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Storia di una ladra di libri: Recensione e curiosità del film con Sophie Nèlisse e Geoffrey Rush

Titolo: Storia di una ladra di libri (titolo originale: The Book Thief)
Anno di uscita: 2013 (in Italia 27 marzo 2014)
Regia: Brian Percival
Sceneggiatura: Michael Petroni
Tratto da: omonimo libro di Makus Zusak
Cast: Sophie Nèlisse, Emily Watson, Geoffrey Rush, Nico Liersch, Ben Schnetzer, Oliver Stokowski, Barbara Auer 

Come trovare una parola che possa racchiudere la magia di questa storia? Forse, semplicemente, non esiste. Non c’è, non nel mio vocabolario, un termine che riesca a dare l’idea della forza, dell’emozione, della commozione e della bellezza di questo racconto. Storia di una Ladra di libri, titolo originale The Book Thief, è un film tratto dal libro omonimo pubblicato nel 2005 da Markus Zusak.

Un libro che avevo a dir poco amato il libro, quindi le aspettative erano piuttosto alte. È probabile che questo abbia condizionato il mio giudizio. Del resto, nessuno è mai oggettivo nelle proprie opinioni e tutto ha un perché. Basti pensare che i miei occhi sono diventati lucidi non appena il personaggio di Rudy è apparso sullo schermo.

Storia di una ladra di libri – Trailer film

Storia di una ladra di libri trama

Storia di una ladra di libri, ambientato nella Germania nazista, racconta di una bambina, Liesel (Sophie Nèlisse) che, dopo aver perso il fratello, viene lasciata dalla mamma presso la famiglia Hubermann. La speranza è che la bambina cresca in un ambiente più tranquillo di quello al fianco di una donna dalle convinzioni comuniste. Liesel inizialmente non riesce ad accettare la sua nuova vita, quella con la burbera Rosa Hubermann (Emily Watson) e con l’eccentrico ma incredibilmente gentile Hans (Geoffrey Rush). A farle cambiare idea è il ragazzino “dai capelli color limone” della porta accanto, Rudy (Nico Liersch). Pian piano la bambina trova il suo posto in quella nuova vita, come una tessera del puzzle che si incastra perfettamente al suo posto.

Il suo soprannome lo guadagna a causa della sua abitudine, quasi inconsapevole all’inizio, di rubare libri. Liesel li chiama “prestiti” ma agli occhi di uno sconosciuto prendere qualcosa ad un estraneo, senza che egli lo sappia, apparirà sempre come un furto. Il reale desiderio di Liesel è quello di leggere ed è proprio quello che fa. Grazie all’aiuto paziente di Hans, della gentilezza di Ilsa (Barbara Auer), la moglie del sindaco della città, e di Max (Ben Schnetzer), un ebreo che la famiglia Hubermann nasconde proprio nel bel pieno della Seconda Guerra Mondiale. È in questo ambiente che si articola la vita di una dolce ma incredibilmente forte bambina. Quasi una piccola adulta, che dovrà presto fare i conti non solo con le proprie azioni ma anche con la prepotenza delle ferite che può infliggere la guerra e il dolore da esse derivate.

La chicca che però rende il racconto diverso dagli altri è questa: la voce fuori campo che racconta la storia non è altri che la Morte.

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La forza dei sentimenti nella brutale cornice della guerra

La pellicola è scorrevole, piacevole, ma a tratti molto lenta. La sua lentezza è congeniale a una storia forte, pesante per certi versi, che non avrebbe potuto essere raccontata altrimenti. Si tratta di un percorso, di una crescita interiore e esteriore di una persona, Liesel appunto, che è determinata dalle persone che la circondano. Fa solo da sfondo la
brutalità e la crudeltà della guerra. Colpisce con forza la brutalità e l’ingiustizia della notte dei Cristalli, che mette a nudo la capacità dell’uomo di compiere azioni meschine, dettate dalla prepotenza e dalla forza bruta.

