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Recensioni

Supernatural – 8.07 A Little Slice of Kevin

Angeli, demoni e i due Winchester. Il paradigma che ha reso grande questa serie torna in tutta la sua magnificenza: Mitologia cristiano-cattolica mischiata a tanto gore. La grande allegoria del chiaro scuro virata nell’ombra. In generale si tratta di un episodio che sembra iniziare con un “caso della settimana” ma che si scopre subito in trama orizzontale. Un episodio che spiega un po’ del passato per ristabilire un nuovo punto di partenza per l’azione che verrà. Un episodio pieno e ritmato.

Ma andiamo per gradi. Gli autori riprendono quell’intreccio epico stabilito a inizio stagione. Kevin e la insopportabile ma indomita madre vengono pescati da Crowley. Vuole proprio che gli legga il contenuto della tavoletta con la Parola di Dio. quindi, i demoni, il profeta del Signore e la parola di Dio.

Dall’altra parte della barricata torna l’angelo più inossidabile e miracolato della storia degli angeli, a quanto pare. Castiel è uscito dal purgatorio, senza ricordare come.

Questo rappresenta comprensibilmente un motivo di scompiglio per Dean, che non riusciva a darsi pace per aver abbandonato Cass nel purgatorio. Anche se poi l’angelo gli farà ricordare di essere stato lui stesso a voler restare in purgatorio, per espiare i propri peccati.

Qui si può notare una contrapposizione netta nella definizione dei due fratelli. Da un lato Dean è completamente legato al bisogno di essere responsabile per le persone a lui vicino: Sam, Cass, Benny. Dean pensa a loro, mette la loro salvaguardia al primo posto rispetto a qualsiasi altra cosa. Nella corsa dei ricordi, la sua uscita dal purgatorio è lastricata dalle relazioni di fiducia, lotta, sopravvivenza.

Sam invece corre nei propri ricordi per fuggire e riflettere negativamente dalla vita da hunter. Sam aveva chiuso con quella vita, aveva cercato un’esistenza normale, tornando alle origini della serie. Sam aveva anche accettato la morte di Dean, evitando addirittura di provare a riportarlo indietro. Una bella evoluzione da quando i due facevano patti demoniaci per riportarsi in vita a vicenda.

Contrapposizioni, come Cass che mostra le ali e Crowley che se la fa sotto. Angeli e demoni che in questa serie sono sempre stati sinistramente simili nella violenza e il militarismo innato. Come dire che non esiste un bene supremo e solo i migliori e nobili sentimenti umani posso portare alla salvezza. Se non fosse una serie sanguinolenta sembrerebbe il presupposto per una commedia sentimentale americana.

E invece no. Qui c’è chi vuole chiudere per sempre i cancelli dell’inferno, qui si scopre che Dio ha lasciato molte tavole con la sua Parola e il Re dell’Inferno vuole dominare tutti i piani. Qui si muore, si esplode in una nuvola di sangue a uno schiocco di dita. Qui ci sono creature angeliche doppiogiochiste che sembrano tanto agenti della CIA.

No, non è una commedia sentimentale. È una fottuta grande serie, epica, oscura, ironica e moderna. Angeli, demoni e i due Winchester.

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