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Recensioni

Star Wars: The Clone Wars – Si ritorna tra le stelle!

E’ partita sul canale americano Cartoon Network la serie televisiva animata incentrata sulle Guerre dei Cloni di “Star Wars”. Preceduta nei cinema dal film omonimo, è partita sul canale americano Cartoon Network la serie televisiva animata incentrata sulle Guerre dei Cloni di Star Wars. Opera in CGI a tre dimensioni, prodotta e realizzata dalla Lucas Animation; come le due miniserie 2D di Genndy Tartakovsky (“Clone Wars”, 2004/2005), anche questa è ambientata durante il periodo tra Episodio II ed Episodio III della Saga. Può considerarsi la prima vera serie che lancia l’Universo Star Wars in televisione, con la partecipazione di George Lucas alla produzione. 

Gli eroi stellari
Repubblica Galattica e Confederazione dei Sistemi Indipendenti (CSI) si danno battaglia nel cosmo, la prima per difendere l’unità politica che dura da millenni, la seconda per scardinare tale alleanza al fine di favorire l’ascesa di un nuovo ordine galattico. In questo contesto seguiamo le avventure dell’esercito di Cloni repubblicano e dei suoi comandanti, Maestri e Cavalieri Jedi costretti a confrontarsi con la brutalità di una guerra civile.

Protagonisti della serie sono Anakin Skywalker, appena diventato Cavaliere Jedi, e la sua nuova e prima Padawan Ahsoka Tano. A fare da spalla nelle loro avventure ritroviamo molti dei Jedi più importanti già conosciuti nella Saga filmica. Naturalmente il MaestroObi-Wan Kenobi funge spesso da supervisore delle loro azioni, nelle quali vengono poi affiancati da Plo Koon, Kit Fisto e Luminara Unduli (solo per citarne alcuni). A completare il cast stellare ci sono poi i Clone Trooper stessi, che in questa serie vengono mostrati sotto una luce nuova e originale.

Sull’altro fronte a guidare l’esercito di droidi dei Separatisti troviamo il Generale Grievous, sadico cyborg dall’oscuro passato che risponde direttamente al Conte Dooku. Con la sua pupilla e spietata assassina Asajj Ventress, Dooku condivide un passato da Jedi al quale ha però rinunciato lasciandosi tentare dal Lato Oscuro della Forza diventando apprendista del Maestro Sith Darth Sidious, vera ed unica mente a controllare le complicate trame che coinvolgono le azioni della CSI.

Non mancano naturalmente le comparsate di altri personaggi importati della Saga: è lo stesso Maestro Yoda infatti ad aprire la serie in un esplosivo e toccante primo episodio. Padmé Amidala e C-3PO non riescono stare lontani dai guai e dove c’è il droide dorato non può mancare R2-D2, protagonista di un doppio episodio.

Una nuova narrazione
Abituati alla complessità e alla lunghezza dei film, ci troviamo ora di fronte ad una forma narrativa nuova per Star Wars, che si pone a metà strada con i micro episodi tartakovskyani del 2004-2005. La lunghezza di 20-25 minuti delle puntate della serie richiede una capacità di sintesi sia per gli autori che per i registi, ma permette di non sacrificare l’approfondimento dei personaggi. Il risultato visto fino ad ora è davvero ottimo e regala allo spettatore puntate avvincenti piene di sfumature e dettagli sfiziosi. I riferimenti ai film sono innumerevoli ma mai eccessivi e permettono di creare una connessione più profonda con la Saga stessa – per chi già la conosce. Seppur seguendo un plot generale, quello delle Guerre dei Cloni, le puntate possono essere seguite singolarmente anche da chi si avvicina per la prima volta a Guerre Stellari. Mentre i brevi archi narrativi, massimo 2 o 3 episodi, permettono di mantenere una certa compattezza nonostante le storie da raccontare, per la loro natura galattica, rischiassero di risultare un po’ dispersive.

La Forza scorre potente nei… Quoti
Secondo i piani della LucasFilm questa prima stagione sarà solo l’inizio di un progetto che sperano possa durare parecchi anni. Non facciamo fatica a dare credito a questa speranza se la serie proseguirà sui binari fin qui posati. Dopo tante discussioni e parecchi malumori da parte dei fans di vecchia data sui tre film della Nuova Trilogia, questaThe Clone Wars sembra essere finalmente il punto d’incontro con la nuova generazione dei fans. Se i film-prequel avevano lasciato freddini tanti, la serie TV sembra aver rinnovato la magia della Saga Stellare. Sembra strano dirlo, ma una serie realizzata con le più moderne tecniche d’animazione digitale è riuscita a riscoprire la magia della Trilogia Classica che sembrava perduta nel pasticheipertecnologico degli Episodi I-III.

Il team-up Ahsoka & Skywalker, pur concettualmente assurdo, nella pratica funziona: tira fuori il “lato Han Solo” del personaggione anakinesco, colpevolmente lasciato perdere nei Prequel. Questo simpatico Kenobi CGI regala poi l’aspetto ironico starwarsiano di cui si sentiva troppo la mancanza. Come ci mancava ancora di più la parte guerresca/strafottente di Star Wars, che ritroviamo qui alla grande. Probabilmente il George Lucas moderno c’entra molto poco in primis col film 3D di Dave Filoni, e soprattutto con la nuova serie animata. Qui c’è, paradossalmente, il Lucas più antico, quello del “Guerre Stellari” ’77; senza contare i richiami tartakovskyani o quelli “imperiali” allo stesso Irvin Kershner (regista de “L’Impero colpisce ancora”) – magari un po’ meno a Lawrence Kasdan (scrittore dell’Impero e de “Il ritorno dello Jedi”), visto che gli approfondimenti si fanno sospirare. Ma va bene così (per ora): che senso ha approfondire Forza, Sith e Jedi, se lo si rischia di fare come in Ep1/Ep2… e parte di Ep3? Molto meglio una sana dose di risate, inventiva, ritmo esense of wonder. In effetti, quando la nave scassata di Ani e Ahsoka parte per l’Iperspazio, o i piloti volano tra le “balene” spaziali, o gli ufficiali (della futura Morte Nera!) prendono ordini sui ponti degli incrociatori stellari… ecco puntuale il brividone Classico.

Ben tornato Star Wars!

 

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