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Supernatural: Recensione dell’episodio 6.01 – Exile on Main Street

La notizia del rinnovo di Supernatural ha diviso in due parti il fandom: chi, fiducioso, era semplicemente felice di rivedere i propri beniamini per un ulteriore anno (myself included), e chi invece era piuttosto diffidente, anche perchè Eric Kripke aveva immaginato la serie per un ciclo di cinque anni, e avrebbe lasciato le redini del nuovo capitolo a Sara Gamble, pur sempre presente nel team degli autori del serial. Ora che la sesta stagione è cominciata, sono sicuro che le cose rimarranno più o meno uguali. Son certo che ci continuerà ad essere chi guarderà a questa nuova stagione con un po’ di diffidenza, perchè magari difficilmente riuscirà ad abituarsi alla nuova strada che il serial intraprenderà. Come è successo, d’altronde, con Buffy. Tra l’altro le somiglianze tra i casi sono molte: anche Buffy, nei piani di Joss Whedon, doveva durare cinque anni. Ma dopo la conclusione della quinta stagione, Buffy fu rinnovato per due altre stagioni, “costringendo” Joss ad iniziare un nuovo ciclo, a fare un nuovo piano. E per fortuna! Fan e critici sono concordi nel definire le ultime due stagioni di Buffy come tra le più mature e belle del serial. (Lo so che il paragone con Buffy c’entra solo in parte, però è stata una delle prime cose che mi sono venute in mente guardo l’episodio, e andava condiviso)

 

Insomma, tutto questo popo di roba per dire che il cambiamento non è sempre un male. La premiere della sesta stagione, Exile on Main Street, è ambientata un anno dopo gli avvenimenti del finalone della scorsa stagione (ma già ne avevamo avuto un’anticipazione nel cliffhanger della s.5). Le prime scene sono assolutamente brillanti: ci mostrano la nuova vita di Dean, carpentiere di giorno, amorevole partner e genitore per il resto del dì, in paragone a quella sua vecchia. Vediamo un Dean finalmente rilassato, appagato, che ha fatto la pace col mondo. Tutta va bene finchè non sembra intuire che ci sia un demone in città, e il vecchio cacciatore che è in lui inizia a raffiorare. In realtà, come ben presto Dean avrà modo di scoprire, non c’è nessun demone, o meglio, è sotto una serie di allucinazioni (vede anche il demone dagli occhi gialli, altro collegamento col suo passato) provocatogli da un avvelenamente causato da quei simpaticoni “genietti” dei djinn (che abbiamo incontrato per la prima volta nell’episodio 2.20 What Is and What Should Never Be). Fortunatamente per lui, Sam riesce a iniettargli l’antidoto che è in grado di salvarlo. Già, Sam. Perchè Dean non lo sapeva, ma Sam è tornato sulla Terra dalla sua “vacanza infernale” già da un annetto buono, da quando praticamente Dean ha iniziato la sua nuova vita. Chi non muore si rivede. Letteralmente. Come ci vien presto rivelato, durante questo annetto Sam ha continuato la sua caccia, in compagnia di alcuni cugini (dal lato materno) ma soprattutto con Samuel Campbell, il nonno. Ma aspettate: Samuel non era morto? Già, ma chiunque ha riportato indietro Sam, ha riportato indietro anche Samuel, probabilmente per le stesse ragioni.

Messa in salvo la sua famiglia nelle mani del nostro Bobby (e lì Dean apprende con rammarico di esser praticamente stato l’unico ad ignorare il ritorno di Sam), Dean si mette a lavorare al fianco del rinnovato Team Winchester per uccidere i demoni che gli stanno dando la caccia. Chiaramente, anche se non con pochi intoppi, riescono nel loro intento. Ora Dean deve scegliere: riprendere la sua vecchia vita, oppure accettare quella attuale, con tutti i rischi che comporta (soprattutto per le persone che gli stanno accanto)? Dean fa la scelta che meno ci si aspetterebbe: decide di tornare dalla sua famiglia, salutando quindi Sam.

La sesta stagione di Supernatural, insomma, si apre con una serie di interrogativi, Come ha fatto Sam a tornare? E perchè è tornato anche Samuel? Che ha passato Sam all’Inferno, a tal punto da renderlo molto più ‘freddo’ e ‘meccanico’ che in precedenza? Non ci è data alcuna risposta, perchè si intuisce che saranno uno dei temi portanti della stagione. Come anche la mitolgia dei mostri: da dove vengono? Quali sono le loro origini? Cosa è cambiato in questa ‘comunità’ dopo la resurrezione di Lucifero? Ci viene fatto intuire che le regole del gioco sono cambiate: lupi mannari che attaccano senza la luna, mostri che agiscono in pieno giorno..

Il nuovo Team Winchester capitana da Samuel mi piace. Come capiamo dalla cattura della danji sopravvissuta, agisce in maniera assolutamente diversa da come Sam e Dean abbiano fatto in passato. E sarà inoltre interessante scoprire anche qualcosa di più delle loro vite, e del loro passato. E poi ci sono Sam e Dean, due personaggi in costante evoluzione, ed in costante contrasto tra loro. Se in passato Dean era quello più restio dal lasciarsi andare ai propri sentimenti, quest’anno questo triste ruolo sembra invece aspettare a Sam che, un po’ a causa di tutto quello che hanno passato, un po’ a causa della sua permanenza in Inferno (di cui non vuole parlare), si è ovviamente indurito.

 

Sono partito citando Buffy e la sesta stagione. E, tra i due serial, noto una somiglianza nell’inizio di questi nuovi cicli: stagioni più mature, più indagatrici dell’animo umano e di quello “mostruoso”. In questa premiere, il soprannaturale lascia lo spazio al lato umano del serial, e un’atmosfera dark pervade ogni scena e dialogo della puntata. Il che lascia presagire che si Luciferò è una minaccia ormai sventata, ma che il peggio deve ancora venire. E chissà che Supernatural non ci aiuti, come ha già appunto fatto anche Buffy, a capire che in realtà i mostri – quelli peggiori – sono quelli che celiamo in noi. Che ci portiamo dietro, e che lentamente ci distruggono.

Cristiano

Fondatore

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