Ma prima di tutto prevalgono i sentimenti nella loro totalità e complessità, che fanno da sfondo alla storia. Accanto a quelli negativi, emergono con prepotenza quelli positivi. Emerge la gentilezza di Hans, incapace di piegarsi agli ideali nazisti e dunque ferreo nella sua posizione contro il partito. Un uomo che suona la fisarmonica durante i bombardamenti della città. Poi la forza d’animo di Max, l’ebreo che alza la testa verso il cielo mentre le bombe cadono intorno. Un ragazzo che, mentre tutti si nascondono sotto terra, osserva ammirato le stelle che splendono sopra di lui, preoccupato più per la famiglia che ha accordato a nasconderlo che per la sua stessa vita. Poi ci sono l’amore e l’affetto di Rudy, il ragazzo che voleva solo correre come il nero Jesse James. C’è il burbero modo di dimostrare il proprio affetto di Rosa Hubermann e la fragilità di Ilsa Hermann, la donna che non ha mai potuto piangere il figlio morto.

Ma, più di tutto, è l’altruismo di Liesel, il vero filo conduttore alla storia, ambientata in una strada – che, da sola, costituisce l’80% delle inquadrature del film, dopo la casa degli Hubermann – in cui ogni mattone, cartellone e finestra sono posizionati nella maniera corretta, immergendo lo spettatore negli anni ’40 della Germania nazista.

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Cast spettacolare per il film di Brian Percival

Un cast eccezionale, dai personaggi principali che abbiamo conosciuto meglio a quelli semplicemente intravisti per qualche istante (il padre di Rudy, per esempio, al quale ci si sente affezionati dopo neanche un minuto). La prima fra tutti è Sophie Nèlisse, i cui tratti delicati ci hanno dato modo di guardare il mondo nello specchio che era il volto di Liesel.

Bravissimi sono stati gli attori tedeschi, selezionati appositamente per il film. Il loro inglese – se avete avuto la fortuna di guardare il film in versione originale – ha mantenuto l’accento tedesco. Ulteriore, sebbene non necessaria, punta di realismo, insieme ai numerosi dettagli che il film Storia di una ladra di libri ha regalato allo spettatore. Quelli che tuttavia sono stati i cardini di un cast straordinario sono stati Hans e Max, rispettivamente Geoffrey Rush e Ben Schnetzer.

Geoffrey Rush è stato epico nella sua interpretazione di Hans Hubermann. Il suo personaggio concilia un carattere giocoso ma profondamente sensibile di un uomo che non ha mai abbandonato le proprie convinzioni. Qualchuno che non si è mai dato per vinto nella vita. Ma la vera sorpresa è stato Max, Ben Schnetzer, un attore tedesco nella sua interpretazione. Credo di non essere in grado di descriverlo a parole, è qualcosa che bisogna vedere per comprendere a pieno.

Infine, come non citare la vera co-protagonista della storia, colei che, come afferma lei stessa, non può che essere affascinata dagli umani e dalle loro scelte. Affascinata dalla loro vita, da tutto ciò che ci riguarda: la Morte. Se avrete visto il film (e, dirò di più, se sarete stati abbastanza fortunati da leggere anche il libro) concorderete con me che la storia non sarebbe stata la stessa, in sua assenza.

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Curiosità film Storia di una ladra di libri – The Book Thief

Di seguito alcune curiosità sulla pellicola con protagonisti Sophie Nèlisse, Emily Watson e Geoffrey Rush.

  • Quando Sophie Nèlisse ha scoperto che avrebbe recitato con Emily Watson, pensava si trattasse di Emma Watson di Harry Potter. Per settimane ha raccontato a tutti che avrebbe recitato con Hermione, solo per essere poi smentita quando le hanno detto che non era la stessa attrice
  • Geoffrey Rush ha per poco rifiutato la parte perchè non era a proprio agio a recitare così tanto con dei bambini
  • Anche se il film Storia di una ladra di libri è girato in lingua inglese, gli attori dicono “Ja” e “Nein” al posto di “Yes” e “No” per omaggiare l’epoca e il contesto storico della storia
  • Si tratta della prima volta dal 2005 in cui John Williams, compositore delle musiche della pellicola, ha lavorato alla colonna sonora di un film che non è stato diretto da Steven Spielberg
  • È il primo film di Hollywood per il regista Brian Percival
  • Geoffrey Rush ed Emily Watson hanno già interpretato una coppia sposata su schermo nel film del 2004, The Life and Death of Peter Sellers. Nel 2017 hanno vestito nuovamente i panni di marito e moglie in Genius, dove Geoffrey Rush interpreta Albert Einstein
  • Il personaggio di Max arriva molto dopo nel libro rispetto alla sua entrata in scena, alquanto veloce, nel film.
The Book Thief

Vero

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Katia Kutsenko

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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