, più fallibile, più umorale o irritabile.

Se Helen nel suo racconto trova un ex marito comprensivo e premuroso, mentre lei è incapace di gestire la situazione con la figlia, con la vita privata, costretta ad alloggiare in motel a basso costo, mentre Noah dorme in suite, quindi fallimento contro successo, dal canto suo, nel racconto specchiato, è l’ex coniuge a vedere se stesso come gretto, arrivista e violento, traditore, insensibile a tutto tranne che a se stesso, mentre la moglie è più comprensiva, una sicurezza, un punto d’appoggio.

the affair 208eEntrambe includono nel proprio racconto le scene che li rendono pessimi (e Noah probabilmente c’ha pure ragione) mentre escludono quelle che potrebbero far fare la stessa figura all’ex. Processo di memoria selettiva che ha come evidente ragione quella per cui in quel determinato periodo ognuno dei due riteneva se stesso in buona parte colpevole della rottura, Noah per il versante fisico e Helen per quello psicologico, ossia la perdita di se stessa che causa la perdita di interesse di suo marito.

In questa stagione abbiamo finora attraversato nella separazione dei due coniugi un rapporto a fasi, dalla non accettazione, all’incolpare l’altro, all’odio e dispetti, fino al trovare un equilibrio per poter continuare a gestire la famiglia esistente, il che porta inevitabilmente ognuna delle due parti a sovrastimare la dose di colpa e cattiveria che ha messo nelle precedenti fasi e a proiettarla quindi nel vissuto e di conseguenza nella memoria.

the affair 208bAl di la di questo non succede molto, almeno nella parte “memoria”, ma The Affair è così e in un episodio in cui Maura Tierney e Dominic West sono protagonisti quasi unici, non possiamo non ammirare ancora una volta le enormi capacità di variazione di registro recitativo, quando i personaggi passano da un POV al successivo.

La parte in cui qualcosa succede c’è, però, ed è quel presente contraddistinto da un color seppia che, in dosaggio maggiore come successo questa settimana, mi fa lacrimare gli occhi. Ma non è solo il fastidiosissimo filtro, quanto la stupida piega che sta prendendo questo processo, perché basare una strategia difensiva sul niente e soprattutto accusando la moglie di chi stai difendendo (senza dirglielo) mi sembra un po’ troppo infilato nella trama a calci e spintoni, per essere credibile. Lo vogliono rendere tale col test del DNA sul bambino, il che purtroppo mi fa prendere alla storia la quasi sicura piega che il figlio sia di Cole, ma rimane tutto un filone abbastanza discutibile, che se in passato era puramente noioso, ora rischia di prendere piede e diventare più cialtrone che altro, quantomeno in rapporto alla finezza psicologica con cui viene gestito tutto il resto.

Una bella puntata, comunque, come sempre, ma con qualche rischio in più, derivante, come detto nelle righe sovrastanti, dal presente sempre più ingombrante. Riusciranno a limitare le forzature? La parte della memoria continuerà ad essere talmente bella da farci passare sopra il resto? Speriamo

the affair 208aNote a margine:

perché continuano a considerare Withney intelligente e degna del college, mentre io la vedrei bene solo a raccogliere la spazzatura nei vicoli?

me ne sono reso conto ora, ma Noah Sollowey in realtà ha scritto la brutta copia di quel romanzo da shampiste che ha 50 sfumature ma dello stesso colore insulso.

Quanto è bello l'”effetto matrioska” per il quale in una narrazione basata su memorie discordanti i protagonisti di queste memorie richiamano nei loro discorsi memorie in comune del passato e queste sono a loro volta discordanti?

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2.08 - 18
  • Commiserazione
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