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The 100: Recensione dell’episodio 4.07 – Gimme shelter  

The 100 4x07
IMDb

 

Non di sola passione per le serie tv vivono i recensori. Pare che abbiano anche amici che qualche serie la seguono anche loro, ma con molta meno frenesia e attaccamento riuscendo alle volte persino a vedere aspetti che l’amore incondizionato per un genere televisivo nasconde agli occhi dell’innamorato. Come una banale verità che talvolta (forse, troppe volte) neghiamo: ogne bella scarpa addiventa scarpone (ogni bella scarpa diventa scarpone). Un vecchio detto napoletano che rende bene il concetto che un certo amico voleva ricordare a chi sta scrivendo. Anche le serie tv più belle possono avere il difetto capitale che, prima o poi, perdono le loro qualità migliori conservando i difetti e cancellando i pregi. Un monito con cui si commentava l’attesa per la quarta stagione di The 100 dopo che le prime tre avevano ricevuto il plauso unanime di entrambi.

The 100 4x07Scherzare col fuoco e bruciarsi … con l’acqua

Il cliffhanger con cui si era chiuso il season finale della terza stagione aveva piantato un maligno seme nella fiducia di molti, perché inventarsi un modo sensato di sopravvivere ad una catastrofe nucleare globale sembrava impresa alquanto difficoltosa. Il rischio era quello di aver volato troppo in alto come un Icaro attirato dal sole del successo per poi precipitare quando la troppa fama avesse sciolto le sicurezze degli autori trasformandole in dannosa presunzione.

Che i nostri eroi brancolino a caso alla ricerca di piani per salvare quel che resta del genere umano dall’estinzione di massa è ragionevole. Che gli autori non sappiano, però, neanche loro come fare è inaccettabile. È, infatti, proprio questa l’impressione che questi primi sette episodi hanno dato. Tutti i personaggi fanno a gara ad inventare piani di salvataggio che puntualmente falliscono date le premesse già malferme e la messa in opera palesemente errata. E così abbiamo visto svanire prima l’idea egoistica (contraria al modo in cui sono stati descritti finora Clarke e Kane) di chiudersi nell’Arca salvando solo gli skycru e neanche tutti; poi il tentativo di sfruttare il nightblood di Luna, inventandosi un viaggio di andata e ritorno nello spazio che era apparso figlio di una serie di antipatiche forzature (con Raven passata da meccanico ad essere onnisciente  e capace di fare tutto e un laboratorio perfettamente conservato con apparecchiature funzionanti dopo un secolo di abbandono e un razzo in cantina come fosse un’utilitaria low cost); ora, invece, il midollo osseo da trapiantare in tutti con una semplice iniezione endovenosa (con buona pace di tutti i medici che fanno trapianti di midollo osseo) senza che si capisca come sia possibile averne abbastanza per tutti (e neanche sacrificare Luna basterebbe).

E, intanto, nell’attesa della catastrofe finale, arriva quella parziale dell’acqua che corrode le carni e le tute, ma non un giubbotto messo in testa per ripararsi dalla pioggia. E che è così letale che basta farsi una rapida sciacquata e va via tutto senza problemi, basta che si fa in fretta. Tanto nell’Arca c’è acqua e posto per tutti, nonostante prima non bastasse per più di cento e ora sembra essere più grande dopo che Ilian ha fatto saltare tutto in aria senza evidentemente danneggiare niente. Insomma, una serie di scelte che hanno richiesto più volte di scendere a patti con una sospensione dell’incredulità che, se si concede volentieri ad una serie sci – fi che ne faccia uso per scrivere una storia logicamente coerente, diventa una pretesa ingiustificata quando ogni concessione viene sprecata portando solo ad una nuova azzardata richiesta.

The 100 4x07In scena tanto per

Anche perché non è ben chiaro dove queste continue forzature intendono portare i personaggi. Clarke sembrava indirizzata al suo solito ruolo di eroina solitaria che deve assumersi il peso di responsabilità immense anche a costo di andare oltre i propri sentimenti, ma adesso la si vede solo fare la spola tra Abby, Roan, Bellamy, Raven senza che questo suo peregrinare la porti a fare nessuna scelta se non decisioni estemporanee, cancellate subito da eventi successivi.

Bellamy ritorna al suo classico sentirsi colpevole oscillando tra il senso di colpa per non aver difeso una irritante Octavia e quello di non aver salvato vittime impossibili da salvare. Kane continua ad atteggiarsi ad alfiere della pace e del bene collettivo, ma la sua credibilità è minata da atteggiamenti egoistici come usare la radio in momenti di crisi per scambiarsi smancerie con Abby. Roan si segnala, invece, per lo spreco che rappresenta essendo stato presentato nella scorsa stagione come un possibile leader forte, capace di creare una nuova armonia tra genti belligeranti, mentre adesso è ridotto a fare da scaricatore di barili mentre intorno infuria una guerra di cui pare non interessarsi più di tanto.

Gli unici a restare coerenti sono Murphy ed Emori, con la seconda che in questo episodio appare però persino troppo scaltra dal momento che la sua menzogna nasce come difesa ad un pericolo preconcetto e non reale. Assenti, invece, Jasper, Jaha, Monty, Luna, Raven. Se per le due ragazze si può immaginare un periodo di riposo, i primi tre sono l’esempio da manuale di personaggi divenuti ormai sostanzialmente inutili al punto che gli stessi autori non sanno cosa fargli fare preferendo così inventarsi una scusa qualunque per non farli apparire. L’impressione generale è che tutti i protagonisti siano in scena giusto perché lo devono fare, ma che nessuno abbia idea di quale percorso debba compiere.

The 100 4x07Octavia e… Leo Ortolani

Un’ assenza di idee che è sicuramente perniciosa da cui gli autori provano a salvarsi tracciando un percorso per almeno uno di loro. Solo che lo fanno nel modo sbagliato, peccando prima per eccesso e poi per difetto. Dopo aver passato la prima metà della stagione a dipingere una Octavia invincibile in battaglia e indurita caratterialmente tanto da non perdonare ancora il fratello, sono bastati meno di due episodi a scioglierla completamente. Se poteva essere comprensibile che rinunciasse ad uccidere Ilian (anche perché non si era capito perché volesse essere lei a giustiziarlo pur non avendoci mai avuto a che fare), risulta invece alquanto eccessivo ora accettare che decida di lasciare tutto e tutti per andare a vivere con lui. Una ricerca di una nuova normalità che può anche essere sensata, ma che avviene con un compagno del tutto casuale che si è legato a lei per motivi incomprensibili. Imperdonabile poi la prevedibilità delle scene nella grotta il cui esito finale era talmente scontato che si sarebbero potute salvare solo se fosse intervenuta l’ironia dissacrante di Leo Ortolani a spiazzare lo spettatore con qualche conclusione alternativa inattesa.

The 100 prosegue la sua quarta stagione saltando da un errore all’altro, da una assurdità a quella successiva, da una cattiva scrittura ad una peggiore messa in scena. Perché Rothenberg ci fa questo? Perché deve costringermi a dare ragione a quel mio amico infedele?

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4.07 - Gimme shelter
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