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The 100: Recensione dell’episodio 4.01- Echoes

The 100

The 100 inizia la sua nuova stagione con una minaccia ben più grande di quella della discordia tra i clan. Quando Clarke decide di condividere con il resto del suo clan e con il principe Roan la grande rivelazione fatta da A.L.I.E sull’imminente fine della razza umana, le frizioni e la guerra che sembra stia per scoppiare tra i Skaikru e i The Ice nation cessano di essere la preoccupazione più importante.
Guerra che viene sedata non certo dalla guerrafondaia Echo, ma dall’alleanza politica tra Roan e Clarke.

In 45 minuti la premiere tenta di affrontare e risolvere veramente tante questioni, il ritmo schizofrenico di The 100 ci piace ma quello che convince sempre è la cura con cui la serie è scritta.
A Jason Rothenberg piacciono le sfide narrative, non è tipo da sedersi e godere delle storyline facili. Ormai lo sappiamo e se si va oltre il fangirlismo, The 100 funziona per questo motivo. Ci sono in particolare tre momenti, a mio avviso, dove si può ben dire che questa serie ancora una volta conferma la buona scrittura e la buona ideazione generale, a dispetto dei pregiudizi ( a volte ben confermati) che si hanno sul network:

1. la citazione all’amore di Clarke per Lexa (una delle scene più commoventi dell’episodio)

Eh sì, perché Jason Rothenberg che è stato tanto maledetto e odiato per questa morte un po’ a casaccio, ci ricorda sempre che Lexa è morta, ma è viva in Clarke. Il messaggio è molto forte e potente: questa esperienza, questo amore ha segnato prepotentemente Clarke rendendola una persona diversa dalla sua “versione” precedente. L’aver inserito in questo frangente un Bellamy emotivamente sofferente a queste parole, rende tutto il momento veramente molto significativo. E’ un collante e allo stesso tempo un voltare pagina tra la storia sentimentale di Clarke vista prima di questo momento e quella che vedremo d’ora in poi.

2. la depressione di Jasper

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C’è una chiara volontà di perseguire con coerenza narrativa  la storyline di Jasper che certe volte (sempre per il pregiudizio di cui sopra, ahimè!) mi sconcerta (in senso positivo). Nel finale della scorsa stagione Jasper non si è suicidato per poco, Jason Rothenberg aveva confessato di aver desistito, perché ne erano già successe di ogni e questo è pur sempre una serie teen (??), certo è che non vuole lasciar correre. Jasper non è felice che il mondo si sia salvato, il suo tentativo di suicidio la dice lunga su questo.  E’ poi invece l’unico che sembra “felice”  della scadenza a cui vanno incontro il pianeta e le razza umana. Sarà interessante vedere come si evolverà questa storyline. Quale sarà la spinta che potrà destare Jasper dalla sua apatia e disperazione interiore?

3. leader donne

Octavia, Clarke e ed Abby salvano da una guerra certa e morte i Skaikru, salvando Roan e permettendo un’alleanza che inizialmente sembrava impossibile.  Da donna mi piace vedere una rappresentazione non stereotipata dell’universo femminile e della donna. Una donna rappresentata come persona e essere umano, non caratterizzata per il suo genere, e non mi riferisco solo all’espressione della forza fisica.  E’ la forza emotiva di questi personaggi femminili che mi piace. E’ Bellamy il braccio destro di Clarke e non viceversa. Non è scontato questo, anche se siamo nel 2017. The 100 supera a pieni voti il Il test di Bechdel, senza dubbio. E pochi film e serie TV ci riescono.

The 100
Al di là di storyline, intrighi, ship e colpi di scena, la vera sorpresa e forza di The 100 è proprio questa grande attenzione alla costruzione dei personaggi, una cura che crea una vera connessione con lo spettatore. Si riesce facilmente a immaginare coerentemente quali saranno le scelte dei vari personaggi, ma allo stesso tempo, sempre coerentemente, è molto probabile rimanere sorpresi dai twist che che li riguardano. Così la fuga di Murphy mentre copre le spalle a Bellamy non ci sorprende, anche se sappiamo che il Murphy di questa premiere non è quello egoista e odioso del pilot. Allo stesso modo anche la grande sofferenza di Octavia viene ben resa dalla sua estrema e chirurgica freddezza.

I 6 mesi di tempo che Clark&co. hanno per trovare una soluzione alla fine della razza umana deteranno il ritmo frenetico da qui in avanti. Si pone del resto anche una grande questione morale, che Clarke porta sulle spalle: tirare la leva è stata la scelta giusta?
Una premiere ben ritmata che tira bene le fila delle storyline e ci promette, ancora una volta, molto intrattenimento intelligente.

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