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Supernatural: Recensione dell’episodio 5.02 – Good God, Y’all

L’apocalisse si è presa una settimana in pausa, ma puntuale torna in scena in Good God Y’all, secondo episodio di questa promettentissima quinta stagione di Supernatural. Nel caso abbiate bisogno di rinfrescarvi la memoria, la settimana scorsa Lucifero è risorto ed ha trovato il suo tramite, il rapporto tra i fratelli Winchester si è definitivamente incrinato – dopo gli eventi della scorsa stagione (aka Sam-dipendente-dal-sangue-demoniaco-che-da-inizio-alla-fine-del-mondo), Castiel è ancora vivo e pronto a battersi contro gli Arcangeli “corrotti” e, infine, il povero Bobby rischia di rimanere su una sedia a rotelle (dopo che si è pugnalato, per liberarsi dal demone che lo possedeva).

(Tutte le foto dell’episodio nella nostra Galleria)

Good God Y’all si apre con Dean e Seam al St. Martin Hospital: sono passati tre giorni, e Bobby non ha riacquisito l’uso delle gambe e giustamente è un pò depresso. Alle sue spalle, Sam riceve una telefonata. Chi sarà mai? Castiel, sorprendentemente. Che sia l’angelo più elettronicamente evoluto di sempre? No, non è una brutta scelta degli autori per “facilitarsi” le cose, ma una conseguenza di quanto accaduto nella season premiere. Dopo essersi liberato di Zachariah, Castiel infatti “ha marchiato” Sam e Dean con un sigillo enochiano, rendendoli quindi invisibili agli occhi degli Angeli, Lucifero e Castiel compresi. Poichè quest’ultimo non può quindi più percepire dove si trovino i due bros, deve necessariamente affidarsi al cellulare.

Quando Cass arriva, Bobby gli chiede di guarirlo: l’angelo però non può farlo. Dopo esser stato cacciato dal Paradiso, infatti, ha perso alcuni dei suoi poteri, tra cui quelli che avrebbero potuto aiutare il nostro amatissimo hunter. Il motivo per cui Castiel è venuto, ahimè, non ha a che vedere con la versione più burbera mai vista (ma proviamo a capirlo, eh) di Bobby, ma per parlare con Dean e Sam del loro piano per sconfiggere Lucifero: una pazzia a detta dell’angelo caduto. C’è qualcuno, dice Cass, molto più forte di Michele, che potrebbe porre fine all’Apocalisse e rispedire Lucifero negli inferi: quel colui che ha salvato prima i fratelli Winchester e poi Castiel, ovvero Dio. Che però, si da il caso, sia scomparso. Almeno dal Paradiso. Dove si troverà allora Dio? Dean ha un’idea: “Prova in New Mexico. Ho sentito dire che l’hanno visto su una tortilla.” Pronta la risposta di Castiel: “No, Lui non si trova su del pane non lievitato.” Giusto un esilarante scambio di battute che andava riportato!

Ora però devo aprire una piccola parentesi. Quando Castiel parla di Dio come dell’unico essere che possa porre fine all’Apocalisse, Dean si dimostra molto scettico. Lo so, Dean, ti capisco. Quali prove abbiamo dell’esistenza di Dio? Nessuna. Però, insomma, tu sei in una posizione molto più facilitata della mia: hai davanti a te un Angelo, e hai testimoniato la resurrezione di Lucifero, eh. Non dico che sia quasi ovvia, ma l’esistenza di Dio è sicuramente meno improbabile di quanto possa apparire ad un ateo come me! (Prevedo che il Mogie o Ratzy in persona oscureranno questa mia recensione al più presto).

Tornando a noi, Castiel è deciso a trovare Dio e per farlo ha bisogno di una cosa: un amuleto potentissimo e antichissimo, che è come un piccolo radar che impazzisce non appena Lui si trova nelle vicinanze. Questo amuleto, guarda un pò, è il ciondolo che Dean porta al collo e da cui, in maniera riluttante, deve liberarsene (“Ecco, ora mi sento nudo”).

