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Summertime 2: la recensione della seconda stagione

La seconda stagione di Summertime è arrivata proprio nel momento giusto di questo 2021, lo stesso ottimo tempismo che accompagnò il debutto della prima stagione. Un anno, anche questo, difficile in cui abbiamo visto scandire le nostre giornate da lockdown, semafori, numeri di ricoveri e il dilagare della crisi economica.

E così a rallegrarci le serate di questa tarda primavera è arrivata la seconda stagione di Summertime

La serie italiana targata Netflix e Cattleya liberamente ispirata al libro e al film Tre metri sopra al cielo ha debuttato il 3 giugno ed è la classica serie per cui il binge watch ha ancora senso.

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Summertime 2, trama. cast, colonna sonora e trailer
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Ale e Summer parte 2

Si torna in Romagna da Ale e Summer i protagonisti di questa serie colorata e molto leggera che si fa quasi fatica a criticare nei suoi difetti, perché ha il dono di spegnerci il cervello intrattenendo senza nessuna pretesa.

Ale e Summer si sono lasciati in inverno, non è uno spoiler tranquilli, è un’informazione che si apprende nei primi minuti del primo episodio. Summer ha continuato la sua vita a Cesenatico e alla fine ha ceduto al serrato interesse di Edo che, all’inizio della seconda stagione di Summertime, è il suo fidanzato. I due fanno sul serio e hanno organizzato il primo anno di università insieme a Parigi. 

Ale, invece, si concentra sul campionato di motogip per la scuderia spagnola con la quale gareggia, da quando ha deciso di allontanarsi dal padre-allenatore. 

Dopo la fine della storia con Summer, Ale ha iniziato una relazione con Lola, il secondo pilota e sembra che tra i due vada a gonfie vele, almeno fino a quando Ale e Summer non si rivedono.

La seconda stagione però, a differenza della prima, ritaglia maggior tempo anche per gli altri personaggi introducendo anche di nuovi.

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Dario e Sofi e le new entry

Dario (Andrea Lattanzi) non sa ancora cosa fare della sua vita, mentre cerca di recuperare il tempo perso con le donne, passando da una all’altra senza grandi pensieri fin quando non si imbatte in Rita.

La sua amicizia con Sofi (Amanda Campana) è forse l’unica cosa stabile e solida rispetto alle altre relazioni che sembrano modificarsi e cambiare con il passare del tempo, come è normale che avvenga quando si cresce.

Tra le new entry abbiamo Jonas (Giovanni Anzaldo), il nuovo capo-cuoco di Summer, e Marina Massironi nel ruolo di Wanda, la nuova fidanzata di Loris (Giuseppe Giacobazzi), il papà di Edo. Oltre a Lola, la nuova fidanzata di Ale e Rita (Lucrezia Guidone), la “Milf” di Dario.

Tra colpi di scena, triangoli, nuovi e vecchi amori gli 8 episodi scivolano velocemente fino ad arrivare ad un finale lasciato apertissimo.

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I punti di forza della seconda stagione di Summertime

La fotografia sgargiante e colorata, con i colori vividi, il profumo di piadina che quasi sembra sentirsi dallo schermo ci comunica la piena estate. Un momento di divertimento, relax, ma che durante l’adolescenza era periodo di primi amori e drammi continui.
Insieme ad una colonna sonora sempre molto curata, che spazia dai Coma_Cose ad Ariete (L’ultima notte è il brano che ha scritto appositamente per la serie), da Fulminacci ai vecchi classici come ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano, sono i punti di forza di una serie molto leggera indirizzata ad un pubblico di giovanissimi, basti pensare che Rita, quella che viene soprannominata Milf ha 35 anni. 

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I temi importanti non affrontati

In Summertime non si parla mai, in nessun modo, di differenziazione etnica, di cosa significa essere neri in Italia. E’ una scelta chiara di cui avevamo parlato anche nella recensione della prima stagione, si cerca di normalizzare, inserendo la presenza delle persone nere italiane senza parlare di quella caratteristica e questo è ottimo. Può essere sia un aspetto positivo, ma anche negativo. E’ ovvio che in questo modo si inserisce Summertime in un universo alternativo e irreale. Un mondo in cui non esiste il razzismo, quello becero che invece sappiamo esistere purtroppo in Italia e non solo.

Anche la questione accennata in 2 parole, rispetto alla difficoltà per le pilote donna di emergere in uno sport prettamente maschile è accennata da Lola nel primo episodio. Sembra quasi possa essere una storyline da affrontare nell’arco della stagione, visto che la severità di Miguel potrebbe mascherare una chiusura rispetto alla possibilità delle donne di gareggiare. Invece non se ne fa più cenno, si poteva fare di più anche restando nella leggerezza e nel tono scanzonato della serie.

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Considerare però queste mancanze come dei difetti in Summertime significherebbe, di fatto, aspettarsi un altro prodotto che invece, si dall’inizio, si è mostrato per quello che effettivamente si propone di essere: un misto tra un revival dei film di Vanzina degli anni ‘80 e un teen drama moderno.

Una sceneggiatura un po’ appannata

Dal punto di vista della scrittura della serie, le storyline appaiono un po’ sfilacciate, i personaggi, a parte qualche eccezione non sono a fuoco. Ad esempio è un po’ difficile capire cosa pensi e come agirà Summer, mentre è più semplice capire la personalità di Ale o di Dario.

Dipende forse da una maggiore maturità recitativa degli attori che interpretano i personaggi? Forse, ma sicuramente l’aspetto più debole resta la sceneggiatura, sicuramente fragile e discontinua nell’arco degli 8 episodi, si arriva alla fine con un senso di inconsistenza generale per sorprendere con un finale che non chiude proprio niente, ma niente paura perché sappiamo che Summertime diretta da Francesco Lagi e Marta Savina, tornerà per una terza stagione.

Colorata e leggera!
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