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The 100: Recensione dell’episodio 3.01 – Wanheda, Part 1

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The 100 ritorna alla grande, con tanti cambiamenti ma poche spiegazioni. Gli sviluppi della terza stagione, non di meno, si prospettano interessanti.

Prima che la CW decidesse di dare una possibilità a praticamente tutti i suoi show, The 100 era una delle serie con maggiori probabilità di non vedere l’alba della terza stagione. Avrebbe meritato il rinnovo molto più di altri titoli, che non stiamo qui ad elencare, ma i numeri non brillavano ed il conseguente investimento non pareva dare i propri frutti. La maggiore problematica di The 100 era una sorta di apparente ‘monotonia’, dettata ora dall’arrivo dei ragazzi sulla Terra, poi dalla guerra, poi ancora dall’arrivo degli adulti sulla Terra, e ancora altra guerra.

the 100_season3_stills_review_301_6La terza stagione non abbandona la tematica guerresca, anche perché farlo sarebbe tanto rischioso quanto fare il contrario, ma spinge la narrazione in avanti di tre mesi rispetto al momento in cui Bellamy e Clarke erano tornati al Camp Jaha, Jaha e Murphy avevano raggiunto A.L.I.E. e la gente del cielo aveva sterminato gli abitanti di Mount Weather (non necessariamente in quest’ordine). Tre mesi sono tanti e pochi per la rivoluzione davanti a cui i produttori ci mettono di fronte. Ritroviamo infatti un campo – Arkadia, really?! – rivoluzionato, non più allo sbando totale, con un ordine gerarchico e un chiaro obbiettivo: ritrovare i sopravvissuti delle restanti stazioni dell’Arca. Non sorprende vedere tra i leader Abby, Kane ma anche Bellamy e Octavia, entrambi degni di essere chiamati tali dopo i sacrifici fatti per ottenere la pace. Mentre non ci sconvolge particolarmente l’alcolismo di Jasper – insomma, è un miracolo che tutti non siano attaccati alla bottiglia, là in mezzo! – ci sorprende vedere Bellamy fidanzato (il mio cuoricino Bellarke si è spezzato!) e Lincoln nei panni di un grounder ‘addomesticato’.

the 100_season3_stills_review_301_4Lincoln ha fatto molto per Octavia, tra le altre cose ha anche tradito la sua gente. Questo ha delle ripercussioni non indifferenti, che lo costringono all’interno dell’Arkadia mentre gli altri perlustrano i quadranti. Quando mi riferivo ai cambiamenti parlavo proprio di quest’ultimi: una divisione in aree della zona circostante il campo che Bellamy e gli altri hanno o stanno ancora esplorando. Mi risulta un po’ difficile credere che si sia riusciti ad arrivare ad una simile divisione geografica nel giro di tre mesi ma, dato che non siamo noi a tenere le redini della baracca (o baracche, date le circostanze) sorvoliamo pure. Ho trovato buffa ma appropriata la scelta di sovrapporre la macchina di Bellamy e il cavallo di Octavia, specificando come nelle loro somiglianze restino ancora differenze.

the 100_season3_stills_review_301_2La pace (relativa) con i grounders si dimostra vana quando Jasper tenta di farsi ammazzare da uomini alla ricerca della Wanheda, Dea della Morte, che altri che non è che la nostra perduta Clarke. Piccolo il mondo, eh? Per fortuna Clarke è un genio dl camuffamento (occhiolino) e quindi decide di fare la cosa più astuta al mondo e di tingersi i capelli di rosso (occhiolino). Il rosso pare andare di moda tra le grounders perché nel giro di quaranta minuti Clarke trova una sconosciuta disposta ad accasarsi con lei! Peccato che l’idillio romantico duri poco – meno di 24 ore in verità – e che un grounder la catturi dopo averla riconosciuta. So che questi pazzi si aspettano di ottenere la forza di Clarke, uccidendola, ma siamo davvero così sicuri che la storia regga? Di punto in bianco si decide di dare la caccia a Clarke e perché? Perché qualche fanatico vuole controllare la morte? Forse ho una mente troppo poco grounder per capire certe cose ma, proprio come la storia dei tre mesi rivoluzionari, anche qui qualcosa non quadra.

the 100_season3_stills_review_301_3Come non quadra il modo quasi banale in cui Murphy se la svigna da Jaha. Dopo 86 giorni chiuso in un bunker, mentre A.L.I.E. faceva il lavaggio del cervello a Jaha, Murphy viene lasciato andare come se non rappresentasse un pericolo né per l’ex cancelliere né per l’intelligenza artificiale responsabile della fine (presunta) della vita sulla terra. D’accordo la fede cieca che Jaha ha in quel ragazzo, ma parliamo di Murphy! Noi lo amiamo e tutto il resto ma non è che sia esattamente famoso per tratti del carattere quali ‘stabilità’ o ‘affidabilità’. Lasciarlo andare equivale a un terribile errore di giudizio, anche se alla fine anche l’ex cancelliere si imbarca. Speriamo che non faccia la fine del Titanic, a questo punto!

Qualcuno che di stabilità avrebbe bisogno è di certo Raven. Scopriamo che la sua gamba non solo non sta migliorando ma, addirittura, peggiorando sempre di più. Il suo scontro verbale con Abby fa male al cuore ma è anche la prova, l’ennesima, di quanto Abby tenga a Raven e quanto desideri che stia bene. Naturalmente è di Raven che si parla, quindi di una ragazza non solo incredibilmente orgogliosa ma anche di una combattente, una sopravvissuta, una che non si lascia abbattere da nulla e non vuole ammettere che ha bisogno di qualcuno, anche quando è così terribilmente vero.

the 100_season3_stills_review_301_5Un ritorno in linea con i canoni della serie, a parer mio, che manca ancora di una chiara direzione ma che regala, non di meno, momenti intensi e spunti interessanti. Bellissima la scena che vede scorrere i tre mesi tramite la reclusione di Murphy e altrettanto potente è la scena, che ho già nominato, di Octavia a cavallo che galoppa accanto alla jeep di Raven (come faceva a guidare lei, scusate?). I grounder ci sono, una caccia all’uomo (o alla donna) anche e qualcosa mi dice che non mancheranno sorprese neppure in questa stagione, che da una prima occhiata promette di essere molto diversa e più innovativa rispetto al taglio delle stagioni precedenti.

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Considerazioni sparse:

Voglio il parrucchiere di Raven, ha i capelli che sono una meraviglia

Clarke sporca e con i capelli rossi è più inquietante di Clarke assassina con i capelli biondi

Murphy che vive da solo per 86 giorni. Parliamone.

…ma quindi davvero niente Bellarke, nemmeno questa stagione? Maledizione

Jason!

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