
Supernatural: Recensione dell’episodio 7.11 – Adventures in babysitting
Supernatural è una di quelle serie che sono assunte all’olimpo delle grandi serie degli ultimi anni, almeno lo è per me. Ed è per questo che con enorme dispiacere devo dire che questo ritorno dalla pausa di midseason è piuttosto deludente.
Quello che ha reso grande la serie è stata la capacità degli autori di ripercorrere sempre le stesse strade ma in maniera diversa. C’è sempre il conflitto tra i due fratelli, per qualche motivazione: patti demoniaci, sacrifici estremi, dipendenze, mancanza di anima e via di questo passo. Tuttavia c’era sempre qualcosa che ti faceva restare sul filo della poltrona, appassionando e non stancando.
Invece questo episodio è esattamente il contrario. Ci sono i soliti elementi: il disorientamento (stavolta dovuto alla morte di Bobby), un po’ di bisticcio e poi la scelta di andare a uccidere qualche mostro per passare il tempo e liberarsi la mente. Si va a salvare un altro hunter, che si scopre avere una figlia adolescente e questo fa partire il solito disco del “non è tardi, può ancora avere una vita normale”. Poi la figlia, tanto per variare un filo, si dimostra più tosta del previsto e sarà addirittura lei a salvare baracca e burattini.
Riassumere questa puntata è davvero difficile, non tanto per la trama che sarebbe banale, quanto per il suo contenuto emozionale che è praticamente pari allo zero. La ragazzina che interpreta la figlia dell’hunter recita in maniera piuttosto piatta il che non aiuta per niente ad entrare in empatia. I cattivi sono due “vetala”, ossia donne serpente che ti mordono stordendoti con il loro veleno. Unico fatto curioso: una delle due vetala è interpretata da Meghan Ory, la bonazza attrice canadese che interpreta la sfrontata Cappuccetto Rosso di Once Upon a Time. Anche qui è vestita in maniera succinta, dato che la “sua” vetala si fa passare per una prostituta per camionisti… povera Meghan, le fanno fare sempre la vacca…
Questioni vaccose a parte, in questo episodio non ci si commuove, non si ride, non si resta a pensare… non ci sono evoluzioni per i personaggi… direi che è davvero una puntata di servizio, di passaggio.
L’unica parte lievemente interessante è quella in cui Dean va a ripescare Frank, l’ossessivo esperto di tecnologia a cui i due avevano chiesto aiuto per togliersi i federali dalle calcagna. Beh, in una serie di sequenze vediamo come i leviatani stiano per costruire non si sa bene cosa in un campo del Wisconsin. I due vanno sul posto e danno vita a una mini scena che vorrebbe essere comica, come quelle che una volta tanto ci facevano ridere, e che invece risulta quasi stucchevole. Farebbe ridere solo i bambini su Rai Gulp.
Che amarezza! Mi aspettavo un bell’episodio denso di oscurità per via della morte di Bobby e invece ci siamo beccati una scena alla Twilight, dove i due fratelli stanno senza far niente per due settimane: “settimana uno” e non fanno niente, buio, “settimana due”, i due non fanno niente, buio, “settimana tre”, i due finalmente trovano qualcosa da fare. Cioè… davvero peggio della scena di Twilight con l’emerita faccia senza espressioni che se ne stava seduta durante il passare delle stagioni.
Bah. Forse la peggiore puntata di Supernatural di sempre. Ma diamo fiducia. So che arriveranno cose grandiose. Sono un fan, devo credere.
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