fbpx
Affair (The)

The Affair: Recensione dell’ episodio 1.10 – 10

Devo confessare che ero molto incerto se iscrivermi al team di recensori di “The Affair”. Devo pubblicamente osannare chi aveva già fatto questa scelta per avere aggiunto quel fondamentale granello che ha fatto pendere la bilancia del dubbio dal lato del si. Perché “The Affair” è stata sicuramente una delle serie rivelazione di quest’anno e la tripla candidatura ai Golden Globe (miglior drama, migliore attore protagonista, migliore attrice protagonista) è solo un modo riduttivo di quantificare il livello qualitativo davvero alto raggiunto dalla creatura di Sarah Treem e Hagai Levi.

TheAffair1x10alicolemkIn questo season – finale c’è un po’ tutto quello che ha reso questa serie l’inattesa sorpresa che a pieno titolo è. A cominciare dalla divisione in due parti di ogni episodio con la stessa vicenda raccontata attraverso i ricordi differenti dei due protagonisti e integrata dagli eventi precedenti che hanno vissuto individualmente. Il risultato straniante è che non esiste più una e una sola realtà, ma almeno due perché i ricordi differiscono a volte per particolari apparentemente insignificanti (il colore di un abito, gli orari di un traghetto), a volte fondamentali (e mai come in questo episodio le differenze sono di vitale importanza). O forse di versioni ne esistono ancora altre due e sono quelle che Noah ed Alison raccontano al detective Jeffries in quel presente a cui arriviamo finalmente in questo finale. O ancora nessuna versione è quella vera e tutto quello che abbiamo visto è un articolato castello di bugie e di specchi dove ogni frammento distorce il precedente rendendo impossibile comprendere di cosa essi siano il riflesso. Una tecnica narrativa originale che disorienta lo spettatore, ma che anche lo affascina catturandolo in una girandola di supposizioni personali che aspettano di essere verificate o smentite dal successivo episodio.

TheAffair1x10noahMa il pur interessante gioco avrebbe rischiato di essere solo un furbo artificio se le pedine non fossero stati personaggi tanto coinvolgenti come Noah e Alison, come Helen e Cole, come le voci del coro che si sono inserite sempre nel modo giusto senza stonare in una melodia che procedeva sicura. Autore della prima parte delle liriche in questo decimo episodio è Noah. Lo avevamo lasciato alla stazione di Montauk cacciato di casa da Helen e sorpreso dalla contemporanea partenza solitaria di Alison. Lo ritroviamo nuotare sereno in piscina come preludio del primo di una serie di rapporti sessuali occasionali vissuti per il puro gusto del proibito (fino a farlo persino nella scuola dove insegna). Come dice il testo della canzone che accompagna le immagini iniziali, Noah si sente ormai libero da ogni obbligo e riesce a trovare nell’assenza di ogni legame la serenità di cui aveva bisogno per terminare di getto il libro che da troppo provava a scrivere guadagnandosi l’entusiastico plauso del suo agente e un lauto assegno. Una vita spensierata non priva di problemi (come il rapporto quasi assente con i due figli maggiori), ma a cui Noah non si sente pronto a rinunciare. Tanto che la sorprendente richiesta di Helen di tornare a casa per non arrivare ad un traumatico divorzio lo sconvolge più della scoperta inquietante che un detective privato sta seguendo ogni suo passo. Perché Helen ha sempre provato a dare al suo pavido marito quello che voleva anche se non si è mai preoccupata di chiedere cosa realmente lui desiderasse né lui ha mai trovato il coraggio della sincerità necessaria a confessare che entrambi stavano sbagliando. Helen può smettere di essere succube di sua madre come infine riconosce, ma la strada da percorrere è lastricata di troppi cocci taglienti e di parole nascoste per poterla percorrere da soli. Come Whitney ricorda ai due, non è possibile fingere che nulla sia stato e semplicemente dimenticare e andare avanti. E, alla fine, questo lo sa anche Noah che nel finale del suo ricordo si trova al centro tra il passato ancora possibile di Helen e il futuro probabile di Alison (significativamente entrambe vestite di bianco nella sua memoria).

