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Telefilm Festival 2011: il resoconto di una fan

Il lunedi è il giorno più brutto della settimana per molte persone, il tornare al lavoro o allo studio dopo il week-end è sempre tragico, ma chi, come me, è stato al TFF sa benissimo che il Lunedi è ancora più tragico del solito. Infatti tutto diventa più difficile il solo tornare alla normale routine è fatica allo stato puro e si soffre di una nuova sindrome ADTFF (astinenza da Telefilm Festival).
Per chi non fosse mai venuto a questo festival provo a spiegare il perché sia così difficile il ritorno alla realtà: provate a immaginare 3 giorni di totale full immersion con visioni dei vostri serial preferiti sul grande schermo, incontri con attori, dibattiti, poter parlare si serial a 360 gradi senza dover spiegare alle persone quello di cui si sta parlando, ma soprattutto la possibilità di passare questi tre giorni con persone come te.
Si ritrovano vecchi amici che non si vedevano dall’edizione precedente, gli amici con cui tutti i giorni parli di serial, e conosci nuove persone, che hanno le tue stesse passioni e con cui si instaura subito un’alchimia e sembra che ci si conosca da sempre. Ecco questo in sintesi è il TFF, ma c’è un ma per quest’anno, un ma bello grosso: il cambio della durate e le modalità del TFF, infatti per la nona edizione si è deciso di farlo durare una settimana e dal lunedi al venerdi  incontri e proiezioni solo alla sera, mentre sabato e domenica tutto il giorno in solo due sale invece che in tutte. Onestamente, anche dopo aver parlato con Leopoldo Damerini che ci ha spiegato il motivo di questa scelta, che comprendo ma non apprezzo fino alla fine, sono rimasta un po’ contrariata, anche per il programma in sé!
Lasciamo le note dolenti e andiamo a vedere che è successo nel week end del TFF, infatti durante la settimana mi è stato impossibile riuscire a partecipare ai vari eventi.

SABATO: è stata la giornata degli incontri infatti al mattino abbiamo avuto la possibilità di conoscere Andrés Gil e Natalie Peréz di Incorreggibili, target per i molto giovani!
Dove hanno raccontato la loro esperienza sul set, e si è scoperto che Andrés sta studiando l’italiano ed è appassionato di calcio. Natalie mi ha fatto tenerezza quando si è commossa, dopo una domanda sul come viveva il fatto di essere famosa, dicendo che ha iniziato fin da piccola a recitare e a studiare per arrivare a questo punto, e non le sembra ancora vero.

L’incontro che più di tutti si attendeva era “Il porno salotto” per la presentazione del pilot di Xanadu, che racconta di una famiglia francese sullo sfondo dell’attività di famiglia: la produzione di film porno. Il serial,  che è andato in onda sul canale Artè, descrive in maniera particolare questa famiglia con i suoi problemi, facendoci ricordare  la nouvelle vague e soffermandosi molto sul mal de vivre dei personaggi, sicuramente un serial da seguire. L’incontro è stato moderato da un’ effervescente e bravissima Angela Rafanelli, ed il parterre era completato da Franco Trentalance, Bruno Vecchi, e Fiamma Monti. Il dibattito è stato molto interessante grazie agli interventi di Trentalance e di Vecchi, mentre non si può dire lo stesso per i momenti in cui parlava la Monti, si vedeva che non era molto interessata allo scambio di idee ed era, come dire, fossilizzata solo sulle, che ha ripetuto più volte ( il fatto che avesse scelto il mestiere di porno diva per poter trasmettere emozioni).

Ho potuto vedere in anteprima il serial XIII, una produzione franco-canadese, tratta dall’omonimo fumetto franco-belga del 1984, che vede tra gli interpreti Stuart Townsed, Aisha Tyler, Virginie Ledoyen, e Caterina Murino. La storia si basa sul tentativo del protagonista di scoprire il suo passato, tra spie, lotte e doppiogiochisti.

DOMENICA: si è potuto assistere all’incontro di Io e Margherita, con tutto il cast da Beruschi per passare alla Rossetti,  una sitcom prodotta da Studio 1 che ricorda moltissimo le sitcom anni 80.
E allo spettacolo offerto dalle All Star Cheerleaders di Milano prima della proiezione di Hellcats.
Ecco rivedere la puntata doppiata e sul grande schermo non fa cambiare di una virgola, quanto da me già scritto su questa serie.

Alla fine quello che rimane di questo festival sono le sensazioni: il ritrovare vecchi amici, lo stare a parlare di quello che ci piace di più – i serial- e non solo, commentare tutti e tutto, ridere e scherzare con i volontari (senza di loro il TFF non sarebbe possibile come più volte detto da Visca nella conferenza stampa di chiusura). Resta solo dare un voto questo TFF, non è così facile come sembra, infatti io amo questo festival, durante le tre giornate i pareri non erano per nulla positivi, ma ora ripensandoci ed essendo sotto effetto della sindorme da ADTFF gli do un 5/6, a malincuore, ma la formula nuova non mi ha convinto si perde lo spirito stesso del TFF, e la programmazione in solo 2 sale non mi è piaciuta. L’anno prossima nuovo TFF è sarà il decimo, nell’intenzioni sembra ottimo, speriamo sul serio!

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