fbpx
100 (The)

The 100: Recensione dell’episodio 3.05 – Hakeldama

The 100 3.05

The 100 3.05Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente. La legge del taglione, in pratica. Legge che, dopo essere stata promulgata per la prima volta nel Codice di Hammurabi (tra il 1792 e il 1750 a.C.), ricompare con queste parole nel Levitico, terzo libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana.
Fedele a quel triste verso “sei ancora quello della pietra e della fionda” scritto da Quasimodo nella sua Uomo del mio tempo scritta nel 1946, l’essere umano non è riuscito mai ad emendare la propria natura da quel desiderio di vendetta immediata e giustizia sommaria che è il fondamento ultimo della lex talionis. L’infinita serie di guerre che hanno costellato con pervicace tenacia la storia dell’umanità è una innegabile dimostrazione che l’aforisma del Mahatma Gandhi, occhio per occhio rende soltanto tutto il mondo cieco, è rimasta solo un’inascoltata citazione.

Nel mondo post apocalittico di The 100, come spesso in questo genere di ambientazione sci-fi, sono le parole “Jus drein jus daun” in Trigedasleng, idioma dei Grounders, a tradurre il verso biblico (“blood must have blood” nel più noto inglese).
L’ignobile attacco notturno del commando guidato da Pike, capace di sterminare il contingente di pace condotto da Indra e mandato da Lexa per difendere gli Skicru da un eventuale attacco di Azgeda (ma in 10 contro 300, pure con l’effetto sorpresa e le armi moderne contro spade e lance, non è troppo irrealistico che nessuno degli assalitori si faccia nulla più che una maglia sporca?), è molto più di una scaramuccia casuale figlia di un doloroso equivoco. È una vera dichiarazione di guerra sottolineata dalla crudeltà di non fare prigionieri e giustiziare i feriti. Una spietata carneficina promossa da Pike, ma messa in atto anche da Bellamy. E qui sorge un curioso cortocircuito.
Kane e Lincoln prima, Octavia e Clarke dopo, rendono possibile una sorta di miracolo mediatico: ognuno di loro fa a Bellamy le stesse domande che ogni singolo spettatore a casa ha fatto allo schermo! Che sta succedendo a Bellamy? Un precedente illustre che immediato torna alla mente è il Finn della passata stagione. Ma, mentre la discesa negli inferi dell’ex primo amore di Clarke era motivata dall’ossessiva ricerca della sua amata, l’evoluzione nazifascista, perché solo così si può definire incarcerare malati innocenti, sterminare feriti, accusare la propria stessa sorella di connivenza col supposto nemico, sembra troppo repentina e poco in linea con lo sviluppo del personaggio nelle due passate stagioni. The 100 3.05Come Clarke dice durante il loro incontro (che finisce all’opposto di come ogni fan dei Bellarke avrebbe voluto, vedendoli avvicinarsi a distanza di bacio), Bellamy è sempre stato l’ancora di salvataggio dei sopravvissuti dell’Arca, riuscendo a superare le sue stesse insicurezze per non deludere chi guardava a lui per un aiuto irrimandabile. Basta il rimorso, fin qui taciuto, per i sommersi che non è riuscito a salvare a motivare una tanto pedissequa sottomissione agli ordini insensati – perché troppo evidente è la disparità numerica delle forze in campo per credere davvero di poter vincere nel lungo termine – dell’ultimo arrivato, un Pike che si erge a più cattivo dei villain apparsi finora? Basta sentirsi abbandonato per l’ennesima volta a giustificare la furia rinnegatrice che lo porta a ignorare le parole delle persone di cui ha sempre avuto fiducia? Basta una gelosia nascosta per Lexa a mettere Bellamy su un incomprensibile precipitarsi verso una lucida follia? Un’evoluzione forse troppo rapida per essere pienamente credibile.

Difficile a prima vista da comprendere è anche la scelta finale di Lexa di diventare una discepola inconsapevole del padre della nazione indiana. Tradendo il suo primo proposito e quella stessa filosofia che la aveva portata a scagliare la lancia che ha ucciso Nia, la Heda decide di sospendere la prevedibile vendetta. Decisione che, se da un lato ha il pregio di far prendere alla serie una direzione inaspettata confermando la capacità degli autori di non scadere nel semplicismo, dall’altro è dopotutto coerente con il personaggio che sembra ergersi sempre più a protagonista di questa stagione. Ad una lettura superficiale si potrebbe pensare che la comandante della coalizione dei Grounders semplicemente ceda alle parole della Wanheda solo per l’amore che prova nei suoi confronti. Ma Lexa sa sottomettere il proprio egoistico io alle necessità superiori della sua gente, come ha dimostrato a Mount Weather, e soprattutto sa che la superiorità tecnologica degli Skicru richiede mosse meno avventate di una carica all’arma bianca. Sempre più Lexa si dimostra coerente con la sua missione dichiarata: garantire il benessere della sua gente con la forza delle sue decisioni. Cambiando anche tradizioni consolidate, se questa è la sola strada possibile. Non che questo significhi che ad una guerra esplicita non si arrivi, ma ciò avverrà solo come ultima ratio, se ogni alternativa meno sanguinosa dovesse fallire.

The 100 3.05Fallimento che sembra, invece, non essere contemplato dal redivivo Jaha, la cui fede in Alie e nella City of Light gli permette di non provare alcun imbarazzo di fronte agli sguardi a dir poco perplessi di Abby, Kane e Pike (e anche qui i personaggi sullo schermo replicano le reazioni degli spettatori a casa). Spiace che la prima vittima di questa sua vocazione missionaria sia una Raven sempre più in crisi di identità, perché la promessa di felicità eterna di Alie ha il mefitico odore di un inganno venduto in pillole blu col logo dell’infinito, proprio come fossero pasticche di ecstasy. A sorpresa, le pastiglie incriminate sono note anche ai Grounders che catturano un Murphy che ha trovato in Emori la compagna ideale per giocare a Bonnie e Clyde. Che questa rivelazione precluda ad un possibile ricongiungimento delle due storyline separate? Possibile e persino auspicabile.

Hakeldama è una parola aramaica che significa campo di sangue e indica il luogo dove Giuda Iscariota si sarebbe impiccato dopo aver tradito Gesù. Un riferimento biblico che dovrebbe ammonire Bellamy. Ma anche un punto di partenza per dire che alle volte si può provare a non diventare tutti ciechi.

Per informazioni, news, foto e ogni aggiornamento su The 100 vi consigliamo di seguire la pagina The 100 Italia e ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

3.05 – Hakeldama
  • Pace in terra dalle donne di buona volontà
Sending
User Review
3.67 (3 votes)
Comments
To Top