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Affair (The)

The Affair: Recensione dell’episodio 2.03 – 13

Scritto nel 1864 da Fedor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo è un romanzo atipico per la sua divisione in due parti, delle quali solo la seconda racconta una storia laddove la prima è più un saggio contro il positivismo e la sua fiducia nell’essere umano. In questa piuttosto ostica opera, il grande romanziere russo scriveva anche: “Ogni uomo ha dei ricordi che racconterebbe solo agli amici. Ha anche cose nella mente che non rivelerebbe neanche agli amici, ma solo a se stesso, e in segreto. Ma ci sono altre cose che un uomo ha paura di rivelare persino a se stesso, e ogni uomo perbene ha un certo numero di cose del genere accantonate nella mente”. Difficile dire quali siano le letture di Sarah Treem e Hagai Levi, creatori di The Affair, ma l’avvertimento nascosto nella citazione di uno scrittore dell’ottocento russo sembra essere una buona chiave di lettura per questo terzo episodio della seconda stagione.

TheAffair2x03AlisonContinua la divisione in due parti e torna il classico schema che vede prima Noah e poi Alison rivivere sullo schermo la stessa vicenda integrandola con quello che l’altro non può sapere. Eppure, stavolta si può dire che il protagonista quasi unico è il personaggio interpretato con sempre maggiore bravura da Ruth Wilson. Perchè in entrambe le metà dell’episodio è su di lei che si concentra l’attenzione della narrazione fino a relegare al ruolo di utili comparse le altre presenze che entrano ed escono su un immaginario palco teatrale.

Noah ama Alison? Molto probabile che si e che la richiesta di sposarlo, per quanto improvvisa, sia davvero sentita. E che sincero sia il suo ripetere ad ogni occasione che lei è la migliore cosa che le sia mai capitato. Ma basta questo per garantire ad Alison quella sicurezza di cui disperatamente aveva bisogno ? Altrettanto probabile che no. E non perché Noah non possa ancora staccarsi del tutto dalla sua precedente famiglia. Ma piuttosto perché è Alison a non riuscire a separarsi dal suo passato. Non è un caso che ancora una volta il baule con i giocattoli del figlio morto compaia nel suo ricordo e non in quello di Noah. Né che manchi del tutto il racconto del loro primo incontro mentre sono a cena con Yvonne e Robert.

Ma è soprattutto la risposta alla domanda di Noah (quell’indelicato “dimmi un tuo segreto che nessuno conosce”) a chiarire come e perché i due innamorati non si conoscano realmente. Perché Noah pensa solo alle scappatelle (reali con Oscar o temute con Cole) e teme un impossibile ritorno di Alison al suo passato coniugale. Mentre Alison confessa a Robert la piena verità sulla morte dell’amato Gabriel non omettendo nessun dettaglio per rendere ancora più evidente la sua inestinguibile sofferenza. Se ne è mai accorto Noah ? Ha mai visto il sassolino che nervosamente Alison rigira tra le mani come segno concreto della sua impossibilità di staccarsi dal passato ?

Eppure, sappiamo che Noah e Alison nel presente saranno ancora insieme e che persino avranno una bambina contrariamente a quanto avrebbe voluto lui. Perché allora? Forse, semplicemente perché Alison ha deciso di accettare l’amara verità di Robert. Ci saranno sempre cose che l’altro non potrà capire e dolori che non riuscirai a comprendere e stare insieme non potrà cancellarli perché la vita è una lunga solitudine. Ma nel matrimonio la solitudine la si sopporta meglio anche se a volte bisogna mentire su un cane che non si è ucciso o su un baule colorato che si tiene nascosto.

TheAffair2x03WhitneyMa perché Noah non può capire? Perché Noah troppo spesso si macchia di due peccati opposti, ma entrambi difficili da perdonare: ingenuità ed egoismo. È ingenuo Noah quando crede che l’amico di una vita Max voglia semplicemente aiutarlo e non invece accelerare il momento in cui potrà rendere pubblica la sua relazione con Helen. È ingenuo quando crede che Whitney sia una figlia incollerita ma ancora piena di amore per lui e chissà se la citazione che riceve dall’avvocato divorzista non sia sufficiente a fargli capire quanto spesso la sua primogenita si prenda gioco di lui (e non a caso Alison ricorda una Whitney fintamente gentile solo finché pensa di poter ottenere il numero di quello Scotty che il padre le ha vietato di vedere ancora).

Ed è tremendamente ingenuo quando si convince che dirsi la verità sia un giochino divertente per far tornare un appagante sorriso sul volto di una Alison chiaramente turbata. O che basti fare l’amore in ogni dove e in ogni quando per convincere la sua amata che tutto va nel migliore dei modi possibili (e non è casuale che nei ricordi di Noah ci siano sempre scene di sesso e quasi mai in quelli di Alison). Perché, in fondo, le paure di Noah hanno sempre a che fare con sé stesso. Con il terrore taciuto che da un momento all’altro la sua nuova vita possa crollare come un fragile castello di carte al minimo spiffero imprevisto.

Con  il timore non detto che il suo libro rimanga incompleto per le obiezioni di Harry ed è per questo che ad Yvonne sempre più spesso si rivolga per trovare un utile incoraggiamento (lo scaffale dei libri di successo scritti proprio in quella stessa baita). Per questo dei presunti segreti di Alison quello che maggiormente lo preoccupa è la visita di Cole perché la sente come una invasione indebita in quello che è un regno suo e solo suo. Per questo non riesce ad accettare che Alison non abbia lo stesso suo sorriso soddisfatto dopo aver fatto sesso ma sia piuttosto una sfinge da decifrare invece che un fiorire di complimenti. Fino a dimenticare persino la fobia di Ali per l’acqua sintomo evidente del mai rimosso trauma della morte di Gabriel, ma percepito da Noah come uno sgarbato e immotivato rifiuto ad una sua proposta.

TheAffair2x03NoahEgoismo e ingenuità che affiorano anche nell’incontro chiarificatore con l’avvocato che, nel presente unico (perché continua a non esserci una divisione per questa parte della storia), è pagato da Helen per salvare Noah. E già in questo accettare tanto prontamente l’aiuto finanziario della ex moglie si nota la volontà di Noah di mettere sempre e comunque le sue necessità come priorità scavalcando con noncuranza il parere di Alison (che di certo non gradisce di dover ringraziare la sua avversaria).

Stesso modo di pensare che porterà i due a litigare durante il matrimonio di Cole (che quindi riuscirà a costruire una nuova famiglia riemergendo dall’abisso in cui sembrava sprofondato) perché Noah non può accettare che il suo fastidio per dover presenziare all’evento sia sminuito da una Alison che legge in quell’invito solo una gentile cortesia. La successiva fuga con l’investimento del cervo e il tentativo di corrompere il meccanico tuttavia mostrano un Noah in preda ad un panico non immotivato rendendo difficile capire se si tratti di una implicita ammissione di colpevolezza o dell’aver compreso di essere vittima impotente di un ben orchestrato inganno (e lo sguardo di Cole nel finale del suo pov lascia aperta questa ipotesi).

Un episodio che, pur nel lento scorrere della trama (perché in fondo nulla di davvero rilevante accade che faccia avanzare la condizione dei protagonisti) dice molte cose. E con la sua insistenza su segreti nascosti e svelati finisce per richiamare alla mente il triste aforisma di William Somerset Maugham secondo cui “è follia comune delle coppie felici non volere avere segreti per l’altro; ciò le porta a un mucchio di disillusioni”.

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2.03 – 13
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