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Taormina Film Fest: Tao Class con Susan Sarandon

susan sarandon

Al Taormina Film Festival, la Tao Class con Susan Sarandon ci regala un’introspezione nella stella del cinema e grande attrice.

richard gereSi entra nel vivo del Taormina Film Fest, dopo una prima giornata che ha visto i riflettori puntati sul fascino senza tempo di Richard Gere, nella qualità di presidente onorario delle kermesse, che ha presenziato alla conferenza stampa promossa dal Ministero delle Politiche Sociali, durante la quale è stata lanciata la campagna #HomelessZero. Dopo la proiezione del film ‘Gli Invisibili’, dove Gere impersona un senza tetto, la star hollywoodiana ha incontrato alcuni homeless siciliani per ascoltare le loro storie.

Il secondo giorno del festival è stato sicuramente improntato non solo all’internazionalità ma anche alla valorizzazione della figura femminile, rappresentata da donne forti e determinate. Dopo l’approfondimento su cinema e alimentazione, presieduto da Monica Guerritore, presidente della giuria, arriviamo alla Tao Class con Susan Sarandon.

Il premio Oscar arriva puntuale e pronta discutere di tanti temi scottanti: dall’importanza di sostenere i
film con delle storie vere rispetto ai soliti film d’azione, sino alla politica che l’ha vista schierata in prima fila per il democratico Sanders, senza dimenticare il suo costante impegno sociale, che le è valso l’Humanitarian Taormina Award per l’impegno a favore della popolazione di Haiti. Il riconoscimento le è stato consegnato da APJ Artist for Peace and Justice, organizzazione no-profit fondata da Paul Haggis nel 2009 per promuovere pace e giustizia sociale nel mondo attraverso l’emancipazione di comunità povere.

sarandonSusan Sarandon, attrice quasi settantenne è al festival per presentare nella categoria fuori concorso il suo film ‘The Meddler’ per la regia di Lorene Scafaria. Susan Sarandon è Marnie, vedova di New York che decide di seguire la figlia Lori (Rose Byrne) a Los Angeles per dare una svolta alla sua vita. L’incontro con Zipper (il premio Oscar J.K. Simmons) e con persone bisognose del suo aiuto, le daranno una mano ad affrontare il lutto.

La Tao Class quindi è incentrata su quest’ultimo progetto. La star americana racconta di avere visto un video girato dalla madre della regista del film (su cui è appunto basato) prima di accettare la parte. ‘Tutti nella vita abbiamo dovuto subire dei cambiamenti e di solito sono le donne che devono adattarsi ai cambiamenti più gravi’ spiega la Sarandon.

L’attrice scherza poi sul fatto che per una della sua età è stata una fortuna avere interpretato la protagonista che non muore.

Ci spiega il personaggio di Marnie come una persona generosa, che è spinta ad aiutare le persone oltre ad essere una super mamma che non conosce i limiti ed a volte li oltrepassa, ma questo la rende divertente. Come divertente è notare – per chi vede il film in lingua originale – le difficoltà linguistiche che incontra la protagonista, che ha un accento newyorkese, quando si trasferisce in California; questo creerà delle gag simpatiche e volutamente studiate.

susan sarandon simmonsDalla visione del film una domanda sorge spontanea: quanto è coinvolta nella vita dei suoi figli e cosa pensa del diverso rapporto figli/madre che c’è negli Stati Uniti ed in Italia. La Sarandon sorride ammettendo di essere presente nella vita dei figli, anche se, essendo piuttosto impegnata, non li vede quanto una madre ordinaria; comunque il loro rapporto oggi può definirsi di reciprocità. Sul versante, invece, della sindrome da “mammoni” che pare colpire i giovani italiani, la  indimenticabile Louise ammette che negli USA i figli vanno via presto ma poi ritornano, con figli al seguito, a causa della attuale difficile situazione economica.

Tornando al film, Susan Sarandon confessa che un elemento in comune con il suo personaggio è quello di avere avuto anche lei una relazione sentimentale lunga; solo parole di elogio per gli altri attori che la affiancano nella pellicola, Rose Byrne e J.K. Simmons, sul personaggio maschile dice: ‘E’ buono perché mi ascolta. E’ quello che anche io cerco in un uomo’.

E’ un film vecchio stile, insomma, che avrebbe meritato maggiore attenzione dagli studios in termini di pubblicità.

the-meddler-01A chi le chiede se esista ad Hollywood un cinema maschile ed uno femminile, la Sarandon è categorica nell’escludere tale bipartizione. Un film ha sempre al centro una storia d’amore, non importa tra chi, l’importante è che alla base ci sia una bella storia per fare un bel film, ed il fatto che ‘The Meddler’ sia scritto, diretto ed interpretato da donne non preclude che abbia una sensibilità diversa. Anche gli uomini sanno scrivere delle belle storie che valorizzano degnamente la figura femminile, basta volerlo.

Susan sa essere anche una donna onesta e sincera quando riconosce che metà dei suoi premi andrebbero assegnati anche a chi la doppia, perché la doppiatrice italiana fa un bel lavoro dando voce ai suoi gesti ed espressioni.

La Sarandon non si sottrae dal trattare anche temi attuali e particolarmente spinosi, quando parla del ruolo svolto in prima persona per le presidenziali USA a favore del candidato democratico Bernie Sanders, per lei Hillary Clinton non è ancora la candidata ufficiale e si augura che ciò non avvenga perché – a parer suo – la signora Clinton ha poco di democratico nel suo dna, ricevendo finanziamenti dalle lobbies delle armi e persino dai repubblicani.

La Sarandon non le manda certo a dire neppure alle major cinematografiche impegnate a finanziare film violenti, che mandano il messaggio che tutto si risolve con l’uso delle armi, quando invece dovrebbe sensibilizzare il pubblico a provare empatia con le storie delle persone: solo in questo modo nessuno vorrebbe più bombardare altre città e popolazioni.

sarandon-01C’è spazio in chiusura pure per una domanda sul nuovo progetto di Ryan Murphy che la vede coinvolta, la miniserie tv ‘Feud’: nuova serie antologica che racconterà la faida tra Joan Crawford (Jessica Lange) e Bette Davis (Susan Sarandon). Inizialmente la Sarandon non era convinta di accettare la parte perché non pensava valesse la pena farne un film tv, ma successivamente, quando ha saputo che sarebbe diventata una serie di otto episodi, ha pensato che sarebbe stata una esperienza interessante, soprattutto perché la prospettiva di Ryan non è quella di raccontare la rivalità e le liti delle due storiche attrici in maniera sterile, ma è quella di raccontare la Hollywood degli anni ’60 e capire se le cose oggi sono cambiate. Inoltre lavorare con Jessica sarà una bella avventura!

Insomma temi caldi e molto coinvolgenti nella prima Tao Class del Taormina Film Fest 2016, con una eccellenza di Hollywood che a fine incontro si è pure dimostrata disponibile a fare qualche foto e a rilasciare autografi.

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