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Suits : Recensione dell’episodio 6.12 – The Painting

Suits

“E poi d’improvviso cadde il quadro” cit. Novecento

C’era da aspettarselo. Anche il chiodo che sosteneva il “quadro” di Harvey, con tutta la sua forma bella imponente, con quegli angoli che nessuno riusciva a smussare, con quella cornice d’onore e d’eleganza che l’ha forgiato, si stacca dalla parete e crolla creando un frastuono che fa ammutolire e trasalire anche il più orgoglioso dei protagonisti: Louis. E non è un caso che l’ultimo scossone sia stato causato proprio dall’abbandono di Jessica e Mike, che hanno portato Harvey al crollo più assoluto, incapace di incassare un altro abbandono di un componente della sua famiglia-studio.

Harvey non ce la fa a chiudere gli occhi e a distogliere lo sguardo da quella parete vuota dove una volta c’era il dipinto di sua madre, Harvey, deve capire che per raddrizzare il chiodo deve prima essere sicuro che il muro che lo regge sia pronto per sostenere quel grande e nuovo peso. L’avevamo lasciato in sospeso il passato di Harvey, tra psicologi e flashback del divorzio e del tradimento da parte di sua madre, con quel fardello di quel segreto che Harvey ha dovuto sempre portare con sé.

Fardello che si è appesantito quando suo padre è venuto a mancare, quando sua madre ha avuto il coraggio di portare il suo nuovo compagno al funerale dell’ex marito, quando Harvey non è riuscito ad essere sincero con suo padre. Abbandono dopo abbandono sul muro di Harvey si è pian piano formata una crepa, divenuta poi troppo evidente da riparare senza capirne l’origine e senza l’aiuto di Donna, che lo sprona a tornare a Boston, per porre fine a questa rabbia emotiva che Harvey cova dentro di sé.

Il viaggio alimentato da flashback è davvero emozionante, la puntata si snoda bene tra pezzi del passato e quelli del presente, dando voce a un emotivo Harvey e ai suoi pensieri, lasciando spazio per una volta al suo cuore e non alla sua fredda, calcolatrice mente. Ed ecco che alla fine del viaggio, tra mille litigi, urla e spintoni, Harvey appende sulla parete un nuovo quadro ed è disposto a dividerlo con Louis, conscio del fatto che per tenere insieme quel grande dipinto, il muro alle sue spalle deve essere stabile, retto e condiviso dalle persone che gli vogliono bene.

E nel mentre di questo viaggio nel passato, la vita di Mike prende una svolta improvvisa e vede aprirsi uno spiraglio di luce dopo quelle mille porte chiuse in faccia. Mike ha finalmente la possibilità di redimersi facendosi assumere come supervisore in uno studio legale, raddrizzando la schiena a quella manciata di ragazzi che si fa prendere troppo facilmente a livello emotivo sui casi, mettendoci la faccia e il portafoglio per insegnare a qualcuno la giusta lezione.

Mike ha finalmente l’opportunità di ricominciare una nuova vita, mettendosi a nudo di fronte ai suoi dipendenti, mostrando i suoi errori per riuscire a farsi rispettare. Anche se statica dal punto di vista legale, questa puntata di Suits ha dato un break a quella corsa per riuscire a risalire la china del successo dello studio, preferendo dare la possibilità ai protagonisti di capire quali sono i loro limiti e i loro timori, per poi farli ripartire più integri e forgiati che mai.

Strano come una puntata del genere sia arrivata dopo sei stagioni, ma almeno sono contento per come sia stata realizzata e per il tempismo in un momento di calma prima della tempesta. Ora che il quadro che sostiene la Pearson Spector Litt è stato ulteriormente rinforzato, non ci resta altro da fare che appesantirlo di nuovi compiti e sfide, consci del fatto che il materiale che lo sostiene è indistruttibile. Riusciranno Louis e Harvey a sostenere il peso delle future scosse?

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6.12 - The Painting
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