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Strike: 5 motivi per guardare la serie tratta dai libri di JK Rowling

Strike

Mentre siamo in attesa dell’adattamento di Lethal White ( in Italia edito da Salani con il titolo “Bianco Letale”), l’ultimo volume della serie di gialli di J K Rowling che hanno come protagonista Cormoran Strike, abbiamo raccolto cinque motivi per convincervi a guardare questo piacevolissimo adattamento BBC.

1. In Strike c’è la mano di J.K Rowling

E si vede. Il telefilm è tratto dalla fortunata serie di libri gialli che l’autrice di Harry Potter ha scritto sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith. Per ora ne sono usciti tre, ma è in arrivo il quarto episodio e la Rowling ha promesso che ne seguiranno molti altri. La scrittrice ha supervisionato la scelta degli attori e la sceneggiatura, assicurandosi che tutto fosse esattamente come lo aveva immaginato. Regala quindi a Strike dialoghi brillanti, personaggi indimenticabili e delle trame intelligenti e curate.

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2. Strike è perfetto per chi ama i gialli

Cormoran Strike è un investigatore privato e un ex-soldato che lavorava per la polizia militare. Per la sua prima indagine viene chiamato ad investigare il caso di una modella morta che la polizia ha dichiarato vittima di suicidio. Non è così per il fratello che crede si tratti di omicidio e che chiederà a Cormoran di dimostrarlo. Le indagini procedono con la giusta lentezza e la giusta cura, proprio come nei gialli più classici che spingono lo spettatore a scovare il colpevole assieme all’investigatore. Ma non mancano momenti di azione e di tensione che danno ritmo alle storie.

3. I due protagonisti

Chi ha letto i libri, sa che il punto forte di queste storie sono i due protagonisti: Cormoran Strike e Robin Ellacott. Robin arriva nell’ufficio di Strike come segretaria temporanea, ma si rende subito conto che questo lavoro è diverso da tutti gli altri. Discreta, efficiente e attenta, Robin si guadagna subito la fiducia di Strike e insieme a questa la possibilità di partecipare attivamente alle indagini. Pur essendo molto diversi per carattere, lui un po’ brusco e scontroso, lei solare e entusiasta, entrambi portano con sè un passato difficile e, fose anche per questo, si ritrovano a formare una squadra affiatata e vincente, dove uno compensa le mancanze dell’altro.

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4. I due attori sono perfetti

Chi ha letto i libri commenterà forse che Tom Burke è troppo magro e bello per interpretare Cormoran Strike, ma se l’aspetto fisico non coincide esattamente con quello dei libri, la sua interpretazione e la sua immedesimazione sono perfetti. Strike è un veterano che in un’esplosione ha perso una gamba e Burke è bravissimo a mostrarne la rigidità dei movimenti e le limitazioni causate da un arto meccanico. La sua interpretazione è molto fisica e realistica ed è impossibile non rimanerne affascinati.
Anche Holliday Grainger, che aveva suscitato qualche dubbio inizialmente, si è calata nei panni di Robin alla perfezione, portandone sullo schermo tutta la freschezza e l’entusiasmo, nonchè la bellezza.
Sullo schermo insieme i due fanno scintille fin dalle primissime scene, rivelando di essere stati scelti alla perfezione.

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5. Il format e un pizzico di Sherlock

Con una scelta tipica delle serie BBC, si è deciso di adattare i libri in pochi episodi ognuno. Tre per il primo libro e 2 per gli altri due. La narrazione è quindi compatta e scorrevole e non c’è spazio per tempi morti o allungamenti di trama inutili (anche se forse i lettori lamenteranno i tagli). Impossibile poi non fare qualche parallelismo con il fortunato Sherlock di Moffatt e Gatiss di cui si possono riscontrare similutidini in alcune scelte registiche e nel ritratto di una Londra moderna che esuberante fa da sfondo a tutte le indagini.

Insomma, vi abbiamo convinto?

 

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