fbpx
Recensioni

Supernatural: recensione dell’episodio 8.16 – remember the titans

Episodio deboluccio quello che mi accingo a recensire. Un peccato, perché comunque alla sua ottava stagione Supernatural sta comunque tenendo a un buon livello tensione e storie. Il problema restano quelle “di passaggio”, come è del resto questa Remember The Titans.

supernatural-816-08L’idea alla base del “caso della settimana” è in realtà carina, come sempre sono carine quelle in cui si va a pescare in una qualche mitologia. Oggi si parla di Titani e nello specifico di Prometeo, che rubò il fuoco agli Dei e lo donò all’umanità, attirandosi le ire di Zeus che lo condannò a morire ogni giorno beccato da un aquila, per l’eternità.

supernatural-816-02E così i nostri fratelli Winchester si imbattono in quello che all’apparenza è uno zombie ma che si rivela proprio Prometeo. Il quale non ha più memoria del passato, data la sofferenza subita. Ma il bel ragazzo ha avuto un figlio, che guarda caso subisce la stessa maledizione di Zeus. Ecco così che i due evocano il capoccia del Partenone, che ovviamente riesce ad avere la meglio. Ma grazie ad Artemide, figlia di Zeus, Dea della caccia, innamorata di Prometeo, Zeus viene sconfitto. Meh.

supernatural-816-07Dico “meh” perché Zeus poteva essere una presenza immensa. Potevano esserci momenti mitici (perdonate la battuta involontaria) e invece tutto si risolve in fretta e furia. Peccato, perché se l’ho accettato per Mercurio, Ganseh e Odino (nella quinta stagione), per Zeus mi aspettavo qualcosa di meglio. Peccato. Anche perché la storia in effetti, per quanto curiosa, non è particolarmente emozionante, lasciando lo spettatore piuttosto neutrale nei confronti dell’intera trama.

supernatural-816-05Ovviamente Prometeo si deve sacrificare per far sì che Zeus sia sconfitto. Questo estremo gesto fa pensare a Sam che forse il suo ottimismo verso la possibilità di sopravvivere al superamento delle tre prove per chiudere per sempre l’inferno, è un po’ ingenuo. Il suo tossire sangue continua, ed è questo che ci preoccupa. E nel finale Dean invoca Cass. Inutilmente. As always.

Un episodio davvero leggero e sotto tono, che scivola comunque via senza fastidio, grazie alle qualità intrinseche della serie (il look and feel, la musica rock, Jensen Ackles e Jared Padalecki che sono una coppia collaudata, ecc..). Ma la sceneggiatura in questo caso è carente. Fortunatamente siamo al sedicesimo episodio e ci sono ancora due “grandi prove” da superare, più la chiusura stessa dell’Inferno. Per cui ben sperare sembra legittimo.

Comments
To Top