
The Affair: Recensione dell’episodio 1.03 – 3
Nelle tavole finali del numero 39 di Dylan Dog (Il Signore del Silenzio), dopo aver svelato l’arcano del libro velenoso con gli amari insegnamenti del saggio Uskebasi, H.G. Wells (l’improbabile lord del fumetto, non il prolifico scrittore inglese) si lascia sfuggire una frase a metà tra seria considerazione e scherzoso motto: “Oh, la verità ! Chi dice che esiste è un bugiardo”. Strano a dirsi, questa massima recitata in un fumetto italiano di genere horror su un episodio andato in edicola nel Dicembre 1989 potrebbe quasi essere la tagline per “The Affair”. Una serie apparentemente incentrata su una comunissima relazione extraconiugale. Ma che, invece, costringe a riflettere proprio sul concetto di verità. Esiste la verità o forse ne esistono tante che si contraddicono a vicenda? Quale di queste tante storie può arrogarsi il diritto di chiamarsi verità? Come si può giudicare quale sia più aderente ai fatti realmente accaduti quando di questi eventi sappiamo solo quello che chi li ha vissuti vuole raccontare?
“The Affair” non da una risposta a queste domande, ma anzi fa di questi quesiti le sue solide fondamenta. Continuando a dividere in due parti ogni episodio, la serie conferma il suo dichiarato intento di mostrare come non esista una realtà univoca e dai contorni scolpiti nella solida pietra di granitiche certezze, ma piuttosto una molteplicità di interpretazioni che sfugge ad ogni descrizione fissa come un liquido mutevole che si adatta alla forma del contenitore in cui chi racconta vuole rinchiuderlo. Ogni evento narrato è deformato due volte. La prima dal ricordo che tende ad addolcire in un conveniente oblio le note più amare e a indorare con una calda luce gli aspetti più gradevoli. E poi ancora dalla mistificazione che sia Alison che Noah compiono raccontando ad un non si sa quanto ignaro detective la propria versione del passato con parole che volutamente danzano sul sottile confine tra sincerità e menzogna, tra il volere mantenere innocentemente per sé stessi esperienze personali e il desiderio perverso di ingannare colpevolmente chi sta ascoltando. Un gioco di riflessi e rimandi che, anche se ripetuto per la terza volta, mantiene inalterato il suo intrigante fascino.
Due versioni della stessa storia, ma non solo. I ricordi di Noah e Alison differiscono, infatti, anche perché ci forniscono istantanee di quello che era il loro mondo prima che una irrefrenabile passione li travolgesse. Entrambi sono o vogliono far credere di essere delle vittime innocenti schiacciate da macigni diversi ma ugualmente opprimenti. Noah riecheggia per certi aspetti il Kevin visto recentemente in “The Leftovers”. Ha tutto quello che avrebbe desiderato. Una moglie che lo adora e che non ha esitato ad imporsi contro il volere dei suoi stessi genitori pur di coronare quello che era un comune sogno d’amore. Quattro figli che ha cresciuto insegnando loro gli ideali che ha condiviso con Helen. Un libro pubblicato con quel tanto di successo sufficiente a garantirgli il contratto per una seconda opera. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio. Perché Helen ha fiducia in lui e lo difende da ogni attacco, ma ugualmente lo costringe a passare le vacanze con i suoceri che lo considerano un idealista a rischio fallimento o uno scrittore con poche idee e ancor meno qualità. Perché il figlio maggiore non vede l’ora di allontanarsi da lui preferendo lavorare in un maneggio pur non avendo alcuna esperienza, mentre la primogenita è in cerca di una indipendenza che Noah non è pronto a concedere. Perché il secondo libro è solo una bugia che deve imparare a vendere all’agente letterario del suocero per non confessare il proprio blocco creativo. In Alison, Noah vede una via di fuga, una attraente novità per evadere da una quotidianità di cui riesce a percepire ormai solo il peso opprimente.




Al termine di questo terzo episodio, “The Affair” si conferma una serie che merita la promozione a piene mani, ma che sfugge ad ogni tentativo di sintetizzarla in ogni limitata categoria (una storia d’amore e tradimento? un thriller sentimentale?). Ma, forse, è proprio questo il suo miglior pregio.
1.03 - 3
Tante verità
Valutazione Globale









