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Start Up: follow your dreams – Recensione del drama coreano su Netflix

Start Up drama coreano

Ricordate anche voi quel momento preciso della vostra vita in cui il futuro sembrava sconfinato e i sogni così vicini e concreti da essere a portata di chiunque volesse allungare la mano per afferrarli?
Mi scuserete se in questo momento immagino tutti i lettori di questa recensione di età avanzata quanto la mia. Il fatto è che guardare Start Up su Netflix mi ha fatto sentire di nuovo quel profumo di gioventù sfrenato, quell’aria di primavera elettrizzante e carica di entusiasmo che quasi avevo scordato.

I protagonisti di questo drama coreano sono il classico gruppo di giovani imbranati, pieni di voglia di fare, intelligenza ed entusiasmo, ma frenati nella difficoltà di dare una forma concreta alla loro immaginazione. Ci pensa Sand Box, un incubatore di start up a dargli la possibilità e i mezzi per mettersi alla prova e concretizzare le loro passioni.

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Start Up Netflix
Dal Mi e Do San in Start Up Netflix

Un inizio insolito

Come spesso accade, il primo episodio di una serie viaggia ad una velocità propria e getta le basi, soprattutto emotive e drammatiche, che sorreggeranno tutti gli episodi seguenti. E con Start Up questo è particolarmente evidente. In particolare visto che il drama parte alla lontana, raccontandoci il passato dei protagonisti in modo da delinearli subito con forza. Tutto inizia con un padre appassionato, pieno di visioni e sogni, ma incapace di realizzarli. Come nelle fiabe più classiche questo padre ha due figlie molto diverse, Dal Mi e In Jae, che, proprio a causa sua, prenderanno due direzioni opposte e trascorreranno gran parte della loro vita a cercare di dimostrare di aver fatto la scelta migliore.

Le due ragazze non sono le sole ad avere tanto da dimostrare. Uniti a loro da uno scherzo del destino, ci sono anche Do San e Ji Pyeong anche loro apparentemente su posizioni diametralmente oppose. Do San, che è un genio della programmazione dal cervello straordinario, ha le ali tarpate. Principalmente da una cronica insicurezza che gli impedisce di vedere il suo valore. Ji Pyeong, anche lui brillante e pieno di risorse, ha trovato con la forza della rabbia e della disperazione il successo nel mondo delle start up, ma si è ridotto ad una vita riservata e di solitudine.

Tutti si ritroveranno buttati insieme in un ring competitivo e molto duro, ma pronto ad offrire successo e infinite possibilità a chi saprà compiere le scelte giuste.

Abbiamo parlato di un inizio sorprendete e infatti Start Up decide di spiazzare subito gli spettatori mostrandoci il volto del suo protagonista maschile, Do San, solo all’ultimo minuto del primo episodio. Come se volesse giocare con i clichè dei drama per romperli. Sfortunatamente non manterrà questa esaltante premessa fino in fondo, ma riuscirà comunque a creare una storia appassionante e in grado di entusiasmare lo spettatore fino all’ultimo episodio.

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Start Up Netflix
Credits: Start Up Netflix

La maggiore forza di Start Up è il suo cast favoloso

Come spesso accade, in una storia che non mette in scena una trama estremamente complessa, è il cast a fare la vera differenza. Ogni singolo personaggio in Start Up brilla di luce propria grazie al lavoro attento ed entusiasta di ogni interprete.

Il personaggio di Dalm Mi è semplicemente stato scritto per Suzy, che ancora una volta conferma il suo ruolo di fidanzatina ufficiale di Corea. Entusiasta, sognatrice, a volte un po’ imbranata e ingenua, Suzy trasmette alla perfezione il calore e la freschezza del proprio personaggio. Caratteristiche che, nonostante un passato burrascoso, non ha perso, insieme alla sua innocenza e alla sua voglia di sognare.

