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Cinema

Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra: recensione del film con Megan Fox e Stephen Amell.

Titolo: Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra
Genere: Azione, avventura, commedia
Anno: 2016
Durata: 1 h 52 min
Regia: Dave Green
Sceneggiatura: Josh Appelbaum, André Nemec
Cast principale: Megan Fox, Stephen Amell, Will Arnett, Laura Linney, Pete Ploszek, Jeremy Howard, Noel Fisher, Alan Ritchson, Tyler Perry, Brian Tee e Brittany Ishibashi.

TMNT2 - Shredder - Brian TeeNel vasto mondo dell’arte pittorica, davanti all’incertezza della paternità di un’opera si va sempre a cercare il tratto distintivo dei vari artisti, al fine di aumentare le probabilità di azzeccare l’attribuzione. Così avremo il quadro dalla pennellata breve e veloce, la tela caratterizzata da un uso sapiente dei colori, dove quelli caldi attirano lo sguardo e quelli freddi servono a distanziarlo, o ancora il ritratto caratterizzato dalla pennellata calma e lunga accompagnata da un paesaggio dal rigore geometrico.
Lo stesso discorso vale per il mercato cinematografico: ogni produttore ha il suo marchio di fabbrica che gli piace disseminare nei lungometraggi, cosicché un domani non debbano esistere intere equipe di studiosi formatesi per individuare la mente dietro l’opera. Per chi si stesse chiedendo quale fosse la famigerata firma di Michael Bay, gli basti sapere che tutti i suoi film fanno fede alla regola delle tre B: ovvero boobs, booms e biceps. Perché come è vero che agli sceneggiatori di Game of Thrones piace ammazzare la gente, al caro Michael piacciono le esplosioni accompagnate da ragazze formose e muscoli.

Dopo il successo al botteghino del primo film con Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra, il produttore di Transformers riporta lo spettatore per le fogne di New York a vedere come se la passano le testuggini più famose del mondo a un anno di distanza dagli eventi del primo film. Fin dai primi istanti è chiaro come non molto sia cambiato, i quattro rettili infatti pur avendo salvato la città dalla minaccia di Shredder l’anno prima, a causa del loro aspetto devono lasciare che sia il cameraman di April (Megan Fox) Vernon (Will Arnett) a prendersi il merito di tale atto e continuare a vivere segregati dalla società, mentre la ragazza continua a svolgere la sua carriera di reporter. Contemporaneamente una minaccia ancora più grande sta per abbattersi sulla Terra: la popolazione degli Utrom nella persona del generale Krang ha infatti reclutato Shredder per farsi aprire un portale che permetta l’invasione e quindi la terraformazione del pianeta per renderlo vivibile agli alieni.

Va detto fin da subito che la pellicola porta con sé i difetti e i pregi che già erano emersi nel primo film. Innanzitutto il personaggio di Shredder (Brian Tee) continua a non risultare convincente, né tantomeno malvagio a tal punto da indurre paura nello spettatore. Se almeno nel primo film era lui a dirigere la baracca del villain, nel sequel viene ridotto a subalterno del Generale Krang. Pare molto forzato che un personaggio spacciato nella serie come il cattivo con la “C” maiuscola, dopo aver incontrato il capo degli invasori alieni accetti senza nessuna motivazione o forma di resistenza di diventare complice della conquista e distruzione della Terra, quando fino all’anno prima voleva diventarne il padrone.

Rimane invece valida e ben gestita la dinamica di gruppo dei quattro fratelli, che pur ancora intrappolati nella prigione del singolo tratto della personalità (abbiamo il leader, il rabbioso, il genio e il matto) continuano comunque a regalare gag esilaranti e scene di azione adrenaliniche senza stancare lo spettatore. Malgrado ciò, approfondire il loro rapporto e sviluppare le loro personalità maggiormente sarebbe stato un grande salto di qualità per il film che purtroppo è mancato.

TMNT 2 - Casey Jones - Stephen AmellTuttavia, se da un lato la pellicola ripresenta molti elementi del prequel, dall’altro introduce allo spettatore nuovi personaggi, dai tamarrissimi Rocksteady e Bebop passando per la patetica Comandante Vincent e terminare infine con il buon Casey Jones (intepretato da Stephen Amell, che seppur non faccia della recitazione il suo cavallo di battaglia è comunque un volto amico gradito ai fan di Arrow).

Altra nota stonata del film è infatti la scelta di trasformare il vigilante liceale con mazza da Hockey in un poliziotto amante dello sport medesimo. È troppo comodo far indossare a un ribelle casinista come Casey giacca e distintivo, solo per giustificare il suo coinvolgimento nell’intreccio senza poi mantenere un minimo di coerenza nel personaggio. Com’è possibile che all’inizio dica di voler diventare un detective quando nella scena successiva sta lanciando bicchieri contro un barista per farlo confessare? Non ci si aspetta la fedeltà maniacale ai fumetti, però se si decide di allontanarsi dall’universo originario che lo si faccia con un minimo di ordine: o il vigilante con problemi di autocontrollo o l’agente con un minimo di senno, che i mix all’ordine del bipolarismo generano solo confusione e snaturano il personaggio.

Insomma, se non si fosse capito la sceneggiatura non è proprio delle migliori, molte azioni avvengono solo per servire la trama senza una vera motivazione e questo non è indice di qualità: come fa a sapere Stockman all’inizio del film che a guidare il furgone sono quattro tartarughe? Perché lo scienziato decide di liberare Shredder? Per quale motivo gli Utrom decidono di invadere la terra? E soprattutto, perché di Utrom ce n’è uno solo? Gli altri li ha messi sulla pizza Michelangelo?

Al di là dei dettagli che il film perde per strada, il comparto di azione è comunque valido. Bisogna riconoscere che le scene di combattimento sono sempre molto ordinate e armoniose facendo sì che lo spettatore le possa seguire – aiutato da una valida fotografia – in tutta serenità e nel complesso la pellicola fa il suo dovere di intrattenimento e divertimento senza però elevarsi dalla media.

Tuttavia, come accadde per il primo film, alla fine agli appassionati della sTMNT2 - Rocksteady e Beboperie viene comunque da dire “peccato”. Le Tartarughe Ninja non sono solo quattro teenager che passano le giornate a fare goliardie né tantomeno Shredder è cattivo perché lo disegnano così, ugualmente Casey è problematico perché ha una storia forte alle sue spalle. Si capisce quindi come il più grande problema di questi film si adattamento sia quello di fermarsi molto spesso alla superficie delle cose, senza volersi mai prendere il tempo di scavare nello spessore dei personaggi per renderli più umani e immersi in un contesto più valido e solido. In questo modo universi dalla forte mitologia e personalità vengono ridotti a un mediocre prodotto di intrattenimento, quando se venissero trattati con più rispetto non avrebbero nulla da invidiare ai cinecomics di casa Marvel in termini di complessità e originalità.

Sfogo da fumettaro a parte, il film Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra si riconferma un prodotto che fa del comparto di azione e comicità il suo forte senza riuscire a scrollarsi di dosso i difetti del primo film, come un villain che non appare malvagio e una debole sceneggiatura. Se il vostro obiettivo è una serata estiva con il cervello in risparmio energetico questo è il film che fa per voi.

Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
2.7

Riassunto

Un prodotto che fa del comparto di azione e comicità il suo forte senza riuscire a scrollarsi di dosso i difetti del primo film

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