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Supergirl: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

I supereroi sono tra noi e in abbondanza. Continuano a moltiplicarsi al ritmo dei Tribbles, tanto che non abbiamo più posto dove metterli. E’ infatti arrivato il turno di Supergirl, la cugina di Superman; e cugina non per modo di dire, ma proprio per parentela. Si veste uguale, ha gli stessi colori, lo stesso simbolo, gli stessi poteri, ma è una donna (o una ragazza?). Ed è proprio questo elemento che costringe il mondo tutto, e i recensori in special modo, ad aggirarsi con cautela intorno a questo telefilm.
Nel caso vi fossero sfuggiti tutti i riferimenti femministi sparsi in questo pilot, voglio farvi notare che Supergirl è effettivamente il primo telefilm dell’era moderna ad avere un supereroe femmina come protagonista. WOW, che forza la CBS, eh? La tristezza suprema è che siamo davvero costretti ad applaudirla come una spregiudicata pioniera. Così male siamo messi. Io intanto sto ancora qui ad aspettare un film degli Avengers dedicato a Black Widow.

Supergirl_101-02Comunque sia, questo fatto, volenti o nolenti, ci costringe ad essere cauti con i nostri giudizi, più di quanto avremmo fatto con un cugino maschile. Ma la verità è che questo telefilm non si merita delle critiche spietate, così quanto non se ne merita di entusiaste. Questo pilot è okay. Non è brutto come i trailer facevano sospettare, ma non è neanche particolarmente esaltante. Melissa Benoist è brava e solare, e porta su di sé il peso maggiore di questo episodio, ma c’è lo zampino di Greg Berlanti e quindi non ci sorprendere che abbiano saputo scegliere un’ottima protagonista. E’ proprio tutto il contorno che non sorprende. C’è un po’ di questo, un po’ di quello… anzi, tanto di questo e tanto di quello perché (come era accaduto per quello di Flash) in questo pilot succede di tutto e di più in ben poco tempo.

Prima di tutto ci becchiamo un bello spiegone che, sia per espressività recitatva che per contenuti, mi ha fatto provare degli attimi di vero terrore sulle prospettive che si aprivano davanti a me. C’è Crypton lì ad esplodere e le astronavicelle in partenza cariche di infanti si sprecano. Non solo Kal-el si salva arrivando fino alla terra, ma dietro gli mandano pure la cugina dodicenne a mo’ di baby sitter. Poco plausibile? Ma il meglio è che la povera Kara si trova ad incastrarsi per un po’ in un buSupergirl_101-04co nello spazio tempo, che la risputa fuori dopo un po’ e la fa arrivare sulla terra quando Superman, ormai cresciuto, non ha più bisogno di babysitter. Anzi, tocca a lui affidarla ad una famiglia accogliente che possa crescerla come i Kent hanno fatto con lui.

A questo punto The Flash incontra Ugly Betty, che incontra Superman, che incontra Spiderman. La storia è quella di Superman (tanto che pure a lei basta mettere su degli occhiali per non essere riconosciuta), l’entusiasmo è quello si Spiderman, il tono generale è quello di Flash e il tutto è in parte ambientato nella redazione di una testata giornalistica diretta da una stronzona galattica alla Ugly Betty. Poi c’è una sorella umana con cui ha una relazione complicata, una squadra governativa in apparenza beota addetta agli alieni, un amico improbabile come interesse romantico, un bellone pompato come secondo interesse romantico e una gemella cattiva (della madre) che vuole conquistare la terra.

Non c’è bisogno di farle scoprire i suoi poteri perché tanto già li conosce e questo è subito tolto di mezzo. Poi ovviamente abbiamo la creazione del costume in due minuti (questa volta più improbabile che mai… il suo amico è sarto e sa procurarsi il kevlar?), una spruzzata di governativi spocchiosi, una crisi famigliare che esplode e si rappezza in un attimo, una serie di dubbi esistenziali che si risolvono fulminei e pure un colpo di fulmine. Poi alieni cattivi che menano duro, ma che non sono particolarmente minacciosi e che possono essere sconfitti con la fiducia in se stessi… e lo sguardo laser.

Il personaggio di Kara è solare e spumeggiante, è una Felicity con meno stranezze e come detto Melissa Benoist è perfettaSupergirl_101-03 per la parte. Il suo amico Winn, è per ora incomprensibile. Come interesse amoroso (così è stato introdotto) è un po’ troppo scemo e maschilista per essere preso seriamente (ah, sei lesbica, per quello non ti eri ancora innamorata di me!). Poi c’è Jimmy/James amico di Superman (ma non nominiamolo per nome), bello e sorridente, ma anche lui abbastanza incerto nel suo ruolo. Interesse amoroso (mi sembra che la differenza di età sia molta)? Mentore di qualche tipo? Messaggero di Superman? La relazione complicata con la sorella sembra essersi risolta in dieci minuti. E poi c’è Calista Flockhart in un ruolo ottimo per lei, ma che è apparso davvero un po’ troppo sopra le righe. Vogliamo parlare di quello strano monologo Supergirl vs Superwoman dal sapore incertamente femminista? C’è da dire che almeno questa volta tutti, ma proprio tutti, sanno della identità segreta di Kara così almeno questo motivo di noie sentite e risentite è stato risolto.

Insomma, lei è carina, tutto è luminoso e colorato, gli effetti speciali sono decenti e quanto a trama il percorso è stato tracciato così tante volte che è difficile fare davvero male. Detto questo non ho trovato nessun elemento che abbia suscitato in me particolare curiosità o nessun personaggio che mi abbia affascinato particolarmente. Magari la strada di Supergirl sarà tranquilla e senza intoppi ma a questo punto, in un mercato così saturo, io mi aspetto qualcosa di più.

1.01 – Pilot
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