Il telefono è il grande guest star di questo secondo episodio, e ce ne accorgiamo quando Bobby riceve una chiamata da una nostra vecchia conoscenza: Rufus Turner, visto per la prima volta nell’episodio Time is on My Side, 3.15. Il cacciatore si trova a River Pass, Colorado e la città è assediata dai demoni. On the road, ancora una volta, i nostri Winchester bros si dirigono nel luogo indicato rendendosi subito conto che la situazione è decisamente brutta: l’unica via tramite cui è possibile raggiungere la città, è stata distrutta e River Pass sembra del tutto isolata. Non si sa come, però, i due riescono ad arrivare in città e sulle note di Spirit In The Sky fanno un altro piacevole rendezvous: Ellen Harvelle, vista in Everybody Loves a Clown, 2.02. La donna, dopo aver schiaffeggiato e rimproverato i fratelli (non gli hanno dato loro notizie), spiega loro la situazione: anch’essa ha ricevuto una chiamata da Rufus, e si è fiondata li con sua figlia Jo, ormai cacciatrice anche lei. Peccato, però, che si siano dovute separare e Ellen ora si ritrova a fare da bodyguard a quei pochi umani rimasti vivi, chiusi in uno scantinato.

L’unica soluzione sembra quella di portare in fuga i cittadini rimasti, ma bisogna armarli. Per questo motivo Dean e Sam decidono di andare alla ricerca delle suddette armi. Non prima, però, di un faccia a faccia: Dean preferirebbe andare da solo. Non lo dice, ma a Sam è chiaro il motivo: ha paura che quest’ultimo, trovandosi a contatto con altri demoni, possa ricadere nel baratro che l’ha visto protagonista l’anno scorso. Riluttanti, i due vanno lo stesso in missione insieme, prima di separarsi momentaneamente. Sam va a fare rifornimenti in un supermarket: è qui che viene attaccato da due demoni nel corpo di due ragazzi, che Sam riesce ad uccidere senza molti problemi (e, soprattutto, senza troppe pippe mentali): Le difficoltà però arrivano nel momento in cui il nostro Sammy si ritrova solo col sangue dei due.. Ne è attirato, ovviamente. E’ attirato dall’abitudine di quella forza che il sangue era riuscito a conferirgli. Proprio quando sembra, però, sul punto di cedere arriva Dean. E per ora, Sam è salvo.

Nel fratemmpo, dopo aver portato loro le armi e i rifornimenti per cui erano usciti, mentre i civili rimasti vivi si organizzano per la fuga, Sam e Ellen vanno alla ricerca di Jo e Rufus, e sembrano trovare quella che è la loro base. In realtà saranno loro a trovare i due, ma qualcosa non quadra: Jo urla ad Ellen, “Ridammi mia madre, puttana dagli occhi neri”, come se il demone non fosse lei, ma il contrario. Dopo una lotta, Sam viene preso, mentre Ellen riesce a fuggire.

La scena seguente accresce quel senso di che cazzo sta succedendo? di cui l’episodio è pieno. Sam è legato ad una sedia, e si ritrova di fronte Rufus e Jo. Hanno gli occhi neri, però non si comportano da demoni. Anzi, si comportano come se il demone fosse lui: lo bagnano con l’acqua santa, gli riempiono la bocca di sale recitando una formula in latino. Insomma, tutto ciò che un normale cacciatore farebbe. Mentre viene torturato dai due, Sam vede oltre la porta uno dei civili che Ellen stava proteggendo. Ha un anello e sogghigna. Ma soprattutto, che ci fa li?

Ellen, dicevo, è riuscita a scappare e ritorna allo scantinato in cui Dean e il resto dei civili si trovano. Dopo un momento di panico iniziale, riflettendo sulla situazione decisamente atipica, Dean chiede quale sia stata la ragione per cui Rufus si è recato in città: improvvisamente, l’acqua del posto si era inquinata e il giorno successivo – sorpresa – erano apparsi i demoni. Insospettito, Dean continua ad indagare, e scopre che uno dei civili, la stessa notte, aveva visto una enorme stella cadente. A questo punto il nostro Winchester ha un’illuminazione, e dalla Bibbia legge: “E cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi. E la stella si chiama Assenzio. E molti uomini morirono.” Apocalisse 8:10, come sottolinea il prete presente nel gruppo. L’Apocalisse sta quindi effettivamente iniziando, non c’è dubbio.. ma la cosa che mi inquieta di più è: Dean conosce così bene la Bibbia da sapere subito dove trovare quello che stava accadendo? Aiuto! Il presagio verificatosi, è un preludio però a qualcosa di ben peggiore: la venuta dei quattro cavalieri dell’Apocalisse. E’ subito chiaro, allora, quello che sta accadendo: in città si trova proprio uno dei quattro cavalieri, Guerra, che venuto su un cavallo rosso (ovviamente, siamo nel 2009, quindi Guerra guida una Mustang rossa), sta mettendo gli abitanti gli uni contro gli altri. Non c’è nessun demone, ma solo una comunità frantumata.