Nam Joo Hyuk è uno spilungone dal cervello straordinario, ma dall’autostima fragilissima. Convinto che la sua vita sia radicata in una bugia e che anche il suo presente continui a perpetrare un rinnovato inganno, nonostante le sue straordinarie capacità, vive una perenne insicurezza. La sua fragilità è sempre pronta ad emergere anche nei momenti più felici della sua vita. Questo rende impossibile non tifare per lui, mentre seguiamo il suo lento percorso di crescita tra errori e indecisioni.

Punto fermo e porto sicuro di questo drama è halmeoni, interpretata dalla formidabile attrice Kim Hae Sook che, con naturalezza e semplicità, porta in scena tutta la sua maturità di attrice. Legate a lei sono le scene più emozionanti e anche dolorose del drama, con tutti i personaggi che cercano e trovano in lei rifugio, ma anche ispirazione.

Start Up Netflix
Credits: Start Up Netflix

E poi c’è Kim Seon Ho

Il regista ha dichiarato di aver sempre avuto in mente Seon Ho per il personaggio di Han Ji Pyeong e difficilmente si sarebbe potuto trovare qualcuno di più adatto alla parte.

Ji Pyeong è probabilmente il second lead migliore che questa stagione di drama abbia prodotto e il suo personaggio semplicemente risplende in ogni scena. Lo dimostra la fama di Kin Seon Ho che durante la messa in onda di Start Up è schizzata alle stelle. Il suo account instagram che solo il mese scorso era seguito dal 600.000 persone ha ora raggiunto vetta 3 milioni, facendolo diventare l’attore più desiderato del momento.

Molto del successo del suo personaggio è da attribuirsi a quel primo episodio. Episodio che ha visto il passato di Ji Pyeong interpretato dal sempre bravissimo Nam Da Reum e che gli ha fatto guadagnare il nomignolo di “bravo ragazzo”. Ma il resto è tutto merito del talento di Seon Ho evidentissimo nelle scene tra lui e Kim Hae Sook (che ne ha tessuto grandi lodi) e che facilmente si adatta a passare da momenti drammatici ad altri esilaranti.

Anagraficamente il più grande del gruppo, Han Ji Pyeong spazia dalla fragilità emotiva che mostra solo ad halmoeni, alla sfacciataggine e durezza che riversa sui facili entusiasmi di giovani imprenditori inesperti, a una nascosta, naturale dolcezza.

Non sorprende quindi che tra i fan si siano scatenate lotte shipper davvero selvagge, divisi tra teamjipyeong e teamdosan.

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Start Up Netflix
Credits: Start Up Netflix

Eppure del triangolo avremmo potuto fare a meno

Se devo trovare un difetto in Start Up è il molesto e inevitabile triangolo amoroso. Se da una parte è vero che questo triangolo sta alla base di molti eventi importanti del drama e di molte sue dinamiche, è anche vero che proseguendo nella serie si sarebbe potuto decisamente lasciarlo andare senza insisterci troppo.

Per carità, Start Up ha molto altro da offrire oltre alla sua trama romantica. La crescita dei protagonisti, le loro avventure lavorative sono centrali nella storia, ma gli episodi finali sono un po’ appesantiti dal melodramma. C’era abbastanza carne al fuoco per concentrarsi sulla crescita dei personaggi senza incentrarla per forza sulle loro avventure romantiche. Ma è solo un piccolo neo che poco toglie ad una prima metà di serie semplicemente perfetta. Una metà che in alcuni episodi ci ha fatto ridere fino alle lacrime e in altri commuovere profondamente.

All’inizio di questa recensione ho parlato di nostalgia per un tempo passato e lontano. Ma non è un senso di malinconia quello con cui ci lascia Start Up. Anzi, il suo entusiasmo, la sua freschezza, la tenerezza delle amicizie e degli amori potranno anche sembrare a volte un po’ naïve e fanciulleschi, ma ci trasmettono tanta energia. Tanto da ricordarci che i sogni sono ancora lì che ci aspettano e che inseguirli è ancora possibile, anzi, imperativo.

Vi saluto lasciandovi con uno dei momenti più alti di questo drama:

Start Up
4.5

Summary

Fresco ed emozionante

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