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Stranger Things: David Harbour parla delle sfide della seconda stagione

Intervistato sul set della seconda stagione di Stranger Things, David Harbour parla del successo della prima stagione e delle sfide future dello show.

David Harbour interpreta come sappiamo il burbero Capo della polizia Jim Hopper nella serie evento dell’anno scorso Stranger Things. Il suo è un personaggio fondamentale della serie, che ha attraversato una profonda evoluzione nel corso della prima stagione. Da poliziotto scettico, cinico e riluttante ad agire, Hopper è stato costretto a rimboccarsi le maniche dopo la scomparsa di Will (Noah Schnapp).

Alla fine ha scoperto molti segreti che la sua cittadina, piccola e apparentemente sonnacchiosa, nasconde. In più ha scoperto l’eroe nascosto dentro di sé, decidendo infine di passare all’azione. L’interpretazione di Harbour è stata molto intensa, ma il personaggio riserva ancora una serie sorprese. Hopper nasconde molti segreti nel suo passato, e questo aspetto verrà approfondito in futuro.

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L’attesissima seconda stagione sarà distribuita da Netflix quest’autunno, il 31 Ottobre. Nell’attesa, ai fan non rimane che collezionare quante più news e dettagli possibili. Già in passato Harbour aveva parlato del destino del suo personaggio nella seconda stagione. in più, aveva attirato l’attenzione manifestando chiaramente la sua posizione nei confronti di alcuni eventi d’attualità. In riferimento al “Muslim Band” varato da Trump, ai SAG Awards, aveva ad esempio dichiarato: “Così come agiamo nel ciclo narrativo di Stranger Things, noi del Midwest nel 1983 respingeremo sempre i bulli. Offriremo riparo agli esclusi dalla società, a coloro che non hanno una casa.”

SAG awards 2017

Intervistato sul set della seconda stagione, Harbour ha parlato del sorprendente successo di Stranger Things. In più ci ha regalato indizi e anticipazioni sulle sfide che attendono lo show nel prossimo futuro. Tra queste, il rischio che la seconda stagione non sia popolare quanto la prima.

Riportiamo qui di seguito l’intervista.

È DA MOLTO CHE SEI NELL’AMBIENTE ORMAI. QUANDO STRANGER THINGS È USCITO L’ANNO SCORSO, TI HA SORPRESO L’IMMEDIATA POPOLARITÀ DELLA SERIE?

È una cosa che non era mai capitata nella mia carriera. Mi tocca molto da vicino, quindi non sono in grado di dire se sia reale o no. Ma sicuramente è stata una sensazione fenomenale. È diventato molto personale per la gente. Non c’è stata tantissima promozione. La gente l’ha scoperto da sola e ha fatto passaparola. Il successo è stato così genuino, non è stato affatto gonfiato. Questa è stata la parte più gratificante, il successo è venuto dal basso. La gente si è semplicemente innamorata. Non mi era mai capitata una cosa simile prima.

AVEVI PERCEPITO QUALCOSA DI DIVERSO QUANDO HAI LETTO IL COPIONE PER LA PRIMA VOLTA?

Ho pensato che fosse il miglior pilot che avessi mai letto, e il miglior personaggio che mi fosse mai stato chiesto di interpretare. È allo stesso tempo complesso e profondo, ed è stato scritto in modo molto sofisticato. Quando racconti una storia, c’è sempre la paura che non riuscirai a comprendere davvero un personaggio. Nel suo caso, da un lato quando si sveglia nel pilot vedi la foto di sua figlia e capisci immediatamente che ha una storia travagliata. Cinque minuti dopo però lo vedi scherzare e fare battute sulla moglie di qualcun altro. Allora capisci che il personaggio ha attraversato degli eventi tragici, ma che ha imparato a conviverci in un certo senso. È come se avessero detto “Non vi diremo chi sia questo tizio, ma lo lasceremo essere un normale essere umano”. È stato un modo davvero unico di presentare il personaggio.

Mentre stavamo girando però, non era sempre così facile. Penso che fossimo tutti un po’ nervosi e abbiamo decisamente attraversato delle fasi preoccupanti. Era una cosa nuova per tutti noi. I fratelli Duffers avevano fatto un film che era stato messo da parte dallo studio. Winona non aveva mai interpretato una figura materna. I ragazzini non avevano certo molta esperienza e io non ero mai stato tra i personaggi principali di uno show. Abbiamo semplicemente fatto del nostro meglio.

Non mi aspettavo minimamente che lo show avesse il successo che ha avuto. Ho visto ragazzini di 12 anni e gente di 60 venire da me a dirmi che adorano lo show. A volte i ragazzini lo guardano e poi dicono ai loro genitori di guardarlo. A volte succede il contrario. Non ho mai visto una cosa del genere succedere con uno show.

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IL VIAGGIO DEL TUO PERSONAGGIO È DAVVERO INSOLITO. QUANDO LO ABBIAMO INCONTRATO NEL PRIMO EPISODIO, NON SAPEVAMO DA QUALE PARTE SAREBBE STATO. NON SAPEVAMO SE SAREBBE RIUSCITO A RISOLVERE LA SITUAZIONE.

È vero. È come se avessimo fatto un film di otto ore. A causa dei colpi di scena, sei spinto a seguire i personaggi nel loro viaggio. È molto soddisfacente recitare in uno show di cui non si può prevedere il risultato. In questo modo gli spettatori compiono il viaggio con te. Con Hopper. Il percorso del personaggio maschile principale mi interessa davvero. Osserviamo un personaggio incapace diventare capace.

Quando metti in scena dei supereroi, di solito sai sempre che il villain di turno non li sconfiggerà mai. Invece, pensiamo ai film tradizionali, Il Colpo della Metropolitana (Un ostaggio al minuto), ad esempio. In questo film del ’74 Robert Shaw è un villain davvero ben fatto che si scontra con Walter Mattau. Mattau non può ovviamente battere il villain (che infatti alla fine si toglie la vita). La parte bella di un dramma è quindi proprio non credere davvero nell’eroe che ti viene presentato. In questo modo, quando poi effettivamente prendi il cattivo, la sensazione è molto più soddisfacente.

All’inizio della prima stagione, Hopper ha bisogno di darsi una svegliata. Si trova in questa specie di circolo vizioso in cui non gli importa davvero di nulla e anche se così non fosse, non riuscirebbe comunque a fare la differenza. La chiave sta in ciò che lo spinge a intraprendere il suo viaggio. La gente attorno a lui comincia a mentirgli, cosa che a lui non piace. Questo fatto lo porta su un percorso verso la scoperta del suo eroe interiore. Hopper è semplicemente un tizio a cui non piace che si provi a fregarlo. Quindi una volta che succede, è pronto ad andare fino in fondo con le conseguenze.

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DETTO QUESTO, ALLA FINE DIVENTA DAVVERO UN EROE. COSA SIGNIFICA QUESTO PER LUI NELLA SECONDA STAGIONE?

Penso che quel respiro profondo che fa alla fine quando salva Will sia il primo vero respiro che abbia fatto in molto tempo. Adesso è come se respirasse di nuovo. Quindi sì, è a posto adesso. Il suo viaggio sarà qualcosa di diverso nella seconda stagione. Avrete la possibilità di scoprire sempre più cose man mano che la stagione va avanti. Imparerete di che pasta sono fatti questi personaggi.

La seconda stagione comincerà con questo personaggio che ha affrontato un viaggio verso l’eroismo. Si è finalmente risvegliato ed è un eroe. Penso che questo lo porterà a farsi delle illusioni su quello che sarà in grado di fare. Questo tipo di fantasie potrebbe rivelarsi pericoloso. Come sarà per lui andare avanti? Vedrete una serie di insidie e trappole che lo aspettano man mano che la storia prosegue. Quello che mi piace di Hopper è che non è un cartone animato. Quello con cui si scontra è la vita di tutti i giorni.

L’ESPERIENZA DI FARE QUESTO SHOW È CAMBIATA ADESSO CHE STRANGER THINGS È DIVENTATO COSÌ POPOLARE?

[Ride] Sì, I ragazzi sono su Instagram molto di più. Quello sì che è cambiato.

QUALCOS’ALTRO?

Ci sono un paio di cose. Non sapevamo cosa stavamo creando. Non sapevamo che fosse così speciale. Pensavamo che potesse esserlo. Adesso però sappiamo di avere per le mani qualcosa di speciale e penso che questo crei un senso di responsabilità verso i fan. Verso la gente. Questo fatto mi terrorizza. Sono più spaventato per questa stagione che per quella di prima. Ero abbastanza spaventato con la prima stagione, ma adesso lo sono ancora di più. Non vogliamo che la seconda stagione non raggiunga i livelli della prima. Per ogni scena, cerco di riflettere molto più duramente e molto più nello specifico. Sentiamo la responsabilità, lo spirito di squadra e la pressione.

È come se avessimo creato un gelato alla vaniglia nella prima stagione, ed è così buono e delizioso. Ma non possiamo rifare lo stesso gusto nella seconda stagione. Dobbiamo creare la fragola. Ad alcune persone piacerà, ma altri penseranno che la vaniglia era meglio. Ma non puoi ricreare la vaniglia. Correremo molti rischi. Penso che la gente si arrabbierà per molte cose e sarà entusiasta di altre. È sempre un progresso in termini del nostro viaggio.

Più notizie accumuliamo, più la nostra curiosità cresce decisamente. Attendiamo quindi impazienti altri dettagli fino al fatidico 31 Ottobre.

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