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Recensioni

Suits : Recensione dell’episodio 3.03 – Unfinished Business

L’invasione inglese.

Suits. Ho un rapporto conflittuale con questa serie. Non fraintendetemi, la amo e molto. Ma ogni tanto i suoi limiti mi balzano agli occhi e mi trovo a desiderare che possa essere un filo diversa. Su un livello puramente emotivo è spesso molto soddisfacente, considerato l’ampio spazio dedicato ai suoi personaggi, ma gli manca sempre quel qualcosa che le permetta davvero di entrare a far parte delle grandi. A volte i dialoghi sono affilati e intelligenti, le sfaccettature dei personaggi complesse ed interessanti, mentre in altri casi tutto va all’aria perdendosi in comportamenti infantili e in sceneggiate al limite dell’assurdo.

Per esempio questa terza stagione mi fa desiderare che certe situazioni vengano affrontate con un tono un poco più pacato, mentre in questi primi episodi tutto è dramma e contrasti e lacerazioni eclatanti. E ve lo dice una che nel dramma ci sguazza, che ama i suoi personaggi tormentati e infelici. Tutti sono in lotta con tutti, è tutto un tradimento e un pugnalarsi alle spalle, incomprensioni e sguardi feriti in ogni dove.

Suits_303-03Questo terzo episodio in verità fa qualche passo avanti nel ricucire alcuni strappi e dopo spargimenti di sangue e cuori infranti, la nostra coppia d’oro sembra aver rimesso i piedi su un terreno solido e, unendo le forze per vincere un caso piuttosto intricato, sta piano piano ritrovando il ritmo perduto. E diventa evidente che la dinamica Harvey/Mike sia effettivamente il cuore dello show.

Avere Michele Fairley ancora in giro è davvero un grosso piacere. E’ mamma Stark a capo di una compagnia petrolifera, pronta a difendere se stessa e ciò che è suo con le unghie e con i denti. Mi piacerebbe tanto vederle condividere una scena con Jessica ma probabilmente gli sceneggiatori non osano farlo perché sanno che il set esploderebbe e le telecamere si scioglierebbero davanti a cotanta grinta e fierezza femminile. Noi ci accontentiamo di vederla duettare con Harvey in dialoghi sempre tesi e serrati.

Ed ecco una cosa che mi stupisce, come faccia un telefilm che giostra donne così interessanti e vere (DONNA regina incontrastata!) ad accasciarsi malamente con personaggi come Rachel e Latrina… scusate… Katrina. Due che, se potessi, rimuoverei totalmente dallo schermo.
La prima è più che mai relegata al ruolo di sexy-innamorata di Mike e non riesce a scrollarsi di dosso questo peso. E’ una sexy lagna, una sexy rompipalle, una sexy lavativa visto che ormai non la vediamo neanche più lavorare. Io capisco che il suo ruolo di fidanzata segreta la faccia sentire molto importante, ma vederla rimbalzare da un ufficio all’altro intenta a non farsi i fatti suoi e a rompere le scatole, è più di quanto io possa sopportare. Lasciamo perdere il fatto che, come spesso accade nei telefilm, la sua relazione con Mike sembri avere la maturità di un’albicocca verde. Per altro, ma dove diavolo è finito tutto il suo infervorato desiderio di convincere Mike a confessare le sue colpe? Se n’è dimenticata completamente? O è bastato che Mike off screen le raccontasse chissà quale storia strappa lacrime? Insomma, che le diano qualcosa da fare a parte credere che l’universo le giri intorno. Neanche le scenette con Donna purtroppo riescono a risollevarla.

Ma veniamo a Katrina. Forse anche voi, come me, avevate l’impressione (o il sogno) che fosse morta e di lei Suits_303-02conservavate solo un vago spiacevole e offuscato ricordo. E invece salta fuori che è viva e vegeta e che da qualche parte finge anche di lavorare. Per quanto sia appurato che il suo sia un personaggio vile e arrivista (ma che se ben sfruttato poteva arricchire la serie) e io non provi un briciolo di simpatia per lei, devo comunque ammettere che vederla prendere a pesci in faccia da tutti indistintamente sia stato un filo spiacevole. Quello che capita in Suits è che le relazioni, i sentimenti personali, le istintive avversioni, hanno sempre la meglio su tutto, compresa la professionalità. Che piaccia o no lavorano insieme e se Katrina ha un’idea vincente che possa essere usata per il caso è dovere di Harvey o Mike (che sarà anche intelligentissimo ma a volte è un bambino di 5 anni e non in modo simpatico) parlarne ragionevolmente e collaborare. La scelta degli sceneggiatori è sicuramente vincente per quel che riguarda l’effetto drammatico ma corre spesso il rischio di togliere credibilità a tutto il contorno legale delle vicende. Ogni caso è sempre in balia di simpatie o antipatie, vecchie e nuove ruggini. Okay che Suits ha scelto di preferire i suoi personaggi ai casi legali ma trovo che togliere credibilità ai secondi non aiuti nessuno.