TheAffair1x10aliphoebeEd è Alison la protagonista della seconda parte, ma anche la vera perla di questa serie grazie all’interpretazione eccelsa di Ruth Wilson. I quattro mesi trascorsi dalla sua partenza sono stati spesi sorprendentemente con Athena presso la comune new age in cui vive la più improbabile delle madri che tenta un ultimo scombinato tentativo di essere quello che non è. Eppure, questa improbabile convivenza è servita ad Alison a fare chiarezza dentro di sé e a ritrovare la sicurezza delle proprie ragioni e una forza calma che la convince a tornare a Montauk per chiudere definitivamente con un passato che vuole rendere remoto. Certezze che rischiano di essere solo illusorie come provano a spiegarle sia l’amica Phoebe che le sottolinea quanto la felicità dell’esser liberi possa essere solo un vuoto credere in una menzogna (perché lo sguardo di Noah che ha fatto innamorare Ali non era reale) sia la cognata Mary Kate, una volta complice divertita ed ora fredda accusatrice, che con un triste sadismo le spiega che non può credere che si possa cancellare il passato con un rapido colpo di spugna. Il dialogo con Cole che precede la catarsi finale vorrebbe essere il contraltare di quello tra Noah e Helen, ma è molto più intenso e drammatico. Perché Alison trova quel coraggio della sincerità che ancora manca a Noah e che le permette di confessare che dimenticare Cole e quanto lui sia cambiato per lei è l’unico modo per sopravvivere al ricordo del figlio morto. E perché l’animo di Cole è squarciato da una sorda rabbia e da una profonda disperazione che come due cavalli imbizzarriti tirano da parti opposte il suo cuore infranto. Se a lungo e meritatamente si sono lodati Dominic West e Ruth Wilson per le loro interpretazioni, è a Joshua Jackson che devono stavolta andare i complimenti per aver saputo rendere con tanta profondità le burrascose ondate di emozioni che sballottano le azioni di un Cole sull’orlo pericoloso di un abisso infinito.

TheAffair1x10noahaliL’incontro tra le due coppie diventa quel redde rationem che doveva chiudere questa stagione. E proprio per questo è raccontato in maniera tanto radicalmente diversa nelle due parti. Noah pone sé stesso al centro del ricordo e lascia che entrambe le donne restino testimoni quasi inoperose della sua furia contro Scotty come a rimarcare il suo ruolo di padre disposto a tutto per la figlia contro ogni pericolo e di uomo scisso tra due amori ugualmente forti tra cui non è possibile scegliere subito. Al contrario, Alison mette al centro Cole e la sua disperata follia che si rivolge prima contro Noah e la sua famiglia, poi contro la stessa Ali ed infine contro sé stesso. È Alison a sciogliere la tensione addossandosi la colpa del fallimento con Cole e il merito del successo con un Noah che ancora una volta sceglie lei invece di una famiglia a cui sembra tenere solo per convenzione e non per convinzione. A differenza delle altre volte, però, stavolta il finale dell’episodio sembra suggerire che non abbiamo due versioni diverse della stessa realtà, ma una sicura verità e una inspiegabile menzogna. Perché, infine, vediamo il presente di Alison e Noah e in questo oggi i due sono felicemente insieme a coccolarsi dopo che la loro figlia si è addormentata in una lussuosa casa che possono permettersi grazie al successo del suo romanzo. La quiete dopo la tempesta? No, piuttosto il momento di pace che precede la guerra. Perché il detective Jeffries ha finito di raccogliere le prove che cercava e più che mai in questo episodio ogni indicazione punta verso la colpevolezza di Noah.

Ma è davvero questa la banale soluzione dell’omicidio di Scotty? Cosa significa lo sguardo di intesa tra i due? Un segno che entrambi ancora nascondono qualcosa? E dove sono ora Cole e Helen (i cui flashback sono stati annunciati come possibili leit motiv della seconda stagione)? Domande che aspettano risposte. Verità che restano avvolte nelle nebbie del dubbio. Giusto finale per una serie che ha lasciato una sola certezza: si, ho fatto bene a seguire “The Affair”.

Comments
To Top