E’ Sam, però, ad incontrare faccia a faccia Guerra (- Chi diavolo sei? Che “cosa” sei? chiede Sam. – Ti do un aiutino. Sono stato in Germania. Poi ancora in Germania. Poi in Medio Oriente…Ero nel Darfur quando mi è suonato il cerca-persone.. Sto aspettando di riunirmi con i miei fratelli. Ne ho… tre.). E questa è una delle scene più belle dell’episodio, grazie ad un bellissimo diaologo sembra riprendere l’homo hominis lupus di Hobbes. “Non ci sono demoni in città” dice Guerra. “Solo persone spaventante che si massacrano a vicenda. Non ci è voluto poi molto. Togli un ponte qui, metti una piccola allucinazione la, ti accomodi, prendi un pò di popcorn e ti godi lo spettacolo. Francamente, siete degli animaletti davvero pericolosi Sam. La settimana scorsa qui sembrava ‘The Truman Show’, ora questa gente si ammazza i figli a vicenda.“E’ colpa, tua” dice Sam. “Gli hai fatto vedere i demoni.” “Onestamente” continua Guerra, “alla gente non serve un motivo per ammazzarsi. Tu credi che io sia un mostro, ma sono come le gelatine alcoliche ad una festa. Rimuovo solo le inibizioni..” Inoltre, a Guerra più di tutto, è chiaro l’unico pensiero che tartassa la mente di Sam: il sangue. “Non riesci a smettere di pensarci, sin da quando l’hai visto gocciolare dalla lama di quel coltello.. e no, risparmiati le proteste per tuo fratello. Io posso leggerti nella mente. E li c’è un chiodo fisso: sangue, sangue, sangue. Sete.. di potere. Come sempre. Vuoi essere forte, ma non ti basta esserlo: vuoi essere il più forte di tutti.”

Guerra, nella sua forma umana, fa ritorno al rifugio dei civili e mette questi ultimi contro Dean e Ellen, i quali non possono far altro che fuggire e cercare l’aiuto di Rufus e Jo. Che, però, non “illuminati” come i primi due, sono più che riluttanti a credergli. Mentre Ellen e Jo lottano all’interno della casa, Rufus e Dean si prendono a calci fuori: dopo un bel pò di pugni, Dean riesce a convincere Rufus. L’allucinazione provocata da Guerra scompare e sia Jo che Rufus si rendono conto che in realtà non c’è nessun demone. E’ tardi, però, e infatti i civli – scappati dal rifugio – iniziano a sparare contro la “base” dei nostri hunters.

L’unica possibilità, per fermare l’assedio, è trovare Guerra e impossessarsi dell’anello con il quale riesce a distorcere la realtà. Ora che ha raggiunto i suoi scopi, infatti, Guerra è pronto a lasciare la città: purtroppo per lui Sam e Dean lo trovano primae non usano mezzi termini per impossessarsi dell’anello, e per facilitare le cose gli tagliano il dito del tutto. Guerra, però, non può essere ucciso, e scompare, lasciando presagire una terribile verità: lo rivedremo presto. Non prima, però, di aver conosciuto i suoi fratelli, immagino.


  Tutti, ora, vedono le cose per come sono: non c’è nessun demone. Quello che rimane è solo una terribile paura insinuatasi fin sotto la pelle. Tutto è bene quel che finisce bene?

Si, e no.

Se infatti la città è salva, è il rapporto tra Dean e Sam ad essempre sempre in maggiore pericolo. “So che non ti fidi di me” dice Sam, rivolto al fratello nella toccante scena finale “nemmeno io mi fido di me stesso. Dal momento in cui ho visto quel sangue, non ho pensato ad altro che a quello. Mi dico che è per una buona ragione, ma penso che in fondo la verità è che mi manca solo la sensazione che mi dava.” Segue un risvolto triste ma interessante: Sam propone di separarsi e, con grande sorpresa nostra (ma anche sua), Dean non si oppone. Triste perchè, insomma, dopo quattro anni sembra impossibile immaginare la serie con Sam e Dean separati. Ne abbiamo avuto un’anticipazione alla fine della quarta stagione, e non è stata certo una scelta felice. Interessante, dicevo, perchè sarà quantomeno intrigante vedere come gli autori gestiranno la situazione, soprattutto ora che il mondo è sul punto di terminare. Ma io ripongo grande fiducia nel team autorale di Supernatural, quindi sono sicuro che ne vedremo delle belle.

Bell’episodio, che ha saputo tenere alta la tensione scatenata della premiere. Non posso che riconfermare le mie impressioni positivissime sull’inizio di stagione. Unico dispiacere: mi è mancato Lucifero. Ma, conoscendolo, chissà cosa starà programmando..

Voto: 8.5

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Cristiano

Fondatore

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