La reazione di Katrina ai pesci in faccia ricevuti è infine particolarmente grottesca e decisamente assurdo è il fatto che nessuno si preoccupi di rimetterla in riga su un piano puramente professionale. Per non parlare della reazione di Mike e Rachel che viene grazie al cielo arginata da un filo di buon senso di Harvey. Quando Suits mi cade su queste cose mi viene un po’ il magone.

Non so che senso abbia a livello logico e narrativo l’introduzione del personaggio di Stephen Huntley (la versione inglese di Harvey!?) ma la accolgo molto volentieri (più accenti inglesi per tutti!). Il fascino è evidente e io spero che anche le sue motivazioni per una volta non nascondano macchinosi doppi fini. La sua interazione con Donna è frizzante e sparge scintille da tutte le parti. Per quanto il rapporto Donna/Harvey sia uno di quelli che più mi intrigano, non sarei per nulla contraria all’introduzione di un elemento di disturbo che potrebbe aggiungere nuove sfaccettature al personaggio di Donna e permetterci di osservarla in situazioni tutte nuove esterne alle dinamiche dell’ufficio. E poi lSuits_303-04a curiosità nei confronti di una reazione di Harvey sarebbe tantissima.

Ma arriviamo in fine ai nostri due protagonisti: Harvey e Mike. Se Harvey non fosse così cool (per mancanza di parole più adeguate a questa sede) probabilmente lo odierei. Lo so che l’essere molto sicuro di sè (vagamente spocchioso) e la sua ambizione (voglia di averla sempre vinta) sono uno dei suoi tratti principali, ma ultimamente mi fanno venire voglia di prenderlo a schiaffi. Ho l’impressione che gli autori lo stiano tirando un po’ all’estremo. Quanto a Mike ho purtroppo poco da dire visto che ultimamente è tutto Rachel e niente arrosto. Suits mi piace particolarmente quando tratta il tema della fiducia e della lealtà e soprattutto quando riesce a farlo con il tono giusto. Ci sono state un po’ troppe sceneggiate napoletane ultimamente ma sarà interessante vedere i due che ricostruiscono il loro rapporto con cautela, anche considerando la bomba che Harvey ha fatto esplodere a fine episodio. Sono davvero curiosa di vedere la reazione di Mike e di capire se il fatto che Harvey avrà finalmente modo di parlarne con qualcuno, getterà maggiore luce su questa sua decisione un po’ estrema.
E’ strana la luce che gli sceneggiatori stanno gettando sul personaggio di Harvey. E’ molto difficile fare il tifo per lui nella lotta contro Jessica perchè il tutto è partito da una questione di puro orgoglio ferito. Le motivazioni di Jessica erano secondo me molto più che ragionevoli. Certo, Harvey non ha mai avuto il cuore tenero ma una sorta di codice morale tutto suo sì. Fa quindi impressione vederlo procedere come un treno verso la sua meta per tirare Darby dalla sua parte e ignorare qualsiasi altra cosa (anche se mi è piaciuto molto il modo in cui la colpevolezza/innocenza di Ada è stata discussa). Ora che Mike capirà cosa sta succedendo spero che cerchi di farlo ragionare o che per lo meno si metta a fare una serie di considerazioni su cosa comporterà il piano di Harvey per entrambi, sia che abbia successo oppure no.
Il problema è che non so immaginare se gli sceneggiatori vogliano che noi si faccia il tifo per Harvey o se stiano semplicemente preparando per lui una caduta disastrosa che lo porti ad un netto cambiamento.

Staremo a vedere.

*HAROLD! Bello sentirlo nominare di nuovo e sapere che da qualche parte sta facendo bene.
*Perchè Norma dovrebbe indossare dei calzettoni?
*Festival degli origami? Voglio andarci.

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