fbpx
0Altre serie tv

Stranger 2: lasciate ogni speranza di capirci qualcosa – Recensione del drama coreano su Netflix

Stranger 2

L’inizio di questa seconda stagione di Stranger è avvolto in una densa nebbia.

Di notte Hwang Si Mok procede in auto a passo d’uomo in uno scenario spettrale, senza riuscire a distinguere i contorni di quello che lo circonda. A lato strada la spiaggia è protetta da un cordone che annuncia il pericolo e ne vieta l’accesso. Ma un paletto giace a terra divelto e, poco più in là, qualcuno è affogato nell’oceano.

Quello tracciato dal cordone è un confine delicato e fragile. Ed è reale quanto simbolico. I due protagonisti di Stranger 2, nel loro percorso verso la giustizia proiettato sempre in avanti, lo costeggiano imponendosi di non superarlo mai. Intorno a loro, per facili compromessi morali, tornaconto personale o semplici esitazioni, colleghi e superiori continuano a oltrepassarlo. A volte senza conseguenze concrete, altre volte causando rovina e distruzione.

La prima stagione di Stranger – Secret Forest si era mossa sullo stesso binario, con un caso di omicidio che aveva portato alla luce una corruzione endemica e tentacolare che coinvolgeva forze dell’ordine, politici e importanti conglomerati. Ed è ancora così per questo Stranger 2, dove però una più classica indagine di omicidio lascia lo spazio a contese politiche e burocratiche

Ma la complessità è sempre sinonimo di qualità?

Forse riproporre uno schema simile a quello della prima stagione sarebbe stato poco saggio. Quindi in linea di principio è apprezzabile che la sceneggiatrice Lee Soo Yeon abbia voluto osare di più e spostarsi su un terreno inesplorato.
Eppure, come Si Mok, è lo stesso spettatore a trovarsi in mezzo alla densa nebbia per buona parte degli episodi.

Il teatro di questa seconda stagione è l’aspro scontro tra polizia e pubblici ministeri, impegnati a contendersi il diritto di emettere mandati. In questa mischia poco pulita, i nostri eroi si ritrovano su due barricate opposte. Impegnati ad aggrapparsi a tutto quello che ritengono giusto pur di non essere travolti dalla macchina del fango, sono spettatori quasi inermi di una battaglia senza esclusione di colpi.

Discussioni e questioni molto tecniche si susseguono, chiamando in causa casi giudiziari complessi che si sono svolti fuori scena. E così diventa una vera impresa per un pubblico occidentale orientarsi tra istituzioni e procedure prettamente coreane. Intanto, i due protagonisti che tanto ci avevano affascinato nella prima stagione assumono posizioni marginali e il tempo che condividono sullo schermo si riduce a pochi secondi ad episodio.

Tanta complessità che in più punti rischia di tramutarsi in vera noia, costringendo lo spettatore a prendere appunti e continui rewatch nel tentativo di raccapezzarsi. Per quanto articolata, una storia ha il dovere di rimanere comunque godibile e comprensibile, magari anche solo su livelli narrativi e di lettura diversi. Ed è proprio qui che il drama fallisce.

LEGGI ANCHE: Stranger – Secret Forest: 10 cose che non sapete sul K-Drama di tvN e Netflix

Stranger 2 Secret forest
Netflix, Stranger 2 drama coreano

Eravamo pronti a pagare il biglietto anche solo per Si Mok e Yeo Jin

Uno dei punti di forza della prima stagione era stata senza dubbio la scelta del cast. Gli ottimi Cho Seung Woo e Bae Doo Na avevano portato in scena dei personaggi complessi e insoliti, che nella loro contrapposizione e unione avevano dato vita a una dinamica perfetta ed emozionante. Lui anaffettivo e poco empatico, ma giusto e inarrestabile. Lei appassionata e caparbia con i suoi disegni buffi e la sua curiosità.

Ma come a voler dimostrare che l’intelligenza della trama fosse il vero punto di forza del drama, la scenggiatura di questa stagione fa di tutto per separarli e renderli quasi marginali. Spogliandoli di quegli elementi che ce li avevano fatti così tanto amare.

Questo, sia chiaro, non ha impedito ai due attori di brillare come sempre, ma ha tolto coinvolgimento e dinamismo alla serie. Se da una parte un passo indietro rispetto a quel Si Mok sorridente fosse prevedibile (annullare la sua caratteristica peculiare non era possibile), meno comprensibile è stata la scelta di stravolgere radicalmente il suo carattere. Il personaggio che vediamo in questa stagione sembra un uomo affetto da Asperger, incapace di comprendere le reazioni degli altri intorno a lui e spesso incerto su come comportarsi. Lo vediamo esitante davanti ai superiori, a volte quasi timoroso. Mentre la prima stagione ci aveva abituato ad un uomo sfacciato, magari brusco e con poco tatto, ma deciso e determinato nel portare avanti il suo lavoro.

La stessa Yeo Jin, perde in questa stagione parte dei suoi atteggiamenti più bizzarri e quasi fanciulleschi che avevano donato una certa leggerezza alla storia.

E queste perdite non sono compensate dalle nuove aggiunte al cast. Se anche la prima stagione in definitiva era stata una storia corale, in questo caso i nuovi personaggi Choi Bit e Woo Tae Ha non hanno modo di splendere e di conquistare lo spettatore, restando anche poco approfonditi. Il loro modo di fare sospetto e poco limpido rimane l’unico elemento caratterizzante.

LEGGI ANCHE: Flower of Evil: Lee Joon Gi si conferma uno dei migliori attori coreani – Recensione del drama thriller coreano su Viki

La svolta arriva con la seconda parte della stagione

Ci vuole l’apparizione in scena di un vero crimine (questa volta un rapimento) per infondere nuova energia alla storia. Yeo Jin e Si Mok tornano ad immergersi nelle indagini, mossi anche da un coinvolgimento personale. Seguire le meticolose ricerche, le ipotesi e le ricostruzioni è ancora una volta affascinante, soprattutto quando i colpi di scena incalzano.

Detective e procuratore si ritrovano a condividere di nuovo lo schermo e il cambiamento si sente. Il loro rapporto torna a crescere e a maturare, nutrito da comprensione e reciproca fiducia.

Nel finale, vedere come tutte le linee narrative tornino a riunirsi e ordinarsi regala anche una certa soddisfazione, ma la risoluzione del mistero non suscita particolare sorpresa o emozione.

Stranger 2 Secret Forest Netflix
Netflix, Stranger 2 drama coreano

Una seconda stagione che è sia una conferma che una delusione

Le conferme della bravura di Cho Seung Woo e Bae Doo Na sono arrivate ed entrambi ci hanno regalato delle scene emozionanti e coinvolgenti soprattutto nel finale. Eppure in questo Stranger 2 la sproporzione tra la parte molto tecnica e teorica della serie e quella dinamica viene solo in parte salvata dalla maggiore scorrevolezza della seconda parte.

Indicativo è anche il fatto che alcuni dei momenti più emozionanti della stagione siano i cammeo di Yoon Se Won o i ricordi legati alla giovane procuratrice morta Young Eun Soo.

Il finale leggermente aperto lascia la porta socchiusa per una terza stagione che appare probabile visto il successo in patria. Questo ci rende comunque felici perché siamo ormai affezionati a questi due. Ma la speranza è quella che la sceneggiatrice sappia utilizzare meglio tutto il potenziale a sua disposizione.

LEGGI ANCHE: Drama coreani consigliati su Netflix: da dove cominciare

Stranger 2
3

Summary

La noia si dirada e si riprende sul finale

Sending
User Review
4 (1 vote)
Comments